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Titoli

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Harry Potter è un mago di dodici anni, un mago fresco di studi, visto che ha frequentato solo il primo anno a Hogwarts. Dopo le vacanze infelicemente trascorse a casa degli zii, non vede l’ora di ritornare alla Scuola di Magia e Stregoneria. Però un duro anno lo attende, tra lezioni di Incantesimi, Cura delle Creature Magiche e Pozioni, amicizie messe alla prova e l’amato sport del Quidditch. Mentre il Signore Oscuro è sempre in agguato...

«...era un gruppo ormai placato quello che giunse al “Paiolo magico”, da dove Harry, i Weasley e tutti i loro acquisti avrebbero fatto ritorno alla Tana usando la Polvere Volante. Si accomiatarono dai Granger, che stavano uscendo dal pub diretti dalla parte opposta, per raggiungere i quartieri dei Babbani. Il signor Weasley cominciò a chiedergli come funzionavano le fermate degli autobus, ma vista la faccia della moglie si affrettò a interrompersi. Prima di prendere una manciata di Polvere Volante Harry si tolse gli occhiali e li mise in salvo nella tasca. Decisamente, non era il suo modo preferito di viaggiare».





Harry Potter è un orfanello e vive con gli zii che non lo amano. Sa di essere infelice, ma non immagina neppure di essere speciale. Quando, il giorno del suo undicesimo compleanno, arriva sullo zerbino di casa una busta di pesante pergamena, scritta con inchiostro verde smeraldo e indirizzata al Signor H. Potter, Ripostiglio del sottoscala, la sua vita cambia, e per sempre...

«Harry aveva un viso sottile, ginocchia nodose, capelli neri e occhi verde chiaro. Portava un paio di occhiali rotondi, tenuti insieme con un sacco di nastro adesivo per tutte le volte che Dudley l’aveva preso a pugni sul naso. L’unica cosa che a Harry piaceva del proprio aspetto era una cicatrice molto sottile sulla fronte, che aveva la forma di una saetta».




Inseguendo il sole
Appunti di viaggio nelle terre dei salmoni

Fin dagli anni Ottanta, la pesca a mosca è stata per Alvaro Masseini il valido pretesto per vagabondare con canne, tenda e sacco a pelo in zone estreme della Terra, lungo fiumi popolati da grandi trote, temoli e salmoni. In questo ultimo libro narra del viaggio che lo ha portato dalla Mongolia alle alle terre fredde del Nordamerica, dagli Stati Uniti alle Virgin Island nell'Oceano Atlantico.





Il 25 aprile del 1945, in quel di Viù, Kin compie dieci anni… Questa è la storia del piccolo Kin e di nonno Kin, dedicata a tutti coloro che hanno avuto dieci anni, e non se li sono dimenticati.

Racconto storico della Liberazione e fiaba filosofica, che dal buio di una cantina ci fa salire alla luce libera della montagna, dove “l’impulso appassionato dell’infanzia - come scrive Georges Bataille - si inebria di nuovo di libertà inutile”. Forse…

«Kin stette un po’ sovrappensiero. “E tu, Pietro, che finale gli hai dato?” Il vecchio non se l’aspettava quella domanda... Poteva dirgli il suo finale? Quell’uomo uscito dalla caverna era tornato indietro per raccontare la sua avventura ai compagni… Aveva spiegato che bisognava andare a vedere il sole vero, fuori della caverna. Ma quelli non lo avevano ascoltato. E un malaugurato giorno, uno di essi lo aveva colpito mortalmente; e lui, cadendo, aveva ancora visto la luce delle lanterne poco più in alto e aveva pensato che, chissà, forse tutto è una grande caverna e i soli che vi risplendono sono soltanto soli di cartapesta».





PICCOLO ARZANÀ

Prefazione di Roberto Rossi Precerutti

Le immagini del sogno e gli oggetti della memoria, affidandosi a una lingua volutamente povera di artifici, sembrano dischiudere qui un loro impronunciabile segreto.




MA
La sensibilità estetica giapponese

Traduzione di Luciana Galliano e Chie Wada.

Prefazione di Gian Carlo Calza

 

MA è una parola presente nella lingua giapponese in innumerevoli espressioni, colloquiali e specialistiche. Indica un'entità «fra»: un tempo fra due eventi, uno spazio fra cose, la relazione fra due persone o anche fra due momenti diversi di uno stesso soggetto, nella vita quotidiana, nelle arti marziali, nell'arte e nel teatro. In questo sottile «qualcosa» risiede la peculiarità, la possibilità stessa della raffinata sensibilità estetica giapponese.




Mentre scendeva il buio
L'undicesima indagine del commissario Martini.

Dalle Terme di Acqui a Torino due misteriosi delitti per il commissario Martini

Un concorso letterario ad Acqui Terme viene sconvolto dall'omicidio di uno dei giurati, assassinato per strada al crepuscolo. Quando l'indagine si sposta a Torino, un secondo omicidio indica al commissario Martini, incaricato delle indagini, la traccia da seguire.




Ore 10, Porta Nuova.
La seconda indagine del Commissario Martini

Nel tranquillo Borgo San Salvario, attorno all’elegante pianta ottagonale di Largo Saluzzo punteggiata dalle insegne delle botteghe, la quiete è incrinata dalle ignobili lettere firmate «LA VOCE DELLA VERITÀ». Un bambino minacciato, un cadavere su un treno merci, un dongiovanni imprudente… Il commissario Andrea Martini è un avversario pericoloso per il misterioso assassino. Paziente e ostinato, aiutato da alcuni colpi di fortuna, tra un indizio colto in un bar e un’ombra intravista alla stazione di Porta Nuova, tra un interrogatorio apparentemente svagato e un dialogo serrato, Martini giunge infine alla verità.

Il commissario venne frastornato da una valanga di parole che fecero poca luce sul problema. – Ma insomma, di che cosa si tratta? – domandò infine con una certa impazienza. – Sembra che la nipote della signora Rita abbia ricevuto una lettera di minaccia da uno che si firma «La Voce della Verità» . – Che genere di minaccia? – Dice che se non fa una certa cosa, lui va in giro a raccontare un segreto.

Gianna Baltaro, torinese, è giunta alla scelta di scrivere romanzi polizieschi attraverso l’esperienza di cronista di «nera». Il suo Andrea Martini, infatti, è stato commissario responsabile della Squadra Mobile della Questura, prima di vestire i panni del gentiluomo di campagna nel vigneto di Diano d’Alba: ora divide il suo tempo tra i periodi trascorsi in campagna, in compagnia di buoni libri e di amici spiritosi, e i soggiorni torinesi, durante i quali all’occorrenza ridiventa investigatore. Ma la vera protagonista delle storie è la Torino anni Trenta avvolta dal suo fascino discreto e misterioso. Una Torino che, nelle indagini del commissario, vive di momenti curiosi caratterizzati dai suoi abitanti, momenti storici di un passato descritto con grande coinvolgimento dall’autrice.




Orizzonti di sale
Immagini ai confini tra acqua e cielo

Il sudore del lavoro dell'uomo

Il sudore del mare

La salina...

Un lavoro di ricerca su un’archeologia industriale del tutto particolare, un’industria naturale che da millenni sfrutta i medesimi meccanismi, sulle coste mediterranee, per strappare il sale all’acqua marina.




PHOTO ALBUM 1850 - 1920
Un viaggio mediterraneo

Scatti d'epoca dall'Archivio della Fondazione Italiana per la Fotografia: come viaggiatori di "inizio secolo" attraverso l'Italia, l'Egitto, il Marocco, la Siria, la Palestina e l'Oriente, in compagnia dei più grandi maestri della fotografia storica.





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