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Le chiese di Torino: dal Rinascimento al Barocco


La Gazzetta Web

 

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Per chi voglia scoprire anche sulla carta i begli edifici di culto eretti a Torino nei “secoli d’oro” che diedero impronta alla sua magnifica architettura, è assolutamente da non perdere questo volume - grande per mole e per contenuti - che a distanza di quarant’anni dalla prima edizione resta forse l’unico ad offrire la storia completa e ben documentata di tutte le chiese costruite a Torino nel Cinquecento, Seicento e Settecento. Per comprendere che si tratta di un lavoro imponente è sufficiente un dato: fra XVI e XVIII secolo nella capitale sabauda furono inaugurate o ristrutturate cinquantasei chiese, cui posero mano straordinari architetti, in effetti i migliori del tempo (Guarini, i due Castellamonte, Vitozzi, Lanfranchi, Juvarra…), tutti ingaggiati dai duchi di Savoia appunto per lanciare e rilanciare l’immagine della loro capitale. Ripubblicata nel 2002 «in bella veste e senza alterazioni», l’opera di Tamburini si compone di 592 pagine e 64 tavole in bicromia in cui scorre la storia di decine di note e meno note chiese torinesi. Dalla Basilica Mauriziana alle due Chiese della Visitazione, la prima in Via XX Settembre ang. Via Arcivescovado e la seconda a Mirafiori, sono presentate una per una come altrettanti capitoli collegati da una sola grande vicenda culturale. Di ognuna di esse l’autore ricostruisce le fasi di realizzazione fino al giorno dell’inaugurazione e di eventuali successive modifiche, suddividendo il lavoro in tre sezioni (una per secolo) ciascuna delle quali è aperta da alcune pagine di sintesi storica relativa al periodo preso in esame. Introduzione generale ad una delle più vivaci stagioni dell’arte sacra torinese, redatta dopo un’indagine condotta seguendo «il filo della storia e quello dei documenti» ma «senza mirare con ciò a scrivere un libro storico-archivistico», questo libro offre davvero molte sorprese. E «non poche grate sorprese» riservò anche all’autore, specie quelle frutto delle scoperte scaturite dalle sue “perlustrazioni” in biblioteche ed archivi di Stato e privati. Tre esempi: «Restituire ad Antonio Bettino (coadiutore di Guarini nella cappella della Sindone) la Basilica Mauriziana, da sempre assegnata al Lanfranchi»; oppure, «Ricavare da un quadernetto ignoto rinvenuto nella Biblioteca in cui prestavo servizio notizie importantissime sulla chiesa dei Santi Martiri; e ancora, «Scoprire una documentazione preziosa su Santa Cristina, resasi più avanti utile per il restauro». Come tutto quel che la precede, preziosa è anche la documentazione che suggella il volume: l’apparato iconografico (che comprende la riproduzione di molti progetti e disegni originali), il “Prospetto cronologico” con schede di rapida consultazione che riassumono le principali informazioni su ciascuna chiesa, la notevole “Bibliografia citata nel testo” (ripartita in fonti manoscritte e opere a stampa), la “Tavola di riscontro” delle antiche misure piemontesi col sistema metrico decimale e in ultimo un fitto “Indice dei nomi”.


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