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Enrico Calamai


Enrico Calamai (Roma 1945) è stato diplomatico in Cile e Argentina. Viceconsole a 27 anni e poi console a Buenos Aires, nel corso del suo mandato (1972 -77), coinciso con gli anni più bui della dittatura Videla-Massera-Agosti, riuscì a mettere in salvo, a rischio della sua stessa vita, centinaia di oppositori politici del regime militare, facendoli espatriare. Per questo motivo è stato definito lo "Schindler argentino", “l’eroe discreto di Buenos Aires” (Enrico Deaglio) o “l’eroe scomodo” ("La storia siamo noi" RAI Educational).
Ha testimoniato al processo, entrato nel vivo il 7 giugno 2000 alla II sezione della Corte d’Assise di Roma, che ha portato alla condanna di otto militari argentini accusati della morte di otto desaparecidos italiani. Calamai è stato uno dei fondatori e primo Portavoce (dal 2002 al 2005) del Comitato per la Promozione e la Protezione dei Diritti Umani. Nel 2004 è stato decorato dall'Argentina con l'Orden del Libertado General San Martín.
Per Editori Riuniti, ha pubblicato nel 2003 Niente asilo politico. Diario di un console italiano nell'Argentina dei desaparecidos, per Feltrinelli nel 2006 Niente asilo politico. Diplomazia, diritti umani e desaparecidos. La prima edizione di Faremo l’America, sempre per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni, è del 2003 (Premio Cultura Santa Marinella, Roma, 2003).


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