Titoli
«Il poeta ci avverte della propria coscienza metalinguistica, ma schiva con onesta chiarezza i ghirigori ormai desueti di una letteratura manierata dalla postneoavanguardia, perché ciò che davvero lo interessa è quella difficile arte di allontanarsi da sé per chiedere alla poesia di allargare lo sguardo e poi ricomprenderlo fra le proprie linee…» (dalla prefazione di Giusi Baldissone)
Docente universitario di letteratura francese, saggista e romanziere (Scherzo parigino e, di prossima pubblicazione, Lettere a Mefistofele), Diego Scarca esordisce come poeta con questa raccolta di versi a più di vent’anni dall’inizio della loro composizione.
PREMIATO CON L’ANGUILLARINO D’ARGENTO ALLA VII EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE 2008 ARCHÈ “ANGUILLARA SABAZIA CITTÀ D’ARTE”
«Rispetto alle autobiografie, spacciate per saggi, riversatesi nelle librerie col trentennale del 1977, quella di Augusto Grandi è proprio un “Mi ricordo”, ovvero ricordo me, con le mie grandi ingenuità e le mie piccole astuzie. Un “Mi ricordo”, non un “mi rimpiango”…
Al di là delle diverse sfumature - luoghi di vita vicini, ma non uguali: complementari; età altrettanto vicine, ma non uguali: adiacenti –, Augusto e io siamo sempre stati fianco a fianco alle nuove Termopili». (dalla Prefazione di Maurizio Cabona)
- Ma come ti sei vestito? -. Stefano è allibito guardando Paolo arrivare tutto orgoglioso del suo nuovo abbigliamento.
- Perché? Cosa c'è che non va? Me lo sono appena fatto comprare da mia madre. Vedrai che effetto quando entriamo in Sezione, - replica Paolo, un po' sorpreso per la reazione dell'amico, ma ancora convinto di essere vestito adeguatamente.
- Non c'è dubbio che farai effetto... Quello che hai addosso non è un giaccone militare. È un eskimo. Cioè la divisa dei compagni...
Nota dell’Editore: Il dattiloscritto di Grandi ha creato un'accesa diatriba nel nostro comitato di lettura, perché il testo affronta il vissuto degli anni Settanta - Ottanta di una parte politica diametralmente opposta alle nostre idee. Ottima scrittura, e la storia funziona, ma ci sembrava un po’ esagerato familiarizzare con un (post)sessantottino nero. Avendo vissuto la politica di quegli anni con un pathos fin troppo tumultuoso non avevamo intenzione di indugiare in facili buonismi revisionisti. Ma le parole hanno una forza propria e si fanno ascoltare ben oltre le storie che raccontano e le idee che propugnano. Ripensando alla nostra avventura editoriale, abbiamo deciso di pubblicare questo libro per difendere la nostra libertà di giudizio e la capacità critica, elementi che abbiamo posto alla base della missione culturale della nostra casa editrice. Alla testimonianza sincera dell’Autore avremmo così risposto con una scelta etica libera da pregiudizi. Abbiamo la sensazione che la vita politica e culturale si sia ridotta a un rigagnolo con sponde paludose, in molte occasioni vediamo il “totalitarismo economico della globalizzazione” prendere il posto di passate dittature nere, rosse o bianche. E il vecchio e il nuovo si saldano in una melassa indistinta, dove sembra che tutto cambi solo perché ogni cosa rimanga uguale a se stessa. Baci & bastonate vuole essere il sasso tirato nello stagno immobile della coscienza, nella speranza che una nuova vitalità culturale torni a incresparne la superficie e che la morte sia solo apparente. Ovviamente, evitando di ripetere gli errori tragici e violenti del passato. Il libro che avete tra le mani per noi rappresenta anche questo.
- Non hai mai rimorsi?
- Io no… non ho rimorsi. Ma non rifarei praticamente nulla… Eravamo troppo giovani quando abbiamo cominciato, e il mondo funzionava così. Non ho voglia di processare il mio passato. Nessuno ha processato i politici di governo di allora, che sono i responsabili maggiori di quanto è capitato. Nessuno ha processato i magistrati che hanno creato odio e rancori con sentenze indecenti. Nessuno ha processato gli sbirri che hanno ucciso ragazzi disarmati. Nessuno ha processato i giornalisti che scrivevano di sedicenti brigatisti rossi o di faide interne all’estrema destra ogni volta che ammazzavano uno di noi. E allora dovremmo essere io e te a processare la nostra storia. Eh no...
Uno strano personaggio, un investigatore malinconico un po' mago, passa le notti tra nostalgie e sbronze. Ma finalmente, un giorno, l'antico mago torna a combattere contro i grandi gerarchi per una missione: un viaggio misterioso nel segreto della magia baol e un atto di riconoscenza per un vecchio comico in disgrazia… Magia, avventura, amore, umorismo e satira (del nostro "regime") si fondono in questo sorprendente romanzo.
«16 giugno 1991, città di T.
È una tranquilla notte di Regime. Le guerre sono tutte lontane. Oggi ci sono stati soltanto sette omicidi, tre per sbaglio di persona. L’inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C’è biossido per tutti. Invece non c’è felicità per tutti. Ognuno la porta via all’altro. Così dice un predicatore all’angolo della strada, uno dall’aria mite, di quelli che poi si ammazzano insieme a duecento discepoli. Ce n’è parecchi in città. Dai difensori dei diritti dei piccioni alla Liga Artica. Siamo una democrazia».
Il volume raccoglie le relazioni del Convegno “Beppe Fenoglio lo scrittore solitario ”: "Dal 'Diario' ai 'Racconti del paese e del parentado' " di Luca Bufano e "Mio fratello Beppe" di Walter Fenoglio, un’indagine acuta e profonda dei tratti più intimi della vita dello scrittore.
«Beppe non è mai sceso a compromessi ed è sempre stato fedele ai suoi principi morali. È un esempio per tutti noi, ma per me non è stato solo un fratello; era il sole, la luna, l’acqua e la pioggia: era la vita».
«Parlare dei Racconti del paese e del parentado è un po’ come guardare all’altra faccia della luna; a quella parte dell’universo narrativo di Beppe Fenoglio che è rimasta nascosta, o semplicemente in secondo piano».
La conversazione dei relatori con i numerosi studenti ha contribuito ad approfondire il tema della guerra civile nell’itinerario narrativo e ha consentito di riflettere sugli aspetti biografici e letterari del rapporto con le Langhe, la terra che Fenoglio non ha mai voluto abbandonare. Nell’Appendice sono raccolte alcune riflessioni e spontanee domande degli studenti del Liceo “V. Gioberti” di Torino, che rivelano l’esigenza di capire il travaglio psicologico di questo scrittore solitario, la sensibilità per i beni ambientali e l’attualità della sua opera.
Il Centro Culturale “Beppe Fenoglio” - Murazzano (Cn), fondato nel 1979, ha organizzato spettacoli teatrali, concerti di jazz (con Enrico Rava, Mario Rusca, Furio Di Castri, Franco Mondini, Steve Lacy, Philadelphia Jerry Ricks e Gianni Basso), mostre di pittura e fotografiche (Beppe Fenoglio e la natura; I luoghi di Beppe Fenoglio), convegni (Leggere l’ambiente e La natura e il mondo contadino in Beppe Fenoglio), cortometraggi (La Riserva naturale speciale delle sorgenti del Belbo, 1994). Dal 1997, con l’obiettivo di far conoscere Beppe Fenoglio alle scuole del Piemonte, è stata realizzata l’antologia Beppe Fenoglio e successivamente il cd-rom Beppe Fenoglio, lo scrittore solitario. La natura. Il 10 maggio 2003 si è svolto a Moncalieri il Convegno nazionale Le donne nella narrativa di Beppe Fenoglio. Gli Atti, a cura di Paola Gramaglia, Lanfranco Ugona e Manuela Ugona, sono stati pubblicati nel 2005 dalla “Edizioni Angolo Manzoni”. Il libro raccoglie le relazioni di Marisa Fenoglio, Anna Mauceri, Elisabetta Soletti e Mariella Gramaglia. Nel 2005 è uscito il volume Le Langhe del mio cuore. Beppe Fenoglio, immagini e colori della natura, a cura di Paola Gramaglia e Lanfranco Ugona, Introduzione di Giovanni Tesio (U. Allemandi, Torino); nel 2007 il Diario di Beppe Fenoglio, a cura di P. Gramaglia e L. Ugona, Introduzione di G. Tesio, consulenza editoriale di Federico Alfonsetti, Premio speciale Grinzane Cavour “Beppe Fenoglio” 2007. Nel maggio 2004 è stato inaugurato a Murazzano il Parco Culturale “Beppe Fenoglio”.
SEGNALAZIONE SPECIALE al PREMIO GRINZANE-BEPPE FENOGLIO 2007.
Un viaggio letterario nel mondo di Beppe Fenoglio, “lo scrittore solitario” (1980-2005): «Si dice Diario e si dovrebbe leggere “quaderno di appunti”, di spunti, un brogliaccio di lavoro, che resta tuttavia legato ad una sua segreta unità: l’unità che sta nella sua determinazione di essere scrittore, e di essere scrittore capace di scavalcare le secche del provincialismo verista che s’era visto imputare da Vittorini… Fenoglio fu uno scrittore isolato, uno di quelli che si fanno da sé, che non hanno riferimenti se non mentali, che non appartengono alla squadra di un’officina ad ampio spettro e larga prospettiva. Fenoglio fu scrittore di solitudine e di solitudini, ancorché corali. La sua geografia emotiva coincide con i suoi passi di indigeno dell’altrove…» (Giovanni Tesio)Saggi di: Edoardo Borra, Ugo Cerrato, Eugenio Corsini, Giovanna Cresci, Marisa Fenoglio, Walter Fenoglio, Paola Gramaglia, Paola Invrea, Guido Manera, Giovanni Tesio, Lanfranco Ugona.
Il Centro Culturale «Beppe Fenoglio» – Murazzano (CN), fondato nel 1979, nei primi anni di attività ha organizzato spettacoli teatrali, concerti jazz con la partecipazione di Enrico Rava, Steve Lacy, Philadelphia Jerry Ricks e Gianni Basso, mostre di pittura e convegni: «Leggere l’ambiente e La natura e il mondo contadino in Beppe Fenoglio». Nel 1994 è stato presentato alle scuole di Torino il cortometraggio La Riserva naturale speciale delle sorgenti del Belbo. Dal 1997 il Centro Culturale ha effettuato delle scelte mirate, con l’obiettivo di far conoscere Beppe Fenoglio ai docenti e agli studenti di Torino e del Piemonte. È stata pubblicata l’Antologia Beppe Fenoglio e successivamente è stato realizzato il cd rom “Beppe Fenoglio, lo scrittore solitario. La natura”. Le mostre fotografiche Beppe Fenoglio e la natura e I luoghi di Beppe Fenoglio sono state presentate a Torino, Moncalieri, Ivrea e in provincia di Cuneo. Il 10 maggio 2003 si è svolto a Moncalieri il Convegno nazionale «Le donne nella narrativa di Beppe Fenoglio». Nel maggio 2004 è stato inaugurato a Murazzano il Parco Culturale «Beppe Fenoglio».
In un universo a dimensione di una stanza con vista sulla luna, una Bambina si confronta con la vita: i medici, il padre, un burattinaio, due innamorati rivali, la bellissima infermiera Sasha e la Gatta Anemica… Nel cielo di Scalia, la Stella Polare non è mai la certezza, ma sempre la Speranza.
«La mia gatta anemica si è sollevata e si è stiracchiata allungando le zampe sulla coperta e inarcando il corpo. Si è raddrizzata ed è venuta verso me. Si è sfregata contro la mia mano, facendo una specie di saltello tutte le volte che la mia mano le sfiorava il corpo. Poi con un balzo è scesa giù dal letto ed è andata verso la finestra che dava sulla veranda. Si è messa a guardare fuori, come se stesse fissando un punto preciso nel cielo. In quel momento ho avuto la netta sensazione che volesse dirmi qualcosa, così mi sono fatta forza e sollevandomi sui gomiti ho cominciato anch’io a guardare fuori, e attraverso le tende leggere ho visto la luna che sbucava da oltre i tetti delle case…»
Marisa Viaggi Bonisoli, guidata dal suo istinto e con grande caparbietà, ha svolto un enorme lavoro di ricerca, durato quattro anni, tra documenti inediti dell'Archivio storico di Casale Monferrato e l'Accademia delle Scienze di Torino. Ci presenta, nel 1° tomo, documenti inediti del "Viaggiatore Carlo Vidua" nella Nuova Guinea Occidentale. Nel 2° tomo, invece, affronta una originale interpretazione del "Personaggio Vidua": il suo cammino culturale, i suoi consigli al Sovrano Sabaudo per l'acquisto della collezione egizia di Drovetti, il suo umorismo, l'immediatezza dei suoi schizzi...tutta la modernità di un "Uomo del XIX secolo". La conclusione, sorprendente, accosta alle relazioni di scrittori coevi quelle di studiosi del XX secolo.
Testi selezionati fra quelli scritti tra il 1982 e il 1984, nell'arco di una produzione quasi cinquantennale dell'autore.
Nuova edizione, arricchita rispetto alla precedente (L'Arzanà, 1991) di "Sette poesie del giardino".
L’altra Torino, lotte feroci per il controllo del mercato di esseri umani, prostituzione, droga, rapine … Un noir che è un pugno nello stomaco: seppure ricostruiti e romanzati, sono pur sempre fatti di cronaca vera.
Gente senza speranza, senz’anima, braccata da poliziotti idealisti a volte, cinici altre. Per l’Autore solo nel peggio di ciascuno è possibile scorgere il lato più sincero e forse più umano di noi. Il resto è crosta, tanto ipocrita quanto fittizia.
«E chi parla di inchieste? - la interruppe Michele. - Guarda che è sempre stato tutto lì. Davanti agli occhi. È così evidente, altro che inchiesta! Non c’è niente di misterioso. Vedi quel ponte? Per pochi metri di marciapiede dopo il ponte sono morte… quante persone? Cinque? Sei? Otto? Undici! Tutto ‘sto casino, undici morti e tutto il resto quando sapevamo già che in ballo c’era la conquista di uno spazio da sfruttare. Tutto lì. Banale no? … …Sul palcoscenico della strada, gli automobilisti ignoravano l’ennesima recita. Sfrecciavano distratti verso la notte, dopo il ponte».
