Titoli
A un'anziana signora olandese, approdata in Riviera nel dopoguerra, improvvisamente accadono fatti strani e inspiegabili che hanno a che fare con il passato del defunto marito. Un mistero dalla difficile soluzione, che le crea notevoli problemi.
La campagna e i bricchi del Monferrato, la Torino degli anni Quaranta e della guerra, la Parigi alla fine dell'Esitenzialismo e degli anni Cinquanta, con la sua irripetibile doucer de vivre.
Tre luoghi della memoria che rappresentano il mondo perduto dell'infanzia, dell'adolescenza e della giovinezza, in questa operazione nostalgia dal sapore agrodolce.
La casa in campagna dei nonni, la vita di città durante e subito dopo la guerra, l'evasione in un'estate a Parigi con il tipico mito della cultura francese degli anni Cinquanta.
Memorialistica minima, album di famiglia, una fetta di "vita ingenua", ricomponendo, come ha scritto Marco Innocenti, "l'album color seppia di una stagione della nostra vita, Quella che, forse, ci è più rimasta di più nel cuore, insieme alla voglia di andare e venire dal tempo perduto".
Ne L’uomo che piantava alberi si ritrovano tutti i temi che furono cari a Giono: il pacifismo, il ritorno alla natura, la ricerca della felicità…
Il rispetto per la natura salverà il mondo?
Un brutale omicidio sconvolge l’ovattata quotidianità del lussuoso Hotel Turin. La vittima è un investigatore privato, che doveva incontrarsi proprio lì con una misteriosa signora. Quali carte compromettenti conteneva la cartella di pelle che qualcuno gli ha rubato poco prima del delitto? Spesso una facciata perbene maschera il groviglio di pulsioni che possono portare al delitto... Il commissario Andrea Martini si muove con la consueta disinvoltura e umanità tra le ridenti Valli di Lanzo e i salotti borghesi della Torino anni Trenta. E alla fine, anche per l’uomo dal soprabito grigio, giustizia sarà fatta.
- Perché t’interessa? – chiese la signora Teresa. – Per caso stai frugando nei panni sporchi di qualcuno?
L’aveva detto in tono scherzoso, ma suo fratello rispose con serietà: – È proprio questo, il caso, – ammise, – e spero che mi fornisca un indizio per mettere le mani su un assassino.
– È per quella povera donna? ...
La notizia di quanto era successo aveva suscitato grande emozione nel piccolo borgo del Gambero e in casa Martini se ne era parlato...
"In questo libro, dove si fondono immediatezza e ricordi, realtà concreta e scatto fantastico, l’allievo si prende numerose libertà che poi, se leggete bene, fanno di Bobbio un personaggio concreto e insieme fantastico: soprattutto, ciò che interesserà il lettore, un uomo, magari con l’iniziale minuscola, perché la sua statura si coglie proprio in quanto Zancan evita scrupolosamente la canonizzazione (Claudio Gorlier)".
Un ex assistente universitario e un bibliotecario si incontrano in treno. Tra ricordi, fantasie e divagazioni, rievocano l’ambiente accademico intorno al Sessantotto, in una Torino surreale eppure localizzabile. Il loro trait d'union è la figura di Norberto Bobbio, che acquista spessore e identità grazie al punto di vista del suo allievo, e poi assistente volontario.
Cronaca di otto anni di vita a Project One, la prima comune urbana nata a San Francisco negli anni Settanta
La Terra Promessa racconta la creazione a San Francisco, negli anni Settanta, della prima, storica comune urbana, di cui l’autrice è stata uno dei fondatori: PROJECT ONE. Questa comunità, situata in una ex fabbrica di caramelle, nel centro storico della città, nell'arco degli 11 anni della sua esistenza è servita da alloggio e da luogo di lavoro per qualche migliaio di persone.
Lo scopo del saggio (anzi, della collezione di saggi) è indagare sull’arte della sopravvivenza, sui mezzi che i vari individui scelgono per sopravvivere, o per autodistruggersi. Scritto negli anni Ottanta e tradotto in italiano negli anni Novanta, il libro alterna allo stile analitico del saggio quello più drammatico di un romanzo.
«La San Francisco dei miei ricordi non esiste più. Così pure non esistono più né la sua gente di allora né i suoi valori.
Non rimpiango quella che ero, ma rimpiango i valori che esistevano all’epoca.
Quei valori vengono conservati nella memoria di alcune migliaia di persone e in pochi manoscritti. Perciò mi sembra che, con il passare degli anni, quell’esperienza abbia acquisito un valore storico, in quanto raccoglie i semi di idee che si sono diffuse e che hanno fatto il giro del mondo parecchie volte, più o meno deformate secondo le esigenze dell'utente... come il vino genuino, questa controcultura era delicata e non tollerava bene i viaggi, perciò, arrivata a destinazione, non era più la stessa.
Mi auguro che sulla pagina scritta essa patisca meno il trasporto».
Una vita raccontata senza pudori, con uno stile nitido e a tratti emozionante. L'Autrice rivive un momento quasi magico. Estate. Una leggera brezza increspa l’acqua. I raggi obliqui del sole creano sulla superficie l’immagine di una rete dorata, fatta di maglie lucenti e scure, vuote. La fantasia le anima, e presto dentro la rete affiorano i ricordi. Cose, visi, luoghi, episodi rivissuti in tempo reale. Emozioni e palpiti di giovinezza, squarci di vita, anime messe a nudo senza pudore per cogliere le verità nascoste. Un gioco di sguardi nel passato di tre generazioni. Un tuffo nella Torino borghese del secolo appena trascorso. “Parole e frasi che scavano nei sentimenti come un bisturi purificatore”. Leo Giovannelli, Direttore del periodico “più…”
Non c’è mai ordine nella guerra, solo dolore. L’amore può esserne il riscatto
Il ferro di una prigione divide e unisce per sempre un mondo notturno, sotterraneo - il mondo della bellezza e della seduzione - al mondo della guerra, degli orrori e della violenza; mentre il tempo, il tempo magico, che può essere quello delle fiabe, come quello della più brutale realtà quotidiana, si ferma per introdurci in una avvincente, singolare storia d’amore.
«... e, facendo scivolare lo scialle dalle spalle, lo aprì e lo distese ai piedi del Condottiero. Poi raccolse dal suolo un pugno di terra, sparse la terra sullo scialle, come fosse sabbia in una clessidra».
VOLUME A GRANDI CARATTERI
CLASSICI - POEMETTO -Traduzione di Piero Malvano - Testo inglese a fronte
- Illustrato con incisioni di Gustave Doré
La Ballata dell’Antico Marinaio, capolavoro della letteratura anglosassone, è un poemetto scritto nel 1798 da Coleridge.
A un banchetto di nozze, un vecchio uomo di mare costringe un ospite ad ascoltare la sua terribile esperienza… Durante una traversata oceanica, aveva ucciso un albatro. I compagni dapprima lo disapprovano, poi pensano che il suo gesto, come un sacrificio, abbia apportato un clima più benevolo, infine lo condannano e gli appendono al collo l'albatro come segno della sua colpa. Ma sono divenuti anch’essi colpevoli. La vendetta dell'albatro è terribile: assenza di vento, sete, visioni di creature spaventose e soprannaturali portano allo stremo l'equipaggio. La nave si perde in un mare sconosciuto...Solo l'amore incondizionato per la natura e tutti i viventi può salvare il genere umano.
Nel cielo terso adesso il Sole
splendente si levava.
Sì, avevo ucciso il malo uccello
che la nebbia portava […]
Restiamo, giorno dopo giorno,
senz’alito né spinta,
fermi com’è, su un mar dipinto,
una nave dipinta.
Una compagnia di attori in pensione e un gruppo di malati psichici sono coinvolti nella messa in scena di uno spettacolo teatrale che rappresenta il riscatto dalla loro malinconica esclusione dalla vita.
Protagonista della vicenda è Enzino, un ragazzo a sua volta diverso che tesse la sua esplosiva strategia osservando la vita delle formiche. Così per le misere esistenze di quegli emarginati rintocca il misterioso richiamo della vita, con le sue passioni autentiche, le sue scommesse decisive e contagiose. Un romanzo poetico e diretto che turba e affascina, provoca e coinvolge.
