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Titoli

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Della Patagonia e altri sogni
Viaggiatore con l'arte della pesca a mosca

La pesca a mosca diventa il movente per viaggiare, per scoprire terre lontane: una disciplina sportiva raffinata il cui fine precipuo non è l'uccisione del pesce e che può diventare arte.





VOLUME A GRANDI CARATTERI

 

Bianca, Federico II, il cavaliere Tannhäuser partecipano a un affascinante percorso di avventure e sentimenti, in cui passione e saggezza si intrecciano. Scritto nel 1993, Gli occhi dell'imperatore vince nel 1994 il Premio Donna Scrittrice. A GRANDI CARATTERI per gentile concessione dell’Autrice e di Giulio Einaudi Editore in Torino.Nessuno è più triste dell’uomo che non sa essere né felice né infelice. Nessuno è più infelice dell’uomo a cui negato è con il riso anche il pianto. Nessuno è più triste del musico a cui la musica è stata negata.

 





Questo libro nasce più di quarant’anni fa, nasce nelle sere di pioggia, nei pomeriggi estivi quando bambino ascoltavo dal nonno la storia della sua vita. La Grande guerra è quasi una scusa, uno scenario su cui si ripresentano, sotto forma di riflessi, di barbagli, le emozioni ed i ricordi d’infanzia di un contadino nato nei pressi di Torino sul finire dell’Ottocento. Il senso del libro non è quello di ripercorrere le imprese dell’11° Fanteria o della Brigata Sassari: non esiste “tensione storica”, bensì l’intenzione di far rivivere emozioni, difficoltà, ansie, paure e speranze di un uomo in situazioni estreme come la vita in trincea. Sapori, cigolii, cadenze di vita, odori: ho giocato a farli sprigionare dalla penna saccheggiando le movenze nevrotiche del bozzettista o la manualità ruvida dell’intagliatore.

«Le storie di vita vissuta sono esperienze che restituiscono il passato con l’immediatezza e la vivacità di punti di osservazione particolari… Così è per questo racconto, una storia di vita nei torbidi della prima guerra mondiale, raccontata con le parole di un contadino piemontese rielaborate dall’affetto di un nipote…» (Gianni Oliva)

«Anche la speranza può essere appesa ad un filo. Quando però le cose non vanno bene il filo si fa spinato. Tanto dovemmo raccoglierne per bonificare il territorio dell’Altipiano della Bainsizza e mentre arrotolavamo con fatica matasse e bobine arrugginite, ancora intrise di sangue e di brandelli umani, i pensieri si arrotolavano con esse. Tristi e spinosi, capaci di aprire lacerazioni profonde nella mente. La guerra è un filo, spinato di violenza, di pericoli, irto di follia e di morte».





Il fotografo giramondo Robert Kincaid si trova nella Madison County, Iowa, per un servizio sui celebri ponti coperti. E proprio nei pressi di uno di questi, il Roseman Bridge, incontra Francesca Johnson, in quei giorni sola. Nasce una intensissima storia d'amore, che imprime nei cuori dei protagonisti un marchio indelebile. Su quel ricordo scorrono le vite di Francesca e Robert.

«Ci sono canzoni che nascono dall’erba punteggiata d’azzurro, dalla polvere di migliaia di strade di campagna. Questa ne incarna la poesia».




I roghi di Elles
L'investigatore Galvano Rinucci e il caso della cometa verde

Un caso, che affonda le sue radici nella notte dei tempi… Una misteriosa pietra caduta dal cielo… Il Sacro Graal… La splendida cornice di una vallata alpina piemontese... La terza avventura del ciclo dell’Investigatore Galvano... La terza fatica dell’estrosa Anna Maria Emira Galletto...

Galvano Rinucci, un insolito investigatore con una personale interpretazione del Bene e del Male. Possiede particolari doti paranormali: percezioni, sogni, visioni lo aiutano nelle situazioni più disparate, tanto che le forze dell’ordine lo considerarono un indispensabile collaboratore esterno per casi difficili. Non porta armi, e non utilizza apparecchiature tecnologiche. Ogni tanto si innamora, ma quello resta per lui un campo minato…




I custodi della biodiversità
The custodians of Biodiversity

Entro breve termine l'umanità dovrà affrontare la sua sfida più grande per vincere la fame: sarà imprescindibile sviluppare sistemi agricoli produttivi, che garantiscano e soddisfino le necessità fondamentali umane e utilizzino le risorse naturali in forma sostenibile.

L'importanza vitale della diversità biologica agricola e dei suoi "custodi", gli agricoltori e i contadini di tutto il mondo, fotografati magistralmente da Pablo Balbontín Arenas: il fotografo è stato nei quattro paesi che vivono della produzione degli alimenti base dell'uomo, cioè il frumento in Etiopia, il mais in Messico, la patata in Perù, il riso nelle Filippine. La ricerca di Balbontín, frutto della collaborazione con la FAO, il CIP, lo IAO, intende valorizzare la preziosa ricchezza della diversità agricola protetta e tramandata dai coltivatori.

«Le bellissime foto di Pablo Balbontín Arenas illustrano meglio di un’enciclopedia la diversità genetica e la vita e i costumi degli agricoltori che la sviluppano, la custodiscono e la usano in sistemi agricoli tradizionali, attraverso tecniche locali e conoscenze secolari» (José Esquina-Alcázar, segretario della Commissione sulle Risorse Genetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura della FAO).




I Dannati
IRAQ, la guerra silenziosa

Libro nato dal coraggio di un fotografo che ha voluto documentare alcuni aspetti della situazione irachena tra due guerre. Immagini che non si dimenticano, e che denunciano sia il regime totalitario sia la politica dell’embargo, che colpisce anche gli innocenti e più deboli che non hanno la possibilità o la forza di opporsi.

E ora le foto di Balbontín Arenas acquistano di giorno in giorno il valore di un documento, lucido e obiettivo, del mondo che non c’è più.





In un Medioevo narrato in chiave fantastica (ma storicamente attendibile), il nobile duca Franchino di Mantova, erede del feudo di Challant, per una clausola del testamento deve vivere in perenne castità. Vegliano indefessi sulla sua virtù dodici abati giunti dai conventi della valle.





Joseph Conrad, ispirandosi a un fatto di cronaca, narra con scrittura vivissima e briosa una storia di onore e di follia. Che cosa spinge due soldati di Bonaparte a sfidarsi a duello ripetutamente nei sedici anni della parabola napoleonica, per mezza Europa e pronti ogni volta alla morte? Il romanzo è, al tempo stesso, un tentativo di cogliere lo spirito dell’era napoleonica e una riflessione sul “doppio”.

«…la storia di un duello, che divenne leggendario nell’esercito, percorre l’epopea delle guerre imperiali. Fra la sorpresa e l’ammirazione dei loro compagni, due ufficiali, come artisti folli che cerchino di dorare l’oro zecchino o biancheggiare il giglio, proseguirono una contesa privata lungo quegli anni di carneficina universale».




I giochi sono fatti
Torino 2006. Diario di una città olimpica

Ci sono l’entusiasmo, l’orgoglio, l’identità ritrovata, l’incertezza, ma anche la delusione e la protesta. Le emozioni di venticinque personaggi, illustri e no, raccontano i giorni delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Ne viene fuori il diario di una città durante i Giochi, ma soprattutto il ritratto, appassionato, tenero, e anche un po’ comico, della sua gente. Tra le testimonianze: Evelina Christillin, vicepresidente del Toroc; Gabriele Vacis, regista teatrale; Marco Calgaro, vicesindaco di Torino; Tiziana Nasi, presidente del comitato paralimpico; Giuseppe Pichetto, presidente di Infocamere; Giovanni Bertolone, amministratore delegato di Alenia Tdell’Unione Industriale; Antonella Galasco, portavoce del gruppo Fiat.





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