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Illusione e realtà: Piero Burzio, Kin dei Monti

Un racconto, anzi una fiaba a sfondo filosofico, scritta per i 
ragazzi da un professore di liceo...

 ALP magazine

del 01-12-2008
di Roberto Mantovani

Un racconto, anzi una fiaba a sfondo filosofico, scritta per i 
ragazzi da un professore di liceo. È la storia dell'educazione 
sentimentale di Kin, un ragazzino di dieci anni, al tempo della 
Liberazione, anno 1945, nelle Valli di Lanzo. Una vicenda che scorre 
sullo sfondo di fatti difficili da capire per un ragazzino che ancora 
non è uscito dall'infanzia e dall'età dei giochi: la lotta 
partigiana, il mondo diviso in buoni e cattivi, l'euforia della nuova 
libertà, le invidie e le maldicenze che gravano sulla piccola 
comunità in cui vive il protagonista dopo la stagione 
dell'occupazione nazifascista, i grandi cambiamenti del dopoguerra, 
la presenza incombente della montagna, sia in forma reale sia in modo 
simbolico, la lenta e difficile comprensione dei fatti e l'affaccio a 
una vita nuova e diversa. E in secondo piano, a far da corollario a 
tutta la storia, una parabola antica: il mito della caverna di 
Platone, che regala ai giovani lettori una chiave per comprendere la 
differenza tra l'illusione delle apparenze e la realtà nella sua 
concretezza.
Kin dei monti fa parte della collana Corpo 16, che propone caratteri 
grafici superiori alla media, per i lettori con difficoltà. Sono 
anche disponibili per le biblioteche i file del libro in pdf per gli ipovedenti gravi, e  i file audio - sintesi vocale per i non vedenti.

 


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