Titoli
La ricerca classica di un'amata (una figlia) se non nell’Ade, nel sottobosco di sette misteriose e di strane organizzazioni: viaggi, incontri, signore in analisi, fanciulle che cadono sul balcone, indagini poliziesche... Una storia movimentata e divertente, raccontata con maestria e sense of humor. Ma anche il rapporto tra un padre e una figlia un po’ speciali, in cui molti tuttavia si possono riconoscere : uno psichiatra separato dalla moglie e una ragazza alla ricerca della sua identità. Una vicenda che si conclude in modo emblematico all'alba del terzo millennio.
Fruttero e Lucentini includono Siena, la città dei Palio, nella loro geografia del suspense. Alla celebre corsa questo romanzo deve la sua vibrante, contagiosa drammaticità, la straordinaria ricchezza di colori, le molteplici valenze: di fascinosa e ironica rappresentazione e insieme di sfida selvaggia; d'incubo e insieme di gioco; di antichissimo rito fuori del tempo, fuori del mondo, e insieme di incalzante verifica dei simboli, delle immagini, dei cliché, della consistenza stessa della vita, così come viene corsa nella grande contrada del presente.
Un viaggio nelle parole e nei concetti delle origini della civiltà occidentale.
Un quadro completo e discorsivo sulla nascita del pensiero filosofico e sulla sua prima evoluzione, dalle coste dell’Asia Minore alla Magna Grecia, per approdare ad Atene e alla stagione che prepara l’avvento della filosofia socratica.
Da Talete a Eraclito, da Parmenide a Empedocle, da Anassagora ai sofisti Protagora e Gorgia, il discorso si snoda lungo gli assi tematici della prima riflessione greca: i concetti di arché, phýsis, lógos, «essere», «verità», vengono seguiti dal loro sorgere al loro articolarsi all’interno dei più importanti filoni del pensiero delle origini, con un costante riferimento ai frammenti e alle testimonianze dei padri fondatori della filosofia occidentale.
«Viene attribuita a Pitagora la metafora del mercato: c’è chi va al mercato per comprare, chi per vendere e chi ci va anche solo per divertirsi. Il filosofo ci va per osservare. La filosofia, in questa metafora, sarebbe quel sapere che prende coscienza delle singole realtà e dei singoli eventi che accadono al mercato, ma, con il suo guardo d’insieme, non si ferma ad essi e soprattutto non ha di mira alcun interesse particolare».
L’evoluzione di una famiglia di cinquecentomila anni fa, sotto la guida del grande padre Edward, narrata dal figlio Ernest con delizioso humour. Tra discussioni e ansie per la bontà delle nuove invenzioni, la scoperta del fuoco, della lancia, del matrimonio... sempre sulla base della elementare esigenza di mangiare senza essere mangiati. Una riflessione arguta e lieve sulla storia dell'umanità.
Pubblicato per la prima volta nel 1960, e poi ripreso più volte sotto vari titoli, questo libro si è fatto strada silenziosamente fra i classici della fantascienza a ritroso. Ma in realtà è un libro inclassificabile, o meglio classificabile entro la migliore tradizione letteraria e scientifica inglese.
«...Ci sto pensando da un po'. Grosso modo, ho calcolato che noi passiamo un terzo del nostro tempo a dormire, un terzo a procurarci la carne e tutto il terzo rimanente a masticarla. Eppure il tempo che dedichiamo ai pasti sembra non bastare mai... Se la routine quotidiana ci impegna tanto, come facciamo a pensare? Anche per quello ci vuole tempo, e non serve obiettare che masticando si rimugina; non è affatto vero, o comunque non è vero quando si deve masticare come facciamo noi. Per allargare la mente e contemplare con più calma e distacco i nostri obiettivi, abbiamo bisogno di dare requie al lavorìo delle mandibole. Senza un certo agio e una certa tranquillità non può esserci lavoro creativo, né cultura, né civiltà».
«Che cos'è la cultura, papà?» chiese Oswald, con la bocca piena di carne di elefante.
Una galleria di personaggi, piccoli misteri, sorprese da cogliere. Una raccolta di racconti oltre i confini, fuori del nostro vivere quotidiano, ma che, nella loro eccezione, confermano l’imprevedibile metafora della vita: Forse per me nessun pianto d’addio /al mio imbarco s’udrà; /ché, se di Tempo e Luogo oltre ogni traccia/ il flusso mi trascini, /veder io spero il mio Pilota in faccia, /varcati quei confini. (Alfred Tennyson)
«Perché nessuno tornava indietro? … Da quanto tempo viaggiavamo? … E dove eravamo? Cercai di nuovo di guardare attraverso il finestrino. Fuori un biancore ovattato ci avvolgeva: viaggiavamo in mezzo a una nebbia fittissima. – Oh, siamo nella Via Lattea! Lo dissi ad alta voce per rompere quel silenzio che m’opprimeva, forse cercando di creare l’occasione per scambiare qualche parola. Nel silenzio la mia frase suonò drammatica, come se avesse annunciato qualcosa di vero, perché, echeggiando nel vuoto, perse l’intonazione scherzosa che avevo cercato di darle. E subito la persona che sedeva avanti a me, come spinta dalle mie parole, s’alzò, passò a fatica oltre il suo vicino che era rimasto seduto, e s’inoltrò verso il fondo del pullman…
Personaggio discusso, Cambise II di Persia viene rivisitato al tempo della sua vittoriosa campagna contro l'Egitto (525 a. C.) e nei suoi rapporti con il Faraone, alla luce di recenti scoperte archeologiche.
Ricerca etnostorica sulle forme mistiche, religiose e spirituali della ritualità della Sacra Pipa o calumet, attraverso la sua evoluzione dai tempi precolombiani alla New Age: descrizione del rito che forse più di ogni altro ha permesso all'identità indiana di sopravvivere a cinque secoli di conquista.
L’opera prima d’una scrittrice rumena che vive e lavora in Italia ma non può dimenticare le sue radici.
Un villaggio contadino, sperduto nella valle del fiume Moldova, in Romania. L’arrivo del comunismo. L’espropriazione della terra e dei beni. La vita nella povertà, il rancore, i pregiudizi, sotto un regime che ha saputo dividere per regnare...
Eppure, potente, la nostalgia per la gente e i luoghi dell’infanzia, che rimarranno per sempre il suo “a casa”.
«La mia casa è una fra le tante nate con le finestre verso il sole. Tra suoi muri dall’odore di terra umida ho pianto, ho riso e ho sognato. È la casa che porterò con me in qualunque posto nel mondo, dal cui ricordo non potrò mai separarmi. Sulle colline, nei boschi e nei campi, su tutti i sentieri del mio villaggio, di giorno o di notte, mi sento a casa. Soltanto qui, nel palmo di terra posato tra i boschi, è il posto dove niente di male mi può succedere».
Tornato dalla Crociata in Terra Santa, tormentato dalle stesse domande con cui era partito, il Cavaliere Antonius Block incontra la Morte. Per compiere almeno un’azione che dia un senso alla sua vita, sfida la Morte a scacchi in una partita che sa di perdere. Come in quel "silenzio di circa mezz’ora" che si fa in cielo all’apertura del "settimo sigillo" dell’Apocalisse...«E quando l'Agnello aprì il settimo sigillo, si fece nel cielo un silenzio di circa mezz'ora. E vidi i sette angeli che stavano dinanzi a Dio, e furon loro date sette trombe… E il primo angelo diede fiato alla tromba, e ne venne grandine e fuoco misto a sangue e furono gettati sopra la terra... E il secondo angelo diede fiato alla tromba e una specie di grande montagna di fuoco ardente fu gettata nel mare … E il terzo angelo diede fiato alla sua tromba. E dal cielo cadde una stella grande, ardente come la fiaccola… La stella si chiamava Assenzio…» (Apocalisse di Giovanni 8, 1-11). Sullo sfondo di questo scontro fra bianco e nero, i personaggi vanno incontro al loro destino. Soli superstiti Mia e Jof, che incarnano l’amore e la semplicità, un frammento di speranza che il Cavaliere riesce a sottrarre alla Morte. Il testo è la sceneggiatura del noto film di Ingmar Bergman, tradotta in italiano da Alberto Criscuolo dall'originale dattiloscritto svedese.
MORTE: Eppure non vuoi morire
CAVALIERE: Sì che lo voglio.
MORTE: E allora cosa aspetti?
CAVALIERE: Voglio sapere.
Misteriose uccisioni e inspiegabili furti di mummie sconvolgono la vita tranquilla e operosa di Deir el Medina, villaggio tebano in cui vivono gli uomini chiamati ad allestire le tombe della Valle dei Re.
3400 anni dopo, il ritrovamento degli atti dell'inchiesta su qulle uccisioni permette ad un egittologo di dubitare dell'intera accusa.
