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La fretta è una questione di accenti

Pietro Tartamella cura una collana con “con accentazione ortoèpica lineare”. Scopo fermarsi ad assaporare le parole.


CORRIERE DI CHIERI

del 05-12-2008
di redazione

Esce “UN SASSO NELLA MANO”, il primo libro italiano da leggere “attèntaménte”

 Usare gli accenti acuti e gravi per rallentare il ritmo della nostra vita. Scrivere (e leggere)  “attèntaménte, non “attentamente”, perché ogni accento sulle parole che leggiamo è collegato ad un momento di riflessione che interrompe il frenetico mondo quotidiano.

Che le cose funzioni così lo dice Pietro Tartamella, docente di dizione e lettura ad alta voce, patron della rivese Cascina Macondo, nonché da pochissimo curatore di una nuova collana editoriale Cascina Macondo proposta dalla Edizioni Angolo Manzoni, che ha pubblicato in questi giorni il primo libro italiano “con accentazione ortoèpica lineare”…si intitola “Un sasso nella mano” ed è la raccolta dei migliori haiku (componimenti poetici di 3 versi caratterizzati da 5, 7 e 5 sillabe) che hanno partecipato all’ultimo Concorso bandito da Cascina Macondo. A differenza della Francia, in Italia l’Accademia della Crusca decise, nel 1600,  di non utilizzare nella lingua italiana scritta l’accentazione delle parole, una scelta poi criticata da alcuni autori del passato.

 

… un ritorno nostalgico?

 

 

No, anche se con questa collana andiamo in controtendenza… La lettura di un testo con l’accentazione ortoèpica va controcorrente al flusso veloce delle parole, perché quel piccolo elemento grafico che è l’accento riesce a fermare l’attenzione. È un invito alla lentezza (Pietro Tartamella).

 

Ma che cos’è l’accentazione ortoèpica lineare?

 

Vengono utilizzati solo gli accenti acuti e gravi sulle “e” e sulle “o” per distinguere i suoni aperti da quelli chiusi. In più si aggiunge l’accento quando esso non cade sulla penultima sillaba (Pietro Tartamella).

 

A che cosa serve questa iniziativa?

 

Lavorando da tanti anni all’interno delle scuole, e affrontando anche problemi come la dislessia, è emerso un netto miglioramento nell’approccio alla lettura quando viene affrontato insegnando ai bambini la differenza tra suoni aperti e chiusi… Il bambino dislessico prova di fronte a tante parole una sorta di confusione: è come se avesse difficoltà a tener ferma la pagina. Per questo una lettera accentata riesce a catturare maggiormente l’attenzione e a ‘bloccare’ in qualche modo la parola (Pietro Tartamella).

 

Un esercizio che porta a rallentare il ritmo per concentrare l’attenzione?

 

Un ritmo più lento permette una consapevolezza maggiore del suono, un legame che nei percorsi di lettura ad alta voce emerge in maniera lampante. Nella vita quotidiana le parole vengono dette quasi buttandole via, non c’è più la consapevolezza della loro bellezza…(Pietro Tartamella).

 

Ma la collana non si distingue solo per l’uso accentato delle parole. A questa caratteristica infatti si unisce un corpo del testo più grande, il cosiddetto corpo 16, così da agevolare la lettura anche a chi ha problemi di vista.

 

È stata una scelta rischiosa intrapresa dalla edizioni Angolo Manzoni già parecchi anni fa, ma che li ha premiati… 


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