Titoli
Seguito da: Il Gigante Egoista - The Selfish Giant
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Le due fiabe sono tratte da "Il principe felice e altri racconti" (The Happy Prince and Other Tales, 1888), una raccolta di fiabe scritte da Wilde per i suoi due figli Cyril e Vyvyan. Sono favole etiche, che insegnano a guardare le cose del mondo nel profondo, ma molto divertenti.
Lo scrittore affermò di voler soprattutto divertire i bambini, come faceva divertire i grandi con le sue brillanti conferenze. Ma in queste fiabe preziose e struggenti si allude sottilmente alle ingiustizie sociali e alle contraddizioni della morale borghese di epoca vittoriana. E alla fine prevale un messaggio di amore incondizionato.
Racconti che formano un’originale autobiografia, una sorta di diario su cui trascrivere o incollare foto, ritagli e citazioni. Racconti irreali o troppo reali, grotteschi e pastorali, ironici ed erotici. E poi favole, manoscritti “antichi”, miti…La Luna? È “fobica”, oppure, a chiudere l’orizzonte della Terra, musulmana, velata da un chador di nuvole.
Edizione Fuori Commercio
Una serie di omicidi, dissimulati da incidenti, decima il gruppo dirigente di un’azienda del Torinese già al centro di inchieste per presunte infiltrazioni mafiose. Le battaglie di un antico ribelle piemontese si intrecciano e confondono con i luoghi e le mappe della “sovversione sociale“ giovanile di tutta l’Europa. Un magistrato integerrimo, ma isolato, cerca il successo giudiziario, a costo di venire a patti con la propria coscienza.
Sullo sfondo di un quartiere di Torino teatro di lotte feroci e altrettanto feroci repressioni, raccontato attraverso epoche diverse e fatti storici rimossi e misconosciuti, un personaggio misterioso e spietato cerca di cancellare ogni traccia del suo passato per potersi rifare un’altra vita altrove. Ritrova invece la sua identità e l’ambiente abbandonato anni prima.
Azione, suspense, storia e tecnologia si fondono in questo noir dalle forti implicazioni emotive, che è anche la storia di un conflitto, la ricerca di un riscatto interiore e di un anelito di riscossa. Tutto nell'anno delle Olimpiadi Invernali di Torino.
“LA STAMPA” - TORINO, 4 FEBBRAIO 2006.
RITROVATO IL CORPO DELL’INGEGNER SEVERI.
ALLA VIGILIA DELLE OLIMPIADI INVERNALI, UN’OMBRA INQUIETANTE APPANNA NUOVAMENTE L’IMMAGINE DI CITTÀ VIVIBILE CHE TORINO AVEVA FATICOSAMENTE RITROVATO DOPO ANNI DI DECLINO. L’INGEGNER SEVERI, AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA S.I.R.F., SCOMPARSO DA QUATTRO GIORNI, È STATO RITROVATO IN UN FOSSO NUDO E INCAPRETTATO CON UNA MAZZETTA DI SOLDI IN BOCCA…
Interferenze fra la città e gli uomini è un progetto: uno spettacolo, un libro, un sito www.interferenze.to.it ...
Il libro, scritto da Gian Luca Favetto, è un libro d'arte come si intendevano una volta i libri antichi, un “Carnet di viaggio" che si può riepilogare in un alfabeto di 18 parole: mappa, città, padre, futuro, odori, memoria, viaggio, lontano, ritorno, abbecedario, fiume, luoghi, attesa, consumo, rifiuti, ricostruzione, persone, alba. Sulle pagine del libro scorrono anche le note della colonna musicale di Interferenze (scritta da Fabio Barovero dei MAU MAU). Le foto sono di Leandro Agostini dell'Atelier ABC.
Si vuole raccontare Torino e i suoi abitanti: gli uomini fanno la città, quest'ultima fa i suoi cittadini. Si vuole raccontare da Torino su Torino, si vuole dire di Torino per raccontare Torino e i suoi abitanti.
Le Interferenze sono le interazioni, gli intrecci, i connubi, i matrimoni, i divorzi, i percorsi, gli incroci, le miscele, le parole dette e non dette, i silenzi, i colori, i grigiori, le piogge, i soli, la folla e gli individui.
«… un cozzitumbolo al cuore. Sbarrò gli occhi sul passaggio tra il bar e le cabine, dove i bagnanti sbucavano per andare in spiaggia, ed ebbe una vampata di calore. Non rifiatò, restò incollato alla seggia come un ammazzacani. I muscoli e i nervi si attisarono. Il cuore invece si mise a pulicijare come un cavallo selvaggio. Dovette portarsi la mano sulle costate per attenuarne il battito. Restò ammagato da quella visione che gli aprì un abisso profondo. Un abisso che non dava felicità ma inquietudine e insicurezza più di prima…»
Quale può mai essere quella visione così conturbante? Certamente una donna. In una caldissima e sonnecchiante Calabria anni Settanta, si ripetono e si fondono microcosmi ordinari, finché una visione appunto non viene a rompere la monotonia di riti apparentemente insignificanti, che lasciano il segno. Una storia d’amore, magistralmente raccontata, manipolata a livello linguistico con un sapiente uso di una delle lingue calabresi e giostrata narrativamente con uno sviluppo inaspettato e un finale che lascia un gusto dolceamaro.
Chi si prende cura dei soccorritori?
Il suono di una sirena, la folle corsa di un’ambulanza o di
un’autobotte dei pompieri, sono entrati nel quotidiano collettivo
come ormai uno stereotipo. Ci guardiamo intorno alla ricerca del
mezzo di soccorso per dargli libera strada. Quasi mai ci coglie il
pensiero dei soccorritori: chi sono, in forza di quale scelta sono
lì, in quel momento, su quel mezzo di soccorso. Mai pensiamo al loro
stato d’animo, ai loro pensieri, alle loro paure.
Il nostro immaginario ci fa vedere questi uomini in divisa come eroi,
costruiti con il duro acciaio del vissuto; poche volte pensiamo che
sono padri, madri, fidanzati, giovani studenti, pensionati o
lavoratori che fanno una scelta di vita, diversa dalla nostra.
L'interrogativo riguarda e coinvolge tanto la Protezione Civile, la Croce Rossa, il Fondo Formación Euskadi, quanto i Dipartimenti di Psicologia delle Università di Pavia e Torino.
Si ringraziano i partecipanti del Workshop Internazionale tenutosi dal 30 gennaio al 1 febbraio 2008 a Torino. Il workshop è parte del progetto RED, coordinato da Sinergie: Workshop Project RED/ Progetto RED Reinforce Rescuers' Resilience.
Who will take care of the helpers?
The wail of a siren, the image of an ambulance or fire tanker racing
through the streets has become a familiar stereotype in public life:
We all look up, spy the approaching rescue vehicle, and make way for
it. Yet, we rarely consider the rescuers themselves, who they are and
why they happen to be on that vehicle. We never, of course, consider
how they might be feeling, what they might be thinking, their fears,
etc…
In our imagination, these individuals in uniform are heroes, tempered
by experience. Rarely do we consider that they are also fathers,
mothers, fiancées, young students, retirees, or workers who have
simply chosen to make a different life choice from our own.
Alla scoperta della Terra Cava e delle tavolette rongo rongo
“Kahuna” significa sciamano, colui che comunica con tutto il creato.
La biondissima Stella è una kahuna e vive straordinarie e avvincenti
avventure con l’inseparabile e irriverente opossum topo José.
Salvata da un’orsa sui monti del Venezuela, adottata da uno psicologo e da un’archeologa, ritroverà non solo la nonna paterna, famosa stilista, ma soprattutto la sua segreta identità, scoprendo la Terra Cava, il mondo nascosto da sempre cercato. Qui solo pochi maestri ricordano il rongo rongo, l'indecifrata scrittura incisa sulle tavolette dell'isola di Pasqua, tra loro il principe Maoi che con Stella avrà un rapporto davvero speciale....
L'autrice in un contesto di pura fantasia ha inserito molti fatti reali, come ad esempio la mostra parigina "Scritture silenziose" esposta nello Spazio Culturale della Louis Vuitton, altri estremamente verosimili ma, anche se non riconosciuti ufficialmente da archeologi e storici, spiegati, con dovizia di particolari, in modo non convenzionale.
Il tema dell'avventura collegato con l'insolito, il curioso, è un modo per allargare i confini della fantasia nei giovani lettori che troppo spesso sono condizionati dal logico, dal reale e dall'ovvio.
"Le memorie del contadino operaio nato e cresciuto a Torresina, nella Langa più defilata ai riverberi del mito letterario, hanno i colori propri di ogni vita, ma più accentuati, più incandescenti, più profondi. (...)in queste pagine all’apparenza fragili, il fascino delle memorie smarrite e ritrovate, il sapore agrodolce della vita quando scappa dai percorsi prestabiliti e bisogna cercarla, catturarla una seconda volta, restituirla al 'destino', (...) causa di sofferenza quando l’appartenenza ad un paese, sentito come ombelico del mondo intero, frana all’improvviso sotto i piedi, sfugge e viene inseguita per tutta a vita". (Donato Bosca)
La Langa di Angelo Ricca è verdeggiante in estate e bianca di neve candida in inverno... come tutte le campagne, e come nessun’altra per l’autore che la fa vivere con la sua scrittura ruvida eppure tenera. Una memoria di fatti importanti e storie modeste ma realmente accadute che, altrimenti, andrebbe perduta.
Sorridente e preciso nel rammentare i tempi di pace, Ricca è terribilmente minuzioso, quasi, pignolo nel resoconto della guerra: uomini e mezzi, vittorie e sconfitte, vittime e combattenti. E la sua a meticolosità sottolinea, attraverso le cifre, l’assurdità della guerra.
"Rapporto misterioso tra Torino, la fabbrica, la politica, la montagna. È un vincolo molto profondo e sfuggente, un impasto di dovere e passione, pragmatismo e fantasia, disciplina e anarchia, una religione laica che trova nell'impegno la sua sostanza"
Diego Scarca non è nuovo alle provocazioni di tipo letterario. Dopo il romanzo Scherzo parigino e il volume di poesie Architetture del vuoto, usciti per i tipi della Edizioni Angolo Manzoni, con Lettere a Mefistofele si sforza di reinterpretare in chiave moderna il romanzo epistolare, piegandolo alle esigenze di una complessa e a tratti sconcertante polifonia...
Undici mittenti per un solo destinatario.Undici personaggi in cerca di una trama.
Scrivono tutti a Mefistofele e quest’ultimo quasi non risponde.
Dall’allieva insolente e arrogante che gli dà dell’inetto al collega che lo copre di elogi sperticati.
Dai parenti stretti agli amici di lunga data in vena di ricordi.
Dall’editore che gli pubblicherà un romanzo a una certa Madame de… (il doppio di Mefistofele?) che si diverte a procurargli incubi di ogni genere…
C’è chi fa il giro del mondo in questo romanzo e chi si isola dal mondo, soggiornando su un Appennino tosco-emiliano che ha ben poco di assolato.Chi è prodigo di consigli quando Mefistofele è malato, chi vorrebbe assisterlo ma non può, chi non se la sente perché…
Pura finzione.