Titoli
Uno strano personaggio, un investigatore malinconico un po' mago, passa le notti tra nostalgie e sbronze. Ma finalmente, un giorno, l'antico mago torna a combattere contro i grandi gerarchi per una missione: un viaggio misterioso nel segreto della magia baol e un atto di riconoscenza per un vecchio comico in disgrazia… Magia, avventura, amore, umorismo e satira (del nostro "regime") si fondono in questo sorprendente romanzo.
«16 giugno 1991, città di T.
È una tranquilla notte di Regime. Le guerre sono tutte lontane. Oggi ci sono stati soltanto sette omicidi, tre per sbaglio di persona. L’inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C’è biossido per tutti. Invece non c’è felicità per tutti. Ognuno la porta via all’altro. Così dice un predicatore all’angolo della strada, uno dall’aria mite, di quelli che poi si ammazzano insieme a duecento discepoli. Ce n’è parecchi in città. Dai difensori dei diritti dei piccioni alla Liga Artica. Siamo una democrazia».
Il volume raccoglie le relazioni del Convegno “Beppe Fenoglio lo scrittore solitario ”: "Dal 'Diario' ai 'Racconti del paese e del parentado' " di Luca Bufano e "Mio fratello Beppe" di Walter Fenoglio, un’indagine acuta e profonda dei tratti più intimi della vita dello scrittore.
«Beppe non è mai sceso a compromessi ed è sempre stato fedele ai suoi principi morali. È un esempio per tutti noi, ma per me non è stato solo un fratello; era il sole, la luna, l’acqua e la pioggia: era la vita».
«Parlare dei Racconti del paese e del parentado è un po’ come guardare all’altra faccia della luna; a quella parte dell’universo narrativo di Beppe Fenoglio che è rimasta nascosta, o semplicemente in secondo piano».
La conversazione dei relatori con i numerosi studenti ha contribuito ad approfondire il tema della guerra civile nell’itinerario narrativo e ha consentito di riflettere sugli aspetti biografici e letterari del rapporto con le Langhe, la terra che Fenoglio non ha mai voluto abbandonare. Nell’Appendice sono raccolte alcune riflessioni e spontanee domande degli studenti del Liceo “V. Gioberti” di Torino, che rivelano l’esigenza di capire il travaglio psicologico di questo scrittore solitario, la sensibilità per i beni ambientali e l’attualità della sua opera.
Il Centro Culturale “Beppe Fenoglio” - Murazzano (Cn), fondato nel 1979, ha organizzato spettacoli teatrali, concerti di jazz (con Enrico Rava, Mario Rusca, Furio Di Castri, Franco Mondini, Steve Lacy, Philadelphia Jerry Ricks e Gianni Basso), mostre di pittura e fotografiche (Beppe Fenoglio e la natura; I luoghi di Beppe Fenoglio), convegni (Leggere l’ambiente e La natura e il mondo contadino in Beppe Fenoglio), cortometraggi (La Riserva naturale speciale delle sorgenti del Belbo, 1994). Dal 1997, con l’obiettivo di far conoscere Beppe Fenoglio alle scuole del Piemonte, è stata realizzata l’antologia Beppe Fenoglio e successivamente il cd-rom Beppe Fenoglio, lo scrittore solitario. La natura. Il 10 maggio 2003 si è svolto a Moncalieri il Convegno nazionale Le donne nella narrativa di Beppe Fenoglio. Gli Atti, a cura di Paola Gramaglia, Lanfranco Ugona e Manuela Ugona, sono stati pubblicati nel 2005 dalla “Edizioni Angolo Manzoni”. Il libro raccoglie le relazioni di Marisa Fenoglio, Anna Mauceri, Elisabetta Soletti e Mariella Gramaglia. Nel 2005 è uscito il volume Le Langhe del mio cuore. Beppe Fenoglio, immagini e colori della natura, a cura di Paola Gramaglia e Lanfranco Ugona, Introduzione di Giovanni Tesio (U. Allemandi, Torino); nel 2007 il Diario di Beppe Fenoglio, a cura di P. Gramaglia e L. Ugona, Introduzione di G. Tesio, consulenza editoriale di Federico Alfonsetti, Premio speciale Grinzane Cavour “Beppe Fenoglio” 2007. Nel maggio 2004 è stato inaugurato a Murazzano il Parco Culturale “Beppe Fenoglio”.
SEGNALAZIONE SPECIALE al PREMIO GRINZANE-BEPPE FENOGLIO 2007.
Un viaggio letterario nel mondo di Beppe Fenoglio, “lo scrittore solitario” (1980-2005): «Si dice Diario e si dovrebbe leggere “quaderno di appunti”, di spunti, un brogliaccio di lavoro, che resta tuttavia legato ad una sua segreta unità: l’unità che sta nella sua determinazione di essere scrittore, e di essere scrittore capace di scavalcare le secche del provincialismo verista che s’era visto imputare da Vittorini… Fenoglio fu uno scrittore isolato, uno di quelli che si fanno da sé, che non hanno riferimenti se non mentali, che non appartengono alla squadra di un’officina ad ampio spettro e larga prospettiva. Fenoglio fu scrittore di solitudine e di solitudini, ancorché corali. La sua geografia emotiva coincide con i suoi passi di indigeno dell’altrove…» (Giovanni Tesio)Saggi di: Edoardo Borra, Ugo Cerrato, Eugenio Corsini, Giovanna Cresci, Marisa Fenoglio, Walter Fenoglio, Paola Gramaglia, Paola Invrea, Guido Manera, Giovanni Tesio, Lanfranco Ugona.
Il Centro Culturale «Beppe Fenoglio» – Murazzano (CN), fondato nel 1979, nei primi anni di attività ha organizzato spettacoli teatrali, concerti jazz con la partecipazione di Enrico Rava, Steve Lacy, Philadelphia Jerry Ricks e Gianni Basso, mostre di pittura e convegni: «Leggere l’ambiente e La natura e il mondo contadino in Beppe Fenoglio». Nel 1994 è stato presentato alle scuole di Torino il cortometraggio La Riserva naturale speciale delle sorgenti del Belbo. Dal 1997 il Centro Culturale ha effettuato delle scelte mirate, con l’obiettivo di far conoscere Beppe Fenoglio ai docenti e agli studenti di Torino e del Piemonte. È stata pubblicata l’Antologia Beppe Fenoglio e successivamente è stato realizzato il cd rom “Beppe Fenoglio, lo scrittore solitario. La natura”. Le mostre fotografiche Beppe Fenoglio e la natura e I luoghi di Beppe Fenoglio sono state presentate a Torino, Moncalieri, Ivrea e in provincia di Cuneo. Il 10 maggio 2003 si è svolto a Moncalieri il Convegno nazionale «Le donne nella narrativa di Beppe Fenoglio». Nel maggio 2004 è stato inaugurato a Murazzano il Parco Culturale «Beppe Fenoglio».
Marisa Viaggi Bonisoli, guidata dal suo istinto e con grande caparbietà, ha svolto un enorme lavoro di ricerca, durato quattro anni, tra documenti inediti dell'Archivio storico di Casale Monferrato e l'Accademia delle Scienze di Torino. Ci presenta, nel 1° tomo, documenti inediti del "Viaggiatore Carlo Vidua" nella Nuova Guinea Occidentale. Nel 2° tomo, invece, affronta una originale interpretazione del "Personaggio Vidua": il suo cammino culturale, i suoi consigli al Sovrano Sabaudo per l'acquisto della collezione egizia di Drovetti, il suo umorismo, l'immediatezza dei suoi schizzi...tutta la modernità di un "Uomo del XIX secolo". La conclusione, sorprendente, accosta alle relazioni di scrittori coevi quelle di studiosi del XX secolo.
Testi selezionati fra quelli scritti tra il 1982 e il 1984, nell'arco di una produzione quasi cinquantennale dell'autore.
Nuova edizione, arricchita rispetto alla precedente (L'Arzanà, 1991) di "Sette poesie del giardino".
L’altra Torino, lotte feroci per il controllo del mercato di esseri umani, prostituzione, droga, rapine … Un noir che è un pugno nello stomaco: seppure ricostruiti e romanzati, sono pur sempre fatti di cronaca vera.
Gente senza speranza, senz’anima, braccata da poliziotti idealisti a volte, cinici altre. Per l’Autore solo nel peggio di ciascuno è possibile scorgere il lato più sincero e forse più umano di noi. Il resto è crosta, tanto ipocrita quanto fittizia.
«E chi parla di inchieste? - la interruppe Michele. - Guarda che è sempre stato tutto lì. Davanti agli occhi. È così evidente, altro che inchiesta! Non c’è niente di misterioso. Vedi quel ponte? Per pochi metri di marciapiede dopo il ponte sono morte… quante persone? Cinque? Sei? Otto? Undici! Tutto ‘sto casino, undici morti e tutto il resto quando sapevamo già che in ballo c’era la conquista di uno spazio da sfruttare. Tutto lì. Banale no? … …Sul palcoscenico della strada, gli automobilisti ignoravano l’ennesima recita. Sfrecciavano distratti verso la notte, dopo il ponte».
Racconti favole poesie. Concorso Letterario Europeo OMERO 1998 - Sesta edizione
Antologia delle opere vincitrici della sesta edizione del Concorso Letterario Europeo OMERO.
Un libro sul comodino per accompagnare il cuore sulla via del buon sonno. C'è da scegliere: un racconto, una fiaba, una poesia, secondo l'umore del momento.
Testo in italiano e in inglese.
PICCOLO ARZANÀ
Prefazione di Marina Maria Maruzzi
“Il lettore non cerchi in questa prefazione indizi, dettagli e note sul poeta. Non servirebbero, perché identificare l’uomo non significherebbe conoscere il poeta. Lasko è uno di noi e come tale ne possiamo immaginare quell’insieme di pensieri e di atti, di volizioni e di coazioni, di libertà e di costrizioni che chiamiamo vita.Vita, quella di Lasko, ben nota a chi scrive, che tuttavia non riesce ancora a penetrarne con appagante volontà di comprensione l’alchemica traduzione poetica. Leggere le ‘favole inclinate’, le impressionistiche affabulazioni, le immagini di parole di Lasko, significa, infatti, esperire una sorta di comunicazione trans-logica, quasi divinatoria, difficilmente riconducibile all’uomo, all’amico che si è soliti frequentare nella quotidianità. Forse Platone aveva ragione: “Il poeta, infatti, è un essere leggero, alato, sacro, che non sa poetare se prima non sia stato ispirato dal dio, se prima non sia uscito di senno, e più non abbia in sé intelletto “. (Ione, 533 d) Certo, l’evoluzione storica della cultura occidentale ci ha abituato ad un’immagine ben più secolarizzata del poeta. Tuttavia, se interpretiamo la “divina mania” come riferimento alla capacità di proferire un logos non umano, un dire che rompe e stravolge gli schemi della nostra sintassi abituale, allora il poeta non può non apparirci “preso” da questa forza, da questa necessità di comunicare attraverso lo straniamento. Necessità prepotente, dispotica quella di Lasko, che sembra trarre origine da” danni mai superati” che si sostanzia in squarci di versi, sorta di lampi semantici, che rischiarano tranci di un’esistenza dominata dalla lacerante consapevolezza della propria complessità. Un’esistenza che è ‘l’infrangersi dell’abitudine nell’interno passato oscuro’ “. (dalla prefazione di Marina Maruzzi)
Queste strisce sono state disegnate fra il 1972 e il 1975: l’autore si era appena laureato, cominciava a frequentare i tribunali e gli venne l’idea di un giudice protagonista di una strip comica. Dopo più di 30 anni, purtroppo, il personaggio è ancora incredibilmente attuale. E, alla fine, può decidere di liberarsi dai margini di una linea disegnata e uscire nella realtà... Per far sorridere, riflettere, appassionare.
"Ehi, tu! Autore!
Perché mi disegni col solo naso?
E non mi fai occhi, bocca e orecchi?..."
