Titoli
La prima indagine del commissario Martini
Nebbie e delitti per l’ex commissario Martini secondo la tradizione del mystery. I delitti sono d’annata, le nebbie leggere, pericolose proprio come quelle della sua città natale, dove mantiene un quartierino in via Barbaroux, Contrada del Gambero d’Oro. Quando viene trovata morta una ragazza, indaga per solidarietà con la gente del Gambero.
«Gianna Baltaro inventa gialli di lettura fragrante come le brioche appena sfornate... Andrea Martini - che ama vestire i panni del gentiluomo di campagna coltivando il vino di un podere ereditato a Diano d’Alba - affianca il commissario Piperno: il delitto di una ragazza civetta e calcolatrice coinvolge tutta la vita del casamento di via San Tommaso. Una schiera di figurette, coppie male assortite, ragazzi un po’ scioperati, lavoratori dignitosi, persone perbene che scoprono retroscena un po’ meno nobili... A fare da scenario una Torino del 1933, anno dell’inaugurazione del primo tratto della nuova via Roma, con gli storici Caffè, negozi e trattorie. A fare atmosfera un autunno tra nebbie spesse, freddo pungente e qualche spruzzata di neve che colora di bianco il filo forte di una confermata probità narrativa». Giovanni Tesio
Una ricerca storica sulla Resistenza diventa una drammatica vicenda personale, connessa allo stesso feroce evento sul quale si sta indagando.
Non solo un apologo sulla verità e il suo contrario, ma anche un'amara metafora sulla giustizia degli uomini...
«A distanza di oltre sessant’anni dalla verificazione di quei tragici fatti, il libro “Nero Cudine” affronta una vicenda, spesso colpevolmente se non volutamente trascurata, che riveste invece un ruolo non certo marginale nell’ambito della storia resistenziale italiana. Indubbiamente si tratta di una pagina inquietante di tale storia, per i molti, troppi interrogativi che ad essa si accompagnano, e che da tempo avrebbero dovuto indurre ad un serio tentativo volto ad operare una nuova disamina dell’episodio ed a focalizzarlo con maggior nitidezza. Nella realtà finora nulla era stato fatto al riguardo, forse nel timore di veder avvalorati, in tal modo, dubbi e perplessità che da tempo avvolgevano l’intera vicenda... » (Pier Paolo Rivello, Procuratore militare della Repubblica presso il Tribunale militare di Torino. Professore di procedura penale presso l’Università “Bocconi” di Milano)
All’alba del 5 marzo 1944, Domenico Vietti incontra una squadraccia nazifascista e la morte improvvisa, senza un perché, “il suo cielo si spense e un senso di infinita vertigine lo colse. L’ultima cosa che udì fu un abbaìo remoto di cani, poi si afflosciò al suolo, in una pozza di sangue “...
La simpatica Nikolasa Bits Baporux abita a Bela Kabela con il fratello Txarles (Ciarles). Con il fido aeroplanino Ringo Gorringo decide di partecipare alla grande Gara della Carota. È sicura di vincere, ma deve fare i conti con il suo nemico Pacci Nubolari e la sua macchina da corsa...
Bernardo Atxaga crea un mondo abitato da estrosi personaggi: Txarles, famoso aviatore che ha deciso di non alzarsi più dal letto; il Postino con la sua innocua ossessione per le “rime” e Pacci che non riesce a pronunciare la “erre”...
- Ci toglieranno i mobili, i cappelli, le paperette…
Il fratello non sembrava molto impressionato. Si mise a prendere appunti del libro. Ma Nikolasa continuava a elencare le cose che avrebbero perduto.
Una mosca volò da una parte all’altra della stanza. Non si produsse nessun’altra alterazione.
- Senza DIMENTICARE
ovviamente i tuoi
LIBRI!
- Come?… mi toglieranno i libri?… Ma non può essere!
- Certo che può essere… credo proprio di sì!
Questo sì che non piaceva a Txarles. Accarezzò un paio di volte il suo libro e lo chiuse. Era un po’ spaventato.
Storia di Lodovico, rappresentante della sempre più esigua minoranza etnica, in via di estinzione, capace di emozionarsi e di entusiasmarsi per ciò che vede attorno a sé.
Vita vissuta, raccontata dall’autore fedelmente, ma con umorismo surreale.
In uno stile piacevolissimo, con la leggerezza di una cultura che si fa ironia, strizzando l’occhio al Barone di Münchhausen, al Signor Veneranda di Carlo Manzoni e perfino al Marcovaldo di Calvino. Perché, se Lodovico vive in un villaggio, si tratta di un villaggio globale, con le sue "discontinuità, diversità e divisioni".
Leggi l'incipit su: http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/non-%C3%A8-morto-nessuno
Nei tormentosi anni del secondo conflitto mondiale due famiglie torinesi, i Dell’Angelo e i Valligiano, non riescono a cogliere i segni di discontinuità politica e morale sorti con l’occupazione tedesca e la nascita della repubblica di Salò e compiono le scelte che a loro paiono più ovvie e naturali. Si assicurano così, se non proprio dei vantaggi, perlomeno una condizione di relativa tranquillità economica.
I giorni della Liberazione rappresenteranno un inaspettato e drammatico risveglio, l’inizio di una lunga lotta, non solo per salvarsi, ma anche per cercare di recuperare la sicurezza e la dignità perdute.
“Non dimenticar le mie parole” scrive Alfredo Bracchi su musica di Giovanni D’Anzi. È una consueta canzone d’amore o vi si nasconde la speranza del paroliere che si faccia attenzione al testo?
La canzone è come una fotografia che fissa un momento: i vestiti, le acconciature, il trucco come la storia, la politica, il costume rappresentano un’epoca senza la quale non ci sarebbe la realtà di oggi.
Franco Clivio compone un garbato saggio, piacevolmente discorsivo, sulla musica leggera degli anni Trenta - Cinquanta, specchio di due periodi storici e sociali fondamentali per l’Italia. Ampio spazio è dedicato ai testi delle canzoni, tanto da farne quasi un’antologia tematica.
Nei ricordi che ci portiamo dentro per tutta la vita c’è più d’una canzone legata ad un incontro, ad un momento lieto, ma anche ad una delusione. Risentendo quelle note e quelle parole la nostra mente ci fa rivedere, come in una sequenza filmica, episodi vissuti, momenti particolari, che pensavamo solo nostri.
Basta un verso, una frase a suggerirci un motivo che continua ad essere presente, che fa parte del nostro modo di vivere. Le canzoni sono un appuntamento e una compagnia inseparabile.
È giusto ricordare quelle “sempreverdi” che hanno superato indenni la difficile prova del tempo e costituiscono un vero archivio della memoria, emotiva e culturale.
Una famiglia borghese astigiana degli anni Venti sullo sfondo di un Piemonte arcaico e contadino rivissuto nell'infanzia di una bambina Un'esperienza sofferta riscattata da uno straordinario senso del comico con estrema freschezza e realismo.
Riscoprire l’infanzia è come trovare un paio di stivali fatati per ritornare al passato
VOLUME A GRANDI CARATTERI
Premio Calvino 1995 - Tradotto in spagnolo e pubblicato dalla Ediciones B, Barcellona ORA A GRANDI CARATTERI...
«Rivisitazione di un'infanzia nei primi decenni del secolo scorso, in un Piemonte arcaico dove dolore e senso del comico rappresentano le due facce di una stessa realtà». Anna Sartorio, «LA REPUBBLICA»
«Un Piemonte contadino e di provincia, dei primi decenni del secolo, una vicenda estrema di dolore, percorsa e riscattata da uno straordinario senso del comico». Mirella Appiotti «LA STAMPA»
«Memoria priva di compiacimenti, lontana dall'idillio, gelidificante». Francesco Biamonti
«Un sedimento dostoevskiano, la capacità di trasformare la tragedia in esperienza positiva, il male nel bene, in un romanzo che quando lo si è letto si rimpiange sia finito». Fabrizia Ramondino
"Un Convegno concretamente interdisciplinare ed interprofessionale, dacché vede esponenti della cultura riabilitativa, oculistica, neuropsicologica, di fisiopatologia e scienze della comunicazione, della cultura letteraria, politica, editorialistica riuniti per la prima volta attorno ad un problema di alta rilevanza sociale nella prospettiva di ciascuna di queste discipline. Costituisce un importante anello di congiunzione, in quella catena della "qualità della vita" (che per ciascuno di noi non è altro che la propria quotidianità), fra la riabilitazione medica e la riabilitazione sociale, fra l’assistenza e la prevenzione a tutto tondo. Con un percorso che coinvolge quindi esponenti non solo del mondo clinico, ma anche editori, pubblicitari, bibliotecari, associazioni di ipovedenti e quanti interessati a vario titolo alle relazioni sociali".
Professor Maurizio Bellucci Sessa
INTERVENGONO Valter Galante, Assessore Regionale alla Sanità; Giampiero Leo, Assessore Regionale alla Cultura, Istruzione e Università; Gianni Oliva, Vice Presidente Provincia di Torino; Vera Schiavazzi, giornalista de "La Repubblica"; Carola Vai, giornalista AGI.
ELENCO RELATORI-MODERATORI: Federico Alfonsetti, Giovanni Anselmetti, Mario Avalle, Maurizio Bellucci Sessa, Raffaella Bellucci Sessa, Alberto Bersani, Marco Bongi, Sergio Cabodi, Roberta Ceraolo, Giuliana Cerrato, Germana De Leo, Paola Farcito, Giuseppe Gallo, Tiziana Iacomussi, Gabriella Martinengo, Paola Mastrocola, Daniela Messi, Paolo Messina, Roberta Moriondo, Eugenio Pintore, Enzo Tomatis.
Presidente: Prof. Maurizio Bellucci Sessa, Dir. U.O.A. Medicina Fisica e Riabilitaz., ASL 3 Torino
Coordinamento: Dott.ssa Roberta Ceraolo, Associazione Culturale "Sulla Parola"
La battaglia quotidiana per il diritto a vivere una città intensamente amata e conosciuta attraverso la cecità. Un'esperienza coraggiosa che potrà confortare chi non può più vedere e stimolare chi, pur disponendo della vista, non è più in grado di vedere con la mente e con il cuore.
