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Titoli

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Elda la candida
 Il cappello nel secchio e altri racconti.

C’era una volta… C’era una volta la sveglia della nonna e, accanto ad essa, altri oggetti assurti a modeste reliquie del passato. Sono "lì" a ricordare all’autrice, ormai avanti negli anni, i lievi frammenti del tempo trascorso fra l’infanzia e la giovinezza. La memoria dell’Autrice di Non m’importa se non hai trovato l’uva fragola, divenuta adulta, rievoca i remoti episodi della sua adolescenza, attraverso la voce degli oggetti, che raccontano storie famigliari ormai sfumate nel tempo. Storie che abbracciano un arco temporale situato tra la metà dell'Ottocento e la fine degli anni Trenta, in cui tuttavia i lettori possono trovare frammenti del loro vissuto.




10 FAVOLE PER OMER
Amicizia e inimicizia, umani e animali. Due mondi in costante duello ma inseparabili.

CORPO 16  JUNIOR

"Sono le favole che ogni mattino, immancabilmente, dovevo, lì per lì, inventare accompagnando mio figlio Omer alla scuola materna e poi alle elementari, e a lui sono dedicate. Si tratta quasi sempre di storie di animali in qualche modo umanizzati che per questo, come tutti sanno, piacciono ai bimbi. Amicizia - inimicizia è il rapporto costante umani - animali delle favole. Caccia, persecuzione, salvezza è, quasi sempre, il dramma dalle conclusioni positive che vivono gli attori delle favole. Due mondi in costante duello ma inseparabili. Credo sia questa la chiave fondamentale di queste corse fantastiche che incantano i bambini e che affascinavano Omer..." (Alberto Tridente)




Accendi la tua radio per favor, "Qui radio Torino"
Dall'EIAR alla RAI sulle onde dell'etere

L'autore ripercorre, attraverso la propria memoria, la storia delle prime emissioni radiofoniche dell'EIAR, passando dalle parodie in versi di Nizza e Morbelli per I 4 moschettieri agli attuali programmi della RAI.




AgeMDa sedicimesi 2007
IL LAVORO, I LAVORI

Un’agenda su un tema in continua evoluzione, controverso e di grande attualità. Un viaggio tra normative di legge e opportunità di confronto culturale e di dialogo, attraverso interventi, vignette, fotografie e oltre 450 flash su:

Il pianeta lavoro (settembre 2006);

La lunga marcia verso, l'emancipazione e i diritti (ottobre);

Il lavoro e la dimensione internazionale (novembre);

Il lavoro e la Costituzione (dicembre);

Il lavoro, i contratti, lo sciopero (gennaio 2007);

Il lavoro, le tutele, lo statuto (febbraio);

Il lavoro e il suo processo (marzo);

Il lavoro e i giovani (aprile);

Il lavoro al femminile (maggio);

Immigrazione e lavoro (giugno);

Il lavoro e la salute (luglio);

Lavoro, invalidità, vecchiaia (agosto);

Il lavoro nero (settembre);

Il lavoro che non c'è… (ottobre);

Precarietà e nuovi lavori (novembre);

Il lavoro e la dignità della persona (dicembre 2007).

16 mesi in compagnia di Andrea Bajani, Ascanio Celestini, Domenico Chiesa, Giuseppe Culicchia, Giancarlo de Cataldo, Tullio De Mauro, Ivano Fossati, Luciano Gallino, Luciana Littizzetto, Marilisa Monaco, Marco Paolini, Nino Raffone, Lidia Ravera, Marco Revelli, Paolo Rossi, Marco Revelli, Lidia Ravera, Michele Serra.

Con le vignette di Altan, Chiappori, Elle Kappa, Giannelli, Staino e Vauro, e le fotografie di Vincenzo Cottinelli, Michele D'Ottavio, Eros Fiammetti.

Progetto grafico di Federico Alfonsetti.





L’Agenda dei giudici 2004. Copertina arancione vivace, con una vignetta di Altan: è una buona compagna di viaggio.

Illustrata con vignette di Altan, Ellekappa, Chiappori




AgeMDa 2005
La Costituzione

Agemda 2005 è dedicata alla Costituzione italiana: carta fondamentale di assoluta attualità e non fossile giuridico come alcuni vorrebbero. Dunque da raccontare senza distinguo, rifuggendo dai se e dai ma. Raccontare la Costituzione in modo leggibile attraverso i limiti strutturali di un’agenda non è facile. Ci abbiamo provato scegliendo dodici articoli che parlano di democrazia, di diritti, di uguaglianza, di lavoro, di libertà, di salute, di informazione e di molte altre cose fondamentali nella vita di tutti. A ciascun articolo abbiamo dedicato un mese, riempiendo i giorni di note a piè di pagina: complessivamente oltre 300 flash – fatti, leggi, avvenimenti, dati, sentenze e via di seguito – che coprono cinquant’anni e più di storia del Belpaese. Ci hanno aiutato, come sempre, Altan, Elle Kappa e Staino, illustrando, soprattutto, la Costituzione tradita; e ci hanno ac-compagnato, nel percorso della difficile attuazione costituzionale (spesso tuttora incompiuta) molti testimoni di diversa estrazione, cultura e competenza: Tina Anselmi, Tom Benetollo, Enzo Biagi, Rita Borsellino, Luigi Ciotti, Andrea Camilleri, Tullio De Mauro, Guglielmo Epifani, Dario Fo, Fulvio Gianaria, Alberto Mittone, Domenico Ricca, Gianni Tognoni. Sarà un anno in buona compagnia (speriamo utilmente).




AgeMDA 2006
Un anno dalla parte della legalità

Dopo i temi della giustizia e della Costituzione AgeMDa affronta, nel 2006, quello della legalità. La scelta è quasi ovvia per Magistratura democratica, così come è nelle cose il coinvolgimento, nel progetto, di Libera. Una precisazione richiede, peraltro, il modo in cui vorremmo affrontare il tema. La legalità, infatti, è da noi vissuta e perseguita come strumento di riscatto e di emancipazione (nella prospettiva dell'art. 3 capoverso della Costituzione) in un paese in cui l'illegalità e la prevaricazione sembrano diventati regola; ma, nella stesso tempo, non dimentichiamo che la legalità è stata (ed è) spesso strumento di esclusione e oppressione (secondo la nota formula "legge e ordine"). Un'agenda deve, per definizione, essere semplice e agevolmente leggibile: non vogliamo certo trasformarla in un saggio (o in una raccolta di saggi) ma vorremmo che questa complessità non sfuggisse al letto-re. Di qui la scelta di interventi e approcci eterogenei. Lo stesso percorso seguiremo nella segnalazione di date e anniversari che seguiranno il passare dei giorni. L'obiettivo è quello di far emergere un'idea di legalità come percorso tollerante e inclusivo e non come fattore di di-scriminazione (ovviamente anche segnalando esempi di questa secon-da versione). L'operazione non è semplice ma bisogna pur provarci... La struttura di agemda sarà simile a quella degli anni scorsi, con alcune varianti, a cominciare dall'inserimento di fotografie e di un elenco di siti utili all'approfondimento della "questione legalità". Dunque, ogni mese sarà introdotto da una vignetta e da un breve scritto di uno dei personaggi che ci ac-compagneranno nell'avventura; a pie' di pagina saranno segnalati e descritti alcuni eventi ( utili alla ricostruzione del percorso).

Un anno in compagnia di Luigi Ciotti, Luis Sepúlveda, Clara Sereni, Angela Oriti, Gino Strada, Titti Di Salvo, Beppe Grillo, Alex Zanotelli, Luca Mercalli, Antonio Tabucchi, Luisa Bossa, Corrado Stajano, Fabrizio Vanorio...





«Il poeta ci avverte della propria coscienza metalinguistica, ma schiva con onesta chiarezza i ghirigori ormai desueti di una letteratura manierata dalla postneoavanguardia, perché ciò che davvero lo interessa è quella difficile arte di allontanarsi da sé per chiedere alla poesia di allargare lo sguardo e poi ricomprenderlo fra le proprie linee…» (dalla prefazione di Giusi Baldissone)

Docente universitario di letteratura francese, saggista e romanziere (Scherzo parigino e, di prossima pubblicazione, Lettere a Mefistofele), Diego Scarca esordisce come poeta con questa raccolta di versi a più di vent’anni dall’inizio della loro composizione.




Baci & bastonate
Cronache di un sessantottino nero con alle spalle... nessun progetto politico

PREMIATO CON L’ANGUILLARINO D’ARGENTO ALLA VII EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE 2008 ARCHÈ “ANGUILLARA SABAZIA CITTÀ D’ARTE”

«Rispetto alle autobiografie, spacciate per saggi, riversatesi nelle librerie col trentennale del 1977, quella di Augusto Grandi è proprio un “Mi ricordo”, ovvero ricordo me, con le mie grandi ingenuità e le mie piccole astuzie. Un “Mi ricordo”, non un “mi rimpiango”…

Al di là delle diverse sfumature - luoghi di vita vicini, ma non uguali: complementari; età altrettanto vicine, ma non uguali: adiacenti –, Augusto e io siamo sempre stati fianco a fianco alle nuove Termopili». (dalla Prefazione di Maurizio Cabona)

- Ma come ti sei vestito? -. Stefano è allibito guardando Paolo arrivare tutto orgoglioso del suo nuovo abbigliamento.

- Perché? Cosa c'è che non va? Me lo sono appena fatto comprare da mia madre. Vedrai che effetto quando entriamo in Sezione, - replica Paolo, un po' sorpreso per la reazione dell'amico, ma ancora convinto di essere vestito adeguatamente.

- Non c'è dubbio che farai effetto... Quello che hai addosso non è un giaccone militare. È un eskimo. Cioè la divisa dei compagni...

Nota dell’Editore: Il dattiloscritto di Grandi ha creato un'accesa diatriba nel nostro comitato di lettura, perché il testo affronta il vissuto degli anni Settanta - Ottanta di una parte politica diametralmente opposta alle nostre idee. Ottima scrittura, e la storia funziona, ma ci sembrava un po’ esagerato familiarizzare con un (post)sessantottino nero. Avendo vissuto la politica di quegli anni con un pathos fin troppo tumultuoso non avevamo intenzione di indugiare in facili buonismi revisionisti. Ma le parole hanno una forza propria e si fanno ascoltare ben oltre le storie che raccontano e le idee che propugnano. Ripensando alla nostra avventura editoriale, abbiamo deciso di pubblicare questo libro per difendere la nostra libertà di giudizio e la capacità critica, elementi che abbiamo posto alla base della missione culturale della nostra casa editrice. Alla testimonianza sincera dell’Autore avremmo così risposto con una scelta etica libera da pregiudizi. Abbiamo la sensazione che la vita politica e culturale si sia ridotta a un rigagnolo con sponde paludose, in molte occasioni vediamo il “totalitarismo economico della globalizzazione” prendere il posto di passate dittature nere, rosse o bianche. E il vecchio e il nuovo si saldano in una melassa indistinta, dove sembra che tutto cambi solo perché ogni cosa rimanga uguale a se stessa. Baci & bastonate vuole essere il sasso tirato nello stagno immobile della coscienza, nella speranza che una nuova vitalità culturale torni a incresparne la superficie e che la morte sia solo apparente. Ovviamente, evitando di ripetere gli errori tragici e violenti del passato. Il libro che avete tra le mani per noi rappresenta anche questo.


- Non hai mai rimorsi?

- Io no… non ho rimorsi. Ma non rifarei praticamente nulla… Eravamo troppo giovani quando abbiamo cominciato, e il mondo funzionava così. Non ho voglia di processare il mio passato. Nessuno ha processato i politici di governo di allora, che sono i responsabili maggiori di quanto è capitato. Nessuno ha processato i magistrati che hanno creato odio e rancori con sentenze indecenti. Nessuno ha processato gli sbirri che hanno ucciso ragazzi disarmati. Nessuno ha processato i giornalisti che scrivevano di sedicenti brigatisti rossi o di faide interne all’estrema destra ogni volta che ammazzavano uno di noi. E allora dovremmo essere io e te a processare la nostra storia. Eh no...




Baol
Una tranquilla notte di regime

Uno strano personaggio, un investigatore malinconico un po' mago, passa le notti tra nostalgie e sbronze. Ma finalmente, un giorno, l'antico mago torna a combattere contro i grandi gerarchi per una missione: un viaggio misterioso nel segreto della magia baol e un atto di riconoscenza per un vecchio comico in disgrazia… Magia, avventura, amore, umorismo e satira (del nostro "regime") si fondono in questo sorprendente romanzo.

«16 giugno 1991, città di T.

È una tranquilla notte di Regime. Le guerre sono tutte lontane. Oggi ci sono stati soltanto sette omicidi, tre per sbaglio di persona. L’inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C’è biossido per tutti. Invece non c’è felicità per tutti. Ognuno la porta via all’altro. Così dice un predicatore all’angolo della strada, uno dall’aria mite, di quelli che poi si ammazzano insieme a duecento discepoli. Ce n’è parecchi in città. Dai difensori dei diritti dei piccioni alla Liga Artica. Siamo una democrazia».





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