CERCA

Titoli

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Langa Verde Bianca
Diario di famiglia langarola 1936 - 1956.

"Le memorie del contadino operaio nato e cresciuto a Torresina, nella Langa più defilata ai riverberi del mito letterario, hanno i colori propri di ogni vita, ma più accentuati, più incandescenti, più profondi. (...)in queste pagine all’apparenza fragili, il fascino delle memorie smarrite e ritrovate, il sapore agrodolce della vita quando scappa dai percorsi prestabiliti e bisogna cercarla, catturarla una seconda volta, restituirla al 'destino', (...) causa di sofferenza quando l’appartenenza ad un paese, sentito come ombelico del mondo intero, frana all’improvviso sotto i piedi, sfugge e viene inseguita per tutta a vita". (Donato Bosca)

La Langa di Angelo Ricca è verdeggiante in estate e bianca di neve candida in inverno... come tutte le campagne, e come nessun’altra per l’autore che la fa vivere con la sua scrittura ruvida eppure tenera. Una memoria di fatti importanti e storie modeste ma realmente accadute che, altrimenti, andrebbe perduta. Sorridente e preciso nel rammentare i tempi di pace, Ricca è terribilmente minuzioso, quasi, pignolo nel resoconto della guerra: uomini e mezzi, vittorie e sconfitte, vittime e combattenti. E la sua a meticolosità sottolinea, attraverso le cifre, l’assurdità della guerra.




Lassù sulle montagne
Diari di vita alpina (1949 - 1997)

"Rapporto misterioso tra Torino, la fabbrica, la politica, la montagna. È un vincolo molto profondo e sfuggente, un impasto di dovere e passione, pragmatismo e fantasia, disciplina e anarchia, una religione laica che trova nell'impegno la sua sostanza"





Diego Scarca non è nuovo alle provocazioni di tipo letterario. Dopo il romanzo Scherzo parigino  e il volume di poesie Architetture del vuoto,  usciti per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni, con Lettere a Mefistofele si sforza di reinterpretare in chiave moderna il romanzo epistolare, piegandolo alle esigenze di una complessa e a tratti sconcertante polifonia...

Undici mittenti per un solo destinatario.

Undici personaggi in cerca di una trama.

Scrivono tutti a Mefistofele e quest’ultimo quasi non risponde.

Dall’allieva insolente e arrogante che gli dà dell’inetto al collega che lo copre di elogi sperticati.

Dai parenti stretti agli amici di lunga data in vena di ricordi.

Dall’editore che gli pubblicherà un romanzo a una certa Madame de… (il doppio di Mefistofele?) che si diverte a procurargli incubi di ogni genere…

C’è chi fa il giro del mondo in questo romanzo e chi si isola dal mondo, soggiornando su un Appennino tosco-emiliano che ha ben poco di assolato.

Chi è prodigo di consigli quando Mefistofele è malato, chi vorrebbe assisterlo ma non può, chi non se la sente perché…

Pura finzione.




LUCENTO. IMMAGINI LUNGHE UNA STORIA

Fotografie di una borgata torinese dal 1900 al 1960

 

di AA. VV.

A cura del Centro di Documentazione Storica della Circoscrizione 5.

Illustrato 

Questo catalogo è costituito da una sequenza di riproduzioni fotografiche appartenenti alla mostra Immagini lunghe una storia, allestita ed esposta per la prima volta nel 1989 tra il 6 ed il 19 novembre, nelle vetrine di alcuni negozi di Via Foglizzo e Corso Lombardia a Torino; in quella occasione si cercò di collocare le immagini nei luoghi ritratti e da esse documentati lungo un percorso topografico che «ricostruiva» l’immagine di Lucento, da Borgata Ceronda fino a Corso Lombardia tra il 1900 e il 1960.

La realizzazione ed esposizione della mostra fu progettata ed allestita dal «Laboratorio di Ricerca Storica sulla zona nord ovest di Torino» con la collaborazione dell’«Associazione Commercianti e Artigiani del Centro Storico di Lucento» e contribuì a promuovere l’apertura del «Centro di Documentazione Storica (CDS5) della Circoscrizione 5», inaugurato poi nel settembre del 2000 con sede presso il Centro Culturale Principessa Isabella, che permise al Laboratorio di Ricerca di far confluire l’attività nata, in un contesto di privati cittadini, in un ambito pubblico.

Il «CDS5», grazie alla pubblicazione e alla divulgazione del catalogo della mostra Immagini lunghe una storia, oltre a corrispondere alle aspettative di numerose persone che in passato ne hanno sollecitato la stampa, intende dare a chiunque l’opportunità di contribuire all’attività di schedatura di questo tipo di fonti, per mezzo di osservazioni su persone, manufatti o circostanze.

Vi invitiamo a sfogliare questo catalogo soffermandovi sulle immagini, non solo per ripercorrere i tempi passati, ma anche per annotare i nomi delle persone, i riferimenti topografici dei luoghi raffigurati e per verificare la data delle singole immagini (per esempio,  quella casa è stata costruita o abbattuta nel…, quella via è stata aperta nel… ecc.).

Queste testimonianze, che vi invitiamo a farci pervenire, serviranno in primo luogo a conservare conoscenze destinate a perdersi, a rendere più preciso il lavoro di schedatura e ad aumentare il patrimonio di documentazione relativa al territorio di Lucento.

 




Lunga lancia figlio del Bisonte
Autobiografia di un capo dei Black Feet

Le guerre, i rituali, le danze, i riti iniziatici, la vita quotidiana, le leggende, i momenti di caccia e le ribellioni degli indiani dell'estremo nordovest, descritti dal Capo Lunga Lancia della tribù dei Piedi Neri, testimone oculare degli avvenimenti accaduti prima dell'incontro con gli uomini bianchi.




Maricela - - - - - - - - A GRANDI CARATTERI - - - - - -

De amor y muerte sono i tatuaggi della sua effimera vita 

La vicenda prende spunto dai drammatici fatti di cronaca nera italiana che coinvolgono gang giovanili latinoamericane.
Le indagini dell’ispettore Lorenzo Sacco partono dal borgo San Salvario, luogo in cui da un secolo s’infrangono i sogni di tutti gli immigrati giunti a Torino, e proseguono per arrivare ai ghetti di Los Angeles, ai barrios del Centro America, dove regna la Mara Salvatrucha, frutto violento del liberismo economico e della globalizzazione dell’ingiustizia.... Una discesa agli inferi delle megalopoli, pattumiere popolate da disperati disposti a tutto, dove gli orfani di tutte le guerre, ragazzini intossicati dalla propria violenza, non hanno altra storia se non quella che portano tatuata sul corpo.  Ricco di azione e colpi di scena, come pure di sguardi introspettivi, il romanzo raggiunge l’apice nella descrizione di personaggi indimenticabili come Maricela.





Un testo utile per chi si interessa di moda e di costume, per i tecnici che trattano le pellicce, per chi confezione capi d’abbigliamento, ma anche per chi si occupa di storia sociale ed economica. Le tecniche di lavorazione della pellicceria sono illustrate attraverso la storia, l’arte, le culture e i paesi del mondo: nel rispetto della Vita e della Natura.

Particolare attenzione è data alla terminologia: come si usa in merceologia, le pelli vengono indicate nelle lingue più diffuse, inglese francese tedesco e spagnolo.





Le poesie di Paola Pianta sono scritte di getto, non ha avuto bisogno di nessun vocabolario perché le parole erano già scritte in lei, nella sua mente; l’unica fonte cui ha attinto è stata quella dei suoi pensieri, dei suoi desideri, dei dubbi. Le parole creano immagini geometriche, a volte spigolose, a volte più morbide, proprio come la realtà, costruita sulla gioia e sul dolore. Nelle sue poesie i colori sono rari e radi, è come se la realtà fosse riflessa in uno specchio che trattenga i colori e a noi arrivasse solo il contorno delle immagini: immagini sbiadite in cui predominano, alternandosi, le luci e le ombre. E’ così che Paola rappresenta la sua esistenza, come un cerchio, e lei è lì nel centro, prigioniera del suo sapere. (Anna Isabel Giaquinto)




Morire è un attimo --- A GRANDI CARATTERI ---
L’indagine del maggiore Aldo Morosini  nell’Eritrea italiana

VOLUME A GRANDI CARATTERI

 

DAL CORRIERE DELLA SERA, 9 ottobre 2008: Due misteriosi omicidi scuotono Massaua. Siamo nel 1935, le tensioni internazionali crescono e l'Italia di Mussolini si prepara alla guerra contro l'Abissinia. Un noto imprenditore e un impiegato di banca vengono trovati entrambi decapitati a pochi giorni di distanza. I sospetti si concentrano sugli agenti del Negus etiopico Hailé Selassié, coinvolti qualche settimana prima in sanguinosi scontri alla frontiera. A indagare è il maggiore dei carabinieri Aldo Morosini, che non si fa convincere da facili soluzioni e batte piste alternative. Il maggiore e i suoi fedeli collaboratori, il sottufficiale Barbagallo e lo scium-basci indigeno Tesfaghì, accompagnano il lettore in un avvincente viaggio noir in cui i protagonisti rincorrono gli indizi per tutta le regione: dalla Dancalia, affollata di temibili predoni, si spingono nell'infuocata Assab, fino a sorvolare l'Etiopia con un aereo militare. Morire è un attimo, primo romanzo del giornalista torinese Giorgio Ballario, non è solo un thriller avventuroso, è un tuffo indietro in un'epoca che i romanzieri italiani non hanno mai frequentato molto volentieri, a differenza dei loro colleghi francesi o britannici. L'autore ricostruisce con sorprendente meticolosità l'Eritrea italiana, ne descrive con passione la geografia dei luoghi, ripercorrendo la vivacità delle strade, che si chiamavano «via Palermo » e «corso Venezia». Tanto che sembra di viverci in quella Massaua.... (Cristina Marrone)

 

Prefazione di Domenico Quirico

«Quel 10 marzo 1935 la Città Vecchia appariva più animata del solito. Negli ultimi tempi l’arrivo di navi dalla madrepatria - soprattutto convogli militari - si era intensificato, ma l’imminente attracco del “Genova” era considerato il vero avvenimento della settimana. Tutto merito della famosa compagnia di varietà di Pippo Lanzafame, che aveva scelto Massaua come prima tappa della sua tournée nelle colonie. Il capocomico, gli attori e le ballerine erano attesi con impazienza dalla buona società italiana in Eritrea, che in verità non aveva molte occasioni di assistere a spettacoli mondani. Dopo un paio d’esibizioni a Massaua, Lanzafame e i suoi avrebbero preso le valigie per poi proseguire fino a L’Asmara, dove il varietà sarebbe rimasto in cartellone per un’intera settimana...»




Morire è un attimo.
L’indagine del maggiore Aldo Morosini nell’Eritrea italiana.

Eritrea, 1935. Mentre crescono le tensioni internazionali e l’Italia mussoliniana si prepara alla guerra con l’Abissinia, nella città di Massaua vengono commessi due omicidi. Un noto imprenditore cittadino e un impiegato di banca vengono trovati decapitati. I sospetti si concentrano su agenti del Negus Hailé Selassié, coinvolti nelle settimane precedenti in sanguinosi scontri di frontiera con le truppe italiane. Ma il maggiore Aldo Morosini, dell’Arma dei Carabinieri, non è per nulla convinto di questa versione. Malgrado la ricomparsa di un vecchio amore, che ridesta in lui una fiamma mai sopita, cerca con testardaggine altre piste investigative. E, con l’aiuto del fedele sottufficiale Barbagallo e dello scium-basci Tesfaghì, segue le tracce di una vecchia scimitarra e di una foto ingiallita dal tempo. Indizi che faranno riemergere dal passato una torbida vicenda di interessi e tradimenti. E costringeranno Morosini a inseguire l’assassino nell’infernale deserto della Dancalia e sui rigogliosi altopiani di Cheren e Asmara.





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