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Il mondo di Minna Levi


Riflessione

del 17-12-2008
di Luciana Navone Nosari

Non so se siete d’accordo con me, ma a mio avviso Minna Levi appare piuttosto una fata, anziché un’investigatrice. E all’Autrice Daniela Messi va il merito di riuscire a far immaginare la grazia e la capacità della protagonista nel creare atmosfere accoglienti, piene di calore, un po’ magiche.Nelle sue indagini, Minna usa il buon senso unito all’intuito, al candore simile a quello dei fanciulli, il che significa saper leggere nei cuori con semplicità. Cercare il colpevole non è il suo scopo principale, direi che non è assillata dal trovarlo, laddove ci sia, perché dà l’impressione di sognare mentre cerca la soluzione, di fantasticare.È una vera dama, ricorda un personaggio dell’’800 con il suo garbo, i suoi tè. E quando fa delle ipotesi mi sembra di vederla volare, con la leggerezza di una farfalla.Siamo abituati a vedere degli investigatori astuti, forti, talvolta arroganti, e qualora si intenda stupire, divertire il pubblico, li si dipinge come delle macchiette, o dei superman.Invece Minna è una donna elegante, pacata, gentile, che insinua dei dubbi efficaci, ma sempre garbatamente.Fa ragionare i propri interlocutori e non importa se non trova la certezza della colpa o del colpevole.Il suo pensiero veleggia insieme al mistero, lo sovrasta, anziché farsi assillare dalla soluzione, si direbbe addirittura che lo prenda per mano e lo conduca verso la sua origine, senza affannarsi mai, senza scomporsi.Anche i protagonisti, gli indagati se così li vogliamo chiamare, sono un po’ magici, mai violenti, talvolta grotteschi nei loro atteggiamenti o nel loro aspetto, al peggio un po’ antipatici o burberi....succede che Minna scelga di non dare neppure a se stessa delle risposte, nel lasciarsi cullare dal fascino del mistero piuttosto che dalla mediocrità di una conclusione magari scontata.Anche gli ambienti, siano essi salotti, cucine o corridoi, appaiono ovattati, seppure un pizzico misteriosi, avvolti da un sentore di magia, sospesi fra quella calura, quella brezza che l’abilità dell’autrice fa percepire in maniera tangibile; pare quasi di poter toccare l’afa, l’umidità, l’aria pesante. E quei movimenti di foglie leggeri, quell’”aria molle”, sembrano in attesa di un evento magico.È questo, appunto, il mondo di Minna Levi.  


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