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Ubaldo, il galletto che amava la musica di Ravel - - - - in EasyReading - - - -

Seguito da: Vita e opinioni di un polpo chiamato Arturo


Il galletto e il polpo sono i buffi protagonisti di due racconti spiritosi, per un bestiario bizzarro che Laura Mancinelli si diverte a creare.

Nel primo l’ironia e l’amore per la musica costruiscono la storia spassosa e surreale di un musicista che acquista alla fiera di Cantarana un galletto. O una gallina?

Vita e opinioni di un polpo chiamato Arturo capovolge la visione umana del mondo terracqueo attraverso le riflessioni di un cefalopode che ha trascorso la sua infanzia nell’acquario di un ristorante. Al tempo stesso, rappresenta anche una piccola enciclopedia sulla vita nel mare, in cui il problema è mangiare o essere mangiati...




di AA. VV.

Con queste pagine scelte ci proponiamo di offrire, con la consueta leggibilità di CORPO 16, un florilegio dell'umorismo nell'Ottocento. Pagine divertenti, che suggeriscano ai lettori un modo per ridere della realtà, anche nei suoi aspetti più difficili o problematici: delle cattiverie degli altri, delle traversie della vita, e soprattutto di se stessi. È stato detto che ogni narratore ottocentesco può essere, a tratti, umorista felice, per cui l’Ottocento è considerato il secolo d’oro di questo genere, tra ironia, humour, nonsense e satira. Nonostante il carattere dei grandi umoristi generalmente non sia mai spensierato, ma spesso caustico e malinconico.

«...Dopo avermi ascoltato, sa vostra signoria cosa fa il brigadiere? Si mette a ridere. E i contadini anche. Tutti ridevano, vostra signoria. Posso deporlo sotto giuramento. E questo qui rideva, e quello là rideva, anche Gighin rideva. Cos’avete, – dico, – da mettere in mostra i denti? E il brigadiere dice: “Faccende come queste non sono di competenza del giudice conciliatore”. Proprio queste parole...» (Anton Cecov, “Il sottufficiale Prisibejev”)

Gli autori - italiani, danesi, ebrei, francesi, tedeschi, spagnoli, russi, inglesi e americani -, sono tutti nati nell’Ottocento.





La memoria è una vecchia casa abitata dal tempo, piena di stanze, mobili, cassetti, immagini, suoni, parole, odori, sapori.

Ogni giorno i suoi muri divengono più spessi e le imposte si chiudono impercettibilmente per schermare la luce del sole.

Chi è dentro continua a precorrere le stesse stanze, ad aprire gli stessi cassetti, a tirar fuori gli stessi ricordi per lucidarli e poi riporli con cura in attesa della volta successiva.

In questa casa resta solo chi vuole restare.

Chi non vuole deve soltanto aprire la porta, uscire per strada e affiggere un grande cartello con scritto :

VENDESI QUESTA CASA

E poi andarsene tranquillo per i fatti propri senza nemmeno voltarsi perché tanto in quella casa, adesso, non ci abita più nessuno.




Ventagli - Fotografie
A cura di Roberto Rossi Precerutti. Disegni di Valerio Righini

Due celebri poesie del grande poeta francese, considerato l'ispiratore del Simbolismo, in una elegante edizione.




Verdeluna
Un romanzo sul nuovo umanesimo

Verdeluna è la storia di una formazione personale e collettiva che coinvolge individui di cultura, classi, etnie differenti. Ma un'improvvisa tragedia fa vacillare la loro convivenza, venendo a mancare il capo carismatico, il gruppo si interroga sul suo destino.
Un romanzo breve e intenso che riducendo ai minimi termini le parti descrittive sviluppa e modella la psicologia dei personaggi. Una scrittura facile e lieve scevra da autocompiacimenti.




Vietato gettare i rifiuti
Un omicidio costringe un ex rivoluzionario a rifare i conti con il suo passato

Il cadavere di una sua amica ritrovato sul greto del fiume, a Torino, riporta un ex militante di estrema sinistra al suo passato, in un’indagine che si dipana tra ricordi e rimpianti. Marino Araldi aveva conosciuto Beatrice all’interno dei movimenti di contestazione degli Anni Settanta, da allora non l'ha più vista, ma non l’ha mai dimenticata. La ricerca non solo costringe Marino a rivedere i vecchi compagni di militanza ma a scoprire «cosa» sono diventati, e capisce che la vita di cui era tanto soddisfatto, la sua posizione, il suo lavoro erano meno normali di quanto credeva.





Biografia inedita del VI Dalai Lama (1683-1706), poeta e gaudente, in contrasto con la dignità del suo ruolo religioso e politico, e autore di un canzoniere erotico di cui viene qui presentata un'accurata scelta.





I temi dei romanzi dell'indimenticabile scrittore marsigliese ritornano in queste intense narrazioni: il Mediterraneo con la sua luce e la sua storia, l'inganno della vita, l'amore e l'amicizia, l'arte di vivere bene… Dedicato “A quelli che amo, e che sanno quanto (in fondo) vivere stanchi”.

Quello di "Vivere stanca" è l'universo delle città di mare, dei porti, dei vicoli di Marsiglia come di Genova, di Tunisi come di Napoli. In questi brevi racconti Jean-Claude Izzo ha condensato il mondo.

«Vuotai il bicchiere d’un fiato e mi alzai. Avevo voglia di perdermi in giro per Marsiglia. Nei suoi odori. Negli occhi delle sue donne. La mia città. Sapevo che mi avrebbe sempre dato appuntamento con la felicità fugace di chi è in esilio. L’unica felicità che mi andava bene. Un bel regalo di consolazione».




Voglia di favola…
tutta colpa del Bambino di Nazaret

Nicola Di Mauro allestisce un presepe, con realistiche figurine e altrettanti personaggi di fantasia. Attorno alla capanna, angeli e pastori, ma anche un frate e un topolino, un barbone e il suo amico fortunato, un folletto del lago e Babbo Natale, un passerottino e un bambino con la fionda… A fare da sfondo, il bosco e la città con le sue case (una in particolare, grigia ma con una finestra illuminata, sul davanzale una rosa appassita) e un autobus che viaggia pigramente…

Favole piacevoli a leggersi, per bambini e adulti, fonte di riflessione sul reale significato del Natale in un mondo adombrato dal prevalere del consumismo (Pier Giorgio Micchiardi, Vescovo di Acqui).

«E alla fine Yacoov, spazientito, sbottò: "Tutta colpa di Gesù Bambino! Questo è troppo! È opportuno che Maria e Giuseppe e il loro bambino appena nato facciano fagotto! Chi si credono di essere tutti costoro che vengono, senza nemmeno essere stati invitati, a sbirciare nella mia stalla! Sono molto seccato! C’è troppa confusione qui dentro"…»





Personale e divertente racconto sullo sfondo della Torino degli Anni Venti: quadri di vita famigliare narrati con leggerezza e autoironia da un ex fanciullo, a suo tempo intelligente quanto pestifero. E, fra le righe, la portentosa passione dell'autore per la tecnica e le automobili dell'epoca.





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