Titoli
Catalogo della omonima mostra fotografica allestita al Pavaglione di San Bovo di Castino: una testimonianza della ricerca culturale che il Centro Culturale “Beppe Fenoglio” di Murazzano ha attuato dal 1994 al 2010 per approfondire i principali temi dei racconti e dei romanzi dello scrittore.
Un omicidio viene commesso negli uffici della Fondazione "Speranza", di cui la signora Pich è Presidentessa. La polizia inizia le indagini e il commissario Martini viene chiamato direttamente in causa da un misterioso biglietto. Quando la signora Pich muore in un incidente d'auto, il commissario, dubbioso sulle cause che l'hanno provocato, dà un nuovo indirizzo alle indagini. È l'inizio di una storia piena di risvolti imprevisti, nella quale la signora Pich ha un ruolo preponderante. Nel suo passato c'è un lato oscuro che le circostanze faranno emergere in tutta la sua crudezza: a svelarlo sarà la comparsa di uno sconosciuto, reduce da un volontario esilio e assetato di vendetta. La strada da percorrere sarà lunga, frenata a volte dalle vicende personali dei protagonisti. La verità sarà in fine rivelata. E sarà imprevedibile e dolorosa...
«La signora Pich aveva trascorso una brutta notte, tormentata da cattivi pensieri a causa di cose poco edificanti apprese sul conto di persone di cui si era sempre fidata. Teneva la fronte appoggiata contro la finestra in cerca del refrigerio donato dal vetro freddo, assillata dal ricordo degli avvenimenti di quegli ultimi giorni…»
Matrimoni per procura, testamenti in punto di morte, separazioni a vita, lapsus freudiani e curiosi brevetti...
Il notaio Romolo Romani è la rappresentazione del notaio nostrano, alle prese con le problematiche legali ed esistenziali di una società preriforme degli anni Settanta, che così profondamente hanno modificato la vita e i costumi degli italiani.
Postilla: i tragicomici fatti narrati, pur essendo frutto dell’immaginazione dell’Autore, potrebbero essere... realmente accaduti.
«Attendevo curioso la rivelazione dell’ingegnoso e originale apparecchio, capace di mutare il destino dell'uomo, una straordinaria combinazione di rigorosi principi scientifici e di semplice e pratica utilità. Forse non ne avrei capito nulla, incompetente qual sono di tecnica e di meccanica, tuttavia speravo che l'inventore potesse illuminarmi con parole semplici. Alla fine del suo ispirato discorso, dovetti riconoscergli il merito di una chiarezza esemplare, chiunque avrebbe capito benissimo.
- L'apparecchio da me inventato è un introduttore di supposte!»
BIO A narrare i fatti, in prima persona, è lo stesso notaio Romolo Romani. «Io non ho fatto altro che ridurre in scritto ciò che mi è stato da lui riferito, a viva voce, nei minimi particolari,» scrive Neri Mietti Norega.
Ricordi di un pendolare sui treni della Riviera Ligure di Levante
l viaggio ripetitivo e obbligato è il tempo in cui si fanno e si
disfano i percorsi della memoria, Come uno specchio convesso il ricordo
amplifica e deforma, attirando in uno spazio illusivo la realtà che sta
fuori del finestrino.
Da piccoli dettagli, Giannoni rivive suggestioni e ricrea un mondo sognato.
Un romanzo minimalista che è al tempo stesso onirico bildungsroman e
storia d’amore, narrata senza pudori né sentimentalismi, ma con lieve
ironia e freschezza. Su tutto aleggia una strana inquietudine:
l’impermanenza tanto della disperazione quanto della felicità...
Non solo un libro sui torinesi e per i torinesi, ma il tentativo di dare un volto alle persone che la animano, alla realtà che scorre e che attraversa vicoli e quartieri Volume fotografico in bicromia con testi di, Denis Curti, Gianni Farinetti, Bruno Gambarotta, Gian Paolo Ormezzano, Younis Tawfik, Dario Voltolini
1907, un distinto signore dai capelli bianchi passeggia davanti all’ingresso dello stabilimento cinematografico Ambrosio di Torino. Incuriosito, entra e viene in contatto con il misterioso mondo della celluloide. In questo mondo diventerà un attore di secondo piano, dividendosi fra il set cinematografico, la famiglia e la gestione di un banco lotto.
Lavorerà con Emilio Ghione, comparsa specializzata in cadute da cavallo, che diventerà un divo internazionale col personaggio di Za-la-Mort. Reciterà con le figure più note del cinema muto torinese: l’amatore Alberto Collo, Maciste, il comico Cretinetti, la prima “coppia ideale” dello schermo, Alberto Capozzi – Mary Cleo Tarlarini, e altri ancora.
Fa da sfondo la Torino dei primi due decenni del Novecento, con i suoi personaggi più popolari, fra i quali spicca un nobile decaduto, il cieco Veritas, cantastorie e suonatore di chitarra.
«- Il signore cerca qualcosa?
- È questo lo stabilimento della Casa Cinematografica Ambrosio?
- Certo, signore.
- Ed è qui che girano le films?»
Camilleri raccoglie alcune microstorie - anzi, “storie cellulari” le definisce - che hanno generato sentenze, proverbi, detti… Così recupera parole, mimi, giochi della sua infanzia, del suo paese di terra e di mare, e li ferma sul foglio non per suscitare rimpianti, ma perché ciò che è cambiato non svanisca nella memoria.
Il gioco della mosca viene pubblicato nella collana CORPO 16 GRANDI CARATTERI per gentile concessione dell'Autore e di Sellerio Editore in Palermo.
«Il gioco della mosca lo si praticava da maggio a settembre, quando il sole asciugava la spiaggia inumidita dalle piogge d’autunno… Sono fermamente persuaso che nel corso di questo gioco, durato anni, si sono decisi i nostri destini individuali: troppo tempo impegnavamo nella pura meditazione su noi stessi e il mondo. E così qualcuno divenne gangster, un altro ammiraglio, un terzo uomo politico. Per parte mia, a forza di raccontarmi storie vere o inventate in attesa della mosca, diventai regista e scrittore».
Più che una consueta raccolta di poesie, un lavoro "metateatrale", articolato in quattro brevi atti, ciascuni seguito da una raccolta poetica, le cui liriche sono armonicamente tenute insieme dal sottile filo dell'anima.
Come l'incenso bruciano/le passioni del mio cuore/ nei templi che non andranno mai in rovina/ votive offerte a dèi dimenticati/ e senza onore che ci deridono/ e confondono i destini di coloro che,/ come noi, li invocano ugualmente,/ tu per chiedere che sia fatta verità,/ io per chiedere perdono del pensiero originale che ho commesso.
Il quarto stato, che la critica ha riconosciuto come momento alto dell’arte ottocentesca, si è rivelato, nel corso del Novecento, straordinario strumento di autocoscienza storica collettiva. Partendo dall’esame della formazione di Pelizza, come intellettuale e come socialista, gli autori svolgono un’accurata analisi della ricezione pubblica del Quarto Stato. E della fortuna dell’icona nella seconda metà del Novecento, con le sue varie, a volte sorprendenti, decontestualizzazioni. Ellena si concentra invece sulla figura della donna con il bambino, uno dei tre personaggi in primo piano nel quadro.
Nel suo passato, la tragica morte della giovane moglie e del figlio: perciò ha lasciato i Servizi Segreti...
Galvano Rinucci è un insolito investigatore con una personale interpretazione del Bene e del Male.
Possiede particolari doti paranormali: percezioni, sogni, visioni lo aiutano nelle situazioni più disparate, tanto che le Forze dell’ordine lo considerarono un indispensabile collaboratore esterno per casi difficili. Come l’incubo che sparge il terrore in Valle Stura...
Non porta armi, e non utilizza apparecchiature tecnologiche. Ogni tanto si innamora, ma quello resta per lui un campo minato…
