Titoli
A cura del Centro di Documentazione Storica della Circoscrizione 5.
IllustratoQuesto catalogo è costituito da una sequenza di riproduzioni fotografiche appartenenti alla mostra Immagini lunghe una storia, allestita ed esposta per la prima volta nel 1989 tra il 6 ed il 19 novembre, nelle vetrine di alcuni negozi di Via Foglizzo e Corso Lombardia a Torino; in quella occasione si cercò di collocare le immagini nei luoghi ritratti e da esse documentati lungo un percorso topografico che «ricostruiva» l’immagine di Lucento, da Borgata Ceronda fino a Corso Lombardia tra il 1900 e il 1960.
La realizzazione ed esposizione della mostra fu progettata ed allestita dal «Laboratorio di Ricerca Storica sulla zona nord ovest di Torino» con la collaborazione dell’«Associazione Commercianti e Artigiani del Centro Storico di Lucento» e contribuì a promuovere l’apertura del «Centro di Documentazione Storica (CDS5) della Circoscrizione 5», inaugurato poi nel settembre del 2000 con sede presso il Centro Culturale Principessa Isabella, che permise al Laboratorio di Ricerca di far confluire l’attività nata, in un contesto di privati cittadini, in un ambito pubblico.
Il «CDS5», grazie alla pubblicazione e alla divulgazione del catalogo della mostra Immagini lunghe una storia, oltre a corrispondere alle aspettative di numerose persone che in passato ne hanno sollecitato la stampa, intende dare a chiunque l’opportunità di contribuire all’attività di schedatura di questo tipo di fonti, per mezzo di osservazioni su persone, manufatti o circostanze.
Vi invitiamo a sfogliare questo catalogo soffermandovi sulle immagini, non solo per ripercorrere i tempi passati, ma anche per annotare i nomi delle persone, i riferimenti topografici dei luoghi raffigurati e per verificare la data delle singole immagini (per esempio, quella casa è stata costruita o abbattuta nel…, quella via è stata aperta nel… ecc.).
Queste testimonianze, che vi invitiamo a farci pervenire, serviranno in primo luogo a conservare conoscenze destinate a perdersi, a rendere più preciso il lavoro di schedatura e ad aumentare il patrimonio di documentazione relativa al territorio di Lucento.
Le guerre, i rituali, le danze, i riti iniziatici, la vita quotidiana, le leggende, i momenti di caccia e le ribellioni degli indiani dell'estremo nordovest, descritti dal Capo Lunga Lancia della tribù dei Piedi Neri, testimone oculare degli avvenimenti accaduti prima dell'incontro con gli uomini bianchi.
De amor y muerte sono i tatuaggi della sua effimera vita
La vicenda prende spunto dai drammatici fatti di cronaca nera italiana che coinvolgono gang giovanili latinoamericane.
Le indagini dell’ispettore Lorenzo Sacco partono dal borgo San Salvario, luogo in cui da un secolo s’infrangono i sogni di tutti gli immigrati giunti a Torino, e proseguono per arrivare ai ghetti di Los Angeles, ai barrios del Centro America, dove regna la Mara Salvatrucha, frutto violento del liberismo economico e della globalizzazione dell’ingiustizia.... Una discesa agli inferi delle megalopoli, pattumiere popolate da disperati disposti a tutto, dove gli orfani di tutte le guerre, ragazzini intossicati dalla propria violenza, non hanno altra storia se non quella che portano tatuata sul corpo. Ricco di azione e colpi di scena, come pure di sguardi introspettivi, il romanzo raggiunge l’apice nella descrizione di personaggi indimenticabili come Maricela.
Leggi l'incipit su: http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/matisse-e-tele-penelope
Matisse, gattone dal pelo rosso e dagli occhi verdi, ha un vizio, o meglio “più una grazia che un vizio, la curiosità: e per soddisfarla indisturbato si nascondeva, e lo si scopriva spiare di nascosto con occhio attento” ( Riccardo Bacchelli).
Due delitti sconvolgono il mondo dell’arte torinese.
Il capitano dei Carabinieri Alessandro Gori indaga nell’ambiente del collezionismo, destreggiandosi fra agguerriti avvocati, benestanti signore, giovani commessi, scaltri banchieri, contesse sabaude. Sullo sfondo, il Circolo dei Lettori.
Entreranno nella squadra investigativa Anastasia, zia del capitano nonché portinaia del condominio di via Bogino dove avviene il primo delitto, e un gattone dal pelo fulvo, lasciato in consegna dal suo padrone per consentirsi l’anno sabbatico.
E sarà proprio il simpatico Matisse a svelare identità di assassini e sentimenti nascosti. Tra una primaverile Torino, un’assolata Grecia e una sorprendente Olanda.
Un testo utile per chi si interessa di moda e di costume, per i tecnici che trattano le pellicce, per chi confezione capi d’abbigliamento, ma anche per chi si occupa di storia sociale ed economica. Le tecniche di lavorazione della pellicceria sono illustrate attraverso la storia, l’arte, le culture e i paesi del mondo: nel rispetto della Vita e della Natura.
Particolare attenzione è data alla terminologia: come si usa in merceologia, le pelli vengono indicate nelle lingue più diffuse, inglese francese tedesco e spagnolo.
Le poesie di Paola Pianta sono scritte di getto, non ha avuto bisogno di nessun vocabolario perché le parole erano già scritte in lei, nella sua mente; l’unica fonte cui ha attinto è stata quella dei suoi pensieri, dei suoi desideri, dei dubbi. Le parole creano immagini geometriche, a volte spigolose, a volte più morbide, proprio come la realtà, costruita sulla gioia e sul dolore. Nelle sue poesie i colori sono rari e radi, è come se la realtà fosse riflessa in uno specchio che trattenga i colori e a noi arrivasse solo il contorno delle immagini: immagini sbiadite in cui predominano, alternandosi, le luci e le ombre. E’ così che Paola rappresenta la sua esistenza, come un cerchio, e lei è lì nel centro, prigioniera del suo sapere. (Anna Isabel Giaquinto)
L’indagine del maggiore Aldo Morosini nell’Eritrea italiana
NOIR A GRANDI CARATTERI
Primo classificato al Premio Letterario Internazionale
Arché Anguillara Sabazia 2010
DAL CORRIERE DELLA SERA, 9 ottobre 2008: Due misteriosi omicidi scuotono Massaua. Siamo nel 1935, le tensioni internazionali crescono e l'Italia di Mussolini si prepara alla guerra contro l'Abissinia. Un noto imprenditore e un impiegato di banca vengono trovati entrambi decapitati a pochi giorni di distanza. I sospetti si concentrano sugli agenti del Negus etiopico Hailé Selassié, coinvolti qualche settimana prima in sanguinosi scontri alla frontiera. A indagare è il maggiore dei carabinieri Aldo Morosini, che non si fa convincere da facili soluzioni e batte piste alternative. Il maggiore e i suoi fedeli collaboratori, il sottufficiale Barbagallo e lo scium-basci indigeno Tesfaghì, accompagnano il lettore in un avvincente viaggio noir in cui i protagonisti rincorrono gli indizi per tutta le regione: dalla Dancalia, affollata di temibili predoni, si spingono nell'infuocata Assab, fino a sorvolare l'Etiopia con un aereo militare. Morire è un attimo, primo romanzo del giornalista torinese Giorgio Ballario, non è solo un thriller avventuroso, è un tuffo indietro in un'epoca che i romanzieri italiani non hanno mai frequentato molto volentieri, a differenza dei loro colleghi francesi o britannici. L'autore ricostruisce con sorprendente meticolosità l'Eritrea italiana, ne descrive con passione la geografia dei luoghi, ripercorrendo la vivacità delle strade, che si chiamavano «via Palermo » e «corso Venezia». Tanto che sembra di viverci in quella Massaua.... (Cristina Marrone)
Prefazione di Domenico Quirico
«Quel 10 marzo 1935 la Città Vecchia appariva più animata del solito. Negli ultimi tempi l’arrivo di navi dalla madrepatria - soprattutto convogli militari - si era intensificato, ma l’imminente attracco del “Genova” era considerato il vero avvenimento della settimana. Tutto merito della famosa compagnia di varietà di Pippo Lanzafame, che aveva scelto Massaua come prima tappa della sua tournée nelle colonie. Il capocomico, gli attori e le ballerine erano attesi con impazienza dalla buona società italiana in Eritrea, che in verità non aveva molte occasioni di assistere a spettacoli mondani. Dopo un paio d’esibizioni a Massaua, Lanzafame e i suoi avrebbero preso le valigie per poi proseguire fino a L’Asmara, dove il varietà sarebbe rimasto in cartellone per un’intera settimana...»
Eritrea, 1935. Mentre crescono le tensioni internazionali e l’Italia mussoliniana si prepara alla guerra con l’Abissinia, nella città di Massaua vengono commessi due omicidi. Un noto imprenditore cittadino e un impiegato di banca vengono trovati decapitati. I sospetti si concentrano su agenti del Negus Hailé Selassié, coinvolti nelle settimane precedenti in sanguinosi scontri di frontiera con le truppe italiane. Ma il maggiore Aldo Morosini, dell’Arma dei Carabinieri, non è per nulla convinto di questa versione. Malgrado la ricomparsa di un vecchio amore, che ridesta in lui una fiamma mai sopita, cerca con testardaggine altre piste investigative. E, con l’aiuto del fedele sottufficiale Barbagallo e dello scium-basci Tesfaghì, segue le tracce di una vecchia scimitarra e di una foto ingiallita dal tempo. Indizi che faranno riemergere dal passato una torbida vicenda di interessi e tradimenti. E costringeranno Morosini a inseguire l’assassino nell’infernale deserto della Dancalia e sui rigogliosi altopiani di Cheren e Asmara.
VOLUME A GRANDI CARATTERI
In questi racconti, Neri Mietti Norega racconta le sue due Città – Napoli e Torino - con umorismo non disgiunto dalla tenerezza. Dai divertenti bozzetti del passato napoletano alle ricognizioni dell’Oltre Po torinese perlustrato rigorosamente a piedi non c’è soluzione di continuità, solo l’itinerario di un viaggio, per Caso, di sola andata.
«Quante vicende nella vita umana sono dovute al caso? Credo tante. In effetti, gli avvenimenti più importanti, che hanno determinato mutamenti radicali nella mia vita, non sono dipesi da mia scelta. Norberto Bobbio era convinto dell’importanza del caso nelle vicende umane: nella sua vita di filosofo e docente universitario non mancarono interventi determinanti del signor Caso (con l’iniziale maiuscola), come lui stesso ammette. Mi sorprendo talvolta a pensare quale sarebbe stata la mia vita senza i numerosi interventi del signor Caso. Meglio non pensare a questa ridda di supposizioni. È andata così e tutto sommato posso dirmi soddisfatto e contento di essere in Piemonte…» «Qualcuno potrebbe pensare che io abbia dimenticato Napoli: questo no! Il mio affetto è diviso equamente tra le due Città. Josephine Baker, la venere nera degli anni trenta del secolo scorso, cantava: “J’ai deux amours: mon pays et Paris”. Parafrasando potrei dire: “J’ai deux amours: mon pays et Turin”. Nato nel 1921, rimasi a Napoli fino all’età di 28 anni, più che sufficienti per conservare della Città e dei suoi abitanti un ricordo indelebile, tuttavia la maggior parte della vita l’ho trascorsa a Torino. È dal 1973 che abito in Borgo Po, ma ho imparato a “conoscerlo” solo dal 1996, quando, a 75 anni, lo Stato mi tolse il sigillo mandandomi in pensione…»
NACIDO PARA VOLAR. El largo viaje y las ingeniosas aventuras de Domenico Pogolotti, alias Dino
Le grandi storie sono adatte a tutti. In particolare ai piccoli lettori. Storie che sembrano di fantasia, ma la realtà a volte è molto più misteriosa e stupefacente dell’invenzione. Quale scrittore, per quanto creativo sia, immaginerebbe la vicenda di un ragazzo, figlio di un fornaio, partito povero dalle montagne del Piemonte, con il latino e il greco appresi in seminario nella sacca, arrivato a New York, poi a Cuba dove, grazie alla sua intraprendenza e coraggio, pensò e realizzò il primo quartiere operaio del Sud America? Domenico Pogolotti è vissuto davvero, in un tempo ormai lontano, quando non c’erano televisione e aeroplani. Quando il tempo non si misurava in decimi di secondo, ma in giorni.
Il confronto tra culture diverse rappresenta, soprattutto nel mondo contemporaneo, uno strumento fondamentale per la crescita sociale, civile e culturale. Sapersi confrontare non è una qualità innata, al confronto ci si educa, anche attraverso l’esempio ed è proprio attraverso Nato per volare, un libro-fumetto dedicato ai bambini – ma piacevole da leggere anche per gli adulti – che si vuole narrare la vita di un uomo, un piemontese, che ha saputo raggiungere i suoi obiettivi di imprenditore rispettando le esigenze e i diritti dei lavoratori.
Dedicato a tutti i bambini, ma in particolare ai bambini del Barrio Pogolotti a Cuba e ai bambini di Giaveno in Piemonte, ai loro genitori e a quanti conservano intatto il loro animo bambino.
