Titoli
Dai mezzi pubblici di Torino alle pagine di un libro: i racconti vincitori, selezionati da una giuria di autori, critici e giornalisti tra i partecipanti al concorso “Parole in corsa 3” lanciato nel 2006 dal Gruppo Trasporti Torinesi, tra gli utenti dei bus e dei tram cittadini.
Vincitori: GIANNI FONTANA; ROSA ROMANO; MARIA STEFANIA MARELLO; FRANCESCO GIULIANI; ARIANNA BARATELLI; PAOLO TENDERINI, FERDINANDO LAJOLO (Premio Speciale Categoria Trasporti).
E per la Categoria Giovani: ALESSANDRO ANTONIOLI e GIANEDOARDO GATTI.
Delitto a teatro per il commissario Martini...
Il teatro si è sempre prestato come ambiente ideale per rappresentare il delitto, sia sulla scena sia dietro le quinte. Gianna Baltaro lo sceglie come luogo dell'omicidio di un attore dal fascino ambiguo, la sera del debutto di uno spettacolo importante. Il commissario Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà come sempre a individuare l'assassino...
VOLUME A GRANDI CARATTERI
"Gianna Baltaro era la Liala del giallo. Così dolce, così educatamente efferata, un angelo custode del piccolo mondo antico torinese. Una signora di biscuit, Gianna Baltaro. I suoi estimatori (sotto la Mole e non solo) non erano pochi. Le scrivevano, la sollecitavano a tessere nuove trame. Ciascuna storia una ricerca del tempo perduto, i favolosi anni Trenta, una città meticolosamente ricostruita, di salotto in caffè, di viale in veletta. Un batuffolo d’ovatta ripieno di cimici, di veleni, di rancori, ma anche esemplare: la necessità primigenia di far bella figura, il decoro nei modi, negli abiti, la dissimulazione onesta, grano subalpino per eccellenza". Bruno Quaranta
Delitto a teatro per il commissario Martini... Il teatro si è sempre prestato come ambiente ideale per rappresentare il delitto, sia sulla scena sia dietro le quinte. Gianna Baltaro lo sceglie come luogo dell'omicidio di un attore dal fascino ambiguo, la sera del debutto di uno spettacolo importante. Il commissario Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà come sempre a individuare l'assassino...
Marco D’Aponte continua il suo particolare viaggio nella Torino anni Trenta di Gianna Baltaro, questa volta nel mondo del teatro, che è il luogo scelto dalla scrittrice per la terza indagine del commissario Martini. Un attore affascinante e ambiguo viene ucciso nel suo camerino la sera stessa della prima. L’ex commissario Andrea Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà anche questa volta a individuare l’assassino.
Con tratto pulito, essenziale, eppure ricco di dettagli, D’Aponte traduce in immagini la vicenda, con un’attenta ricostruzione dei vari ambienti in cui essa si svolge.
La storia delle Madres de Plaza de Mayo - La historia de las Madres de Plaza de Mayo
«Una trentina di Madres con il fazzoletto bianco sulla testa sono sedute in Plaza de Mayo. Sul piccolo palco, mentre il traffico scorre veloce, Gisella Bein ancora una volta racconta i più di mille giovedì in cui loro sono state denunciate in questa piazza, e mormora di una ferita che segna la cifra di 30.000 desaparecidos»
COLLANA DOUBLE-FACE: IL RIFIUTO DI LASCIAR PASSARE I BUCHI NERI DELLA MEMORIA.
«Ah certo, tu parli bene, tu che hai due occhi, due pinne, due zampe! Ma guarda me, su, guardami, – e agitò il moncherino della pinna, - non vedi che sono un pinguino dimezzato?! »
«Un pinguino dimezzato, e allora? Vorrà dire che dovrai metterci il doppio della forza! »
«Una forza della natura, se solo lo vogliono!»
Perché i pinguini si trovano nell’Antartide e non nell’Artide?
Abitano nella Terra del Fuoco, in Nuova Zelanda, nelle Falkland, nelle Galapagos, perfino in Africa... Osservando la distribuzione dei pinguini sul mappamondo, appare evidente la loro irradiazione dall’Antartide su su, sempre più a nord. Ma non al Polo Nord.
Giovanni Bigatello, definito un «messaggero» della Nuova Storiografia dei Pinguini dal gruppo di ricerca «I Ragazzi dello Stoccafisso», ha scritto un’epopea che non è né cronaca né storia, ma un libro da leggere come un romanzo d’avventura. Con il rigore dello scienziato, nello stile accattivante del divulgatore, senza tralasciare gli aneddoti gustosi...
Oleg Skandinsky,
Membro della Royal Arctic Academy of Troendheim, Norvegia
«...Il colpo d’occhio offerto da questo esercito sterminato doveva essere impressionante. Le prime file erano formate dall’eterogenea truppa ordinaria, invero un po’ scomposta (la disciplina non è mai stato il punto forte dei pinguini), ma determinata a vendere care le piume. Al centro, nereggiante selva di corpi stretti pinna a pinna, stava la «falange». Alle ali infine troneggiavano «le torri», ossia le slanciate figure dei Pinguini Breck e dei Pinguini Argruck, le cui livree arancio e oro fiammeggiavano agli obliqui raggi dell’alba, mentre le piume, percorse da folate di vento, rimandavano bagliori irreali nel pulviscolo nevoso. Dalle alture i pinguini troppo vecchi per combattere si beavano di quello straordinario spettacolo (purtroppo i pinguini hanno sempre privilegiato il lato estetico rispetto a quello sostanziale), sentendo rinvigorirsi nel cuore l’antico orgoglio pinguinesco... »
In una villa patrizia, un crescendo di intrighi famigliari culmina nell’omicidio del commendator Ghezzi, ricco finanziere del quale molti avrebbero desiderato la morte. Dopo un secondo oscuro delitto spetterà al commissario Martini svelare il mistero.
Pubblicato a GRANDI CARATTERI nella COLLANA CORPO 16
VOLUME A GRANDI CARATTERI
"Un giallo alla Christie con un investigatore pragmatico e attento alle sfumature, ambientato in una terra suggestiva e nebbiosa, dove nobiltà di modi e miseria d’animo convivono e spesso si confondono. Oltre al piacere di conoscere, per me siciliano purosangue, un commissario piemontese doc, provo piacere anche alla vista. Vero è che in commercio si trovano per lo più libri scritti con caratteri mediamente accettabili, ma è proprio questo il punto: perché subire un prodotto che è solo medio e non pretendere invece ciò che è ottimo per la nostra vista?" Roberto Mistretta
In una villa patrizia, un ricco finanziere viene trovato ferito nel parco. Qualcuno gli ha sparato alla schiena. Si decide di affidare il caso al commissario Andrea Martini, da poco rientrato da Parigi con al seguito un’avvenente amica giornalista, Giselle. Il commissario scopre intrighi e misteri che culmineranno in un nuovo omicidio…
- Avete sentito parlare dell’omicidio Federici? - domandai.
- Come no! - intervenne Orfeo, - conoscevo bene quel magistrato!
- Che cosa c’entra con voi due? - si meravigliò Marzia.
- Il delitto è avvenuto nel cortile dell’edificio adiacente, che ha un ingresso in comune con questo palazzo, - precisai e lo stupore fu corale.
È così che Gualtiero e Maddalena, tra una Torino salottiera e corrotta e l’alta Val Chisone, ricostruiscono la realtà offuscata dall'enigma. Il primo intreccia una trama dettata dalle esigenze della ragione; la seconda interpreta i fatti cogliendone una trama più profonda, più vera.
In un susseguirsi di continue revisioni della realtà, la storia mette in scena l'eterno conflitto tra ragione ed emozione, risolto a favore di quest'ultima.
«Il tiglio era stato attento uditore delle nostre storie e il suo profumo aveva fatto da cornice alle vicissitudini di un epilogo mai scontato, sussurrandoci l’aura di una certezza: quella che al di sopra di ogni dolore e di ogni tragedia, comunque si fossero conclusi i nostri parziali percorsi di vita, la gioia di rimanere uniti avrebbe continuato ad arricchire i nostri cuori...
Le poche foglie superstiti caddero sulle nostre risate: erano foglie di fine autunno, prive di profumo, ma in noi c’era la forza per immaginarlo, evocarlo. Chiudemmo gli occhi, aspettando che diventasse realtà. E puntualmente arrivò, avvolgendoci con la sua magia. Era lì con noi, perché nel sogno sta il segreto della felicità...
Finché si è capaci di sognare la felicità può esistere. E, arrivando, sorprenderci ancora una volta. Come ci sorprende la vita. Ché è vita».
Torino. Estate 1938. Nel parco del Valentino, non lontano dal Borgo Medioevale, viene trovato ucciso uno scrittore, soggettista per la FERT.
Tra passioni e rancori, il commissario Andrea Martini investiga nel mondo del cinema e della moda, elegante e subdolo “salotto buono” della città.
– C'è stata troppa confusione nei movimenti di questa gente, – commentò con amarezza Piperno. – Ognuno di loro avrebbe potuto allontanarsi dal teatro senza essere notato. Per esempio, prima di entrare o durante l'intervallo. In mezzo a tanta gente non è difficile dileguarsi, – sospirò profondamente, – e poi la complicità del buio, in quel parco pieno di viottoli, di piante…– Sì, – ammise Martini, – comunque, qualcuno, a mezzanotte, è riuscito a piazzare una pallottola nel cuore di quel povero cristo.