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Titoli

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Scale
Da quale "altrove" la mano che abbatte?

Nella Torino degli anni Settanta, alcune morti presentano fra loro strane analogie, ma sono ufficialmente classificate come suicidi. La professionalità, l’affetto, l’intuizione guidano alcuni dei personaggi verso un finale imprevedibile ma aperto. Alla vicenda fa da sfondo la Torino delle prime ondata migratorie, dei primi fermenti della contestazione studentesca, tra i ricordi delle ferite passate e le nuove problematiche di una società che deve cambiare, in contrasto con l’apparente immutabilità delle colline, dei musei, delle piazze e soprattutto del suo magico fiume.

«Un gruppo di ragazzi passò correndo nel corridoio dietro a uno striscione bianco: Scuola Okkupata... Una volta arrivato alla casa dello scrittore, lungo le scale ben lucidate, si accorse che erano quasi tutti della sua età e vestiti più o meno come lui... Riconobbe una professoressa che insegnava in una scuola superiore ancora più agitata della loro: un giorno gli aveva mostrato senza parlare un numero impresso sul braccio. Erano in fila alla banca d’Italia, per ordine alfabetico, professori, presidi e bidelli. Era una cosa piuttosto umiliante, e a lui ricordava sempre altre file, in piedi nel freddo, con la scodella di latta in mano. La professoressa però non era stata in quel campo, ma in un altro più a est».




Segreti di famiglia
La dodicesima indagine del commissario Martini

Quelle figure compostamente sedute, la schiena ben dritta, le teste che si reclinavano in movimenti secchi, da una parte o dall'altra per seguire le parole degli interlocutori, sembravano bambole mosse da mani invisibili.
I fatti prendono avvio in una villa signorile di Balme. La morte inspiegabile della contessa Gamoni determina il rinvio delle nozze della sua figliastra.
Si parla di delitto e ciò mette in moto un'indagine che fa affiorare i segreti di una grande famiglia.
Come è stata uccisa la donna? E perché? E da chi? Qual era l'attività segreta della vittima? In quali intrighi si era cacciata? Perché nessuno l'amava?
Queste le domande alle quali dovrà rispondere il commissario Martini. L'inchiesta proseguirà a Torino; attraverso sorprese e colpi di scena e il mistero si risolverà in modo inatteso.





La prima bibliografia (in ordine alfabetico, per titoli, autori e case editrici) di libri sulle culture autoctone americane tradotti e pubblicati in lingua italiana fino al 1994.




Setsu-bun
Quando l'inverno si trasforma in primavera

Sedici stampe in quadricromia mostrano delicate scene di vita quotidiana giapponese e fanno da sfondo a notizie sulle festività dell'anno. Il volume, con la sua originale legatura, operata secondo la tecnica giapponese, è una rara testimonianza del sincretismo fra calendario gregoriano e festività pagane.




Storie di normale dislessia
15 dislessici famosi raccontati ai ragazzi

CORPO 16  JUNIOR

«… perché abbiamo preso la decisione di “scrivere” questo libro? Non certo per farvi dispetto, ma perché crediamo che, nonostante tutte le difficoltà, la lettura possa arrivare a coinvolgere l’immaginazione più di molti altri mezzi. Infatti il lettore deve mettere una parte di sé, della sua immaginazione e della sua creatività in ciò che legge, e questo è importante» (dalla Prefazione di Rossella Grenci)

Le 15 storie di dislessici famosi, che proponiamo, le abbiamo definite di “normale dislessia”, perché in fondo queste persone hanno avuto una vita come quella di tanti. I geni dislessici sono stati persone particolarmente speciali perché hanno superato o aggirato gli ostacoli incontrati, realizzando i propri sogni e desideri.





Impegnativa ricerca non esclusivamente accademica e scientifica. Un pregevole specchio del clima culturale che lega Torino all'Egitto e all'Oriente, tale da imporre la Città come uno dei principali e riconosciuti centri di studio di quelle civiltà. Per fare un po' di chiarezza fra molte illazioni completamente irrazionali e prive di alcun rigore filologico, Alessandro Bongianni e Riccardo Grazzi hanno scritto un libro importante che si pone come uno strumento critico e solido per conoscere un substrato di cultura e di simbolismo più antichi.





Un giallo ambientato a Torino, nella malavita degli Anni Novanta, tra clan rivali, donne gelose, poliziotti stanchi ma tenaci. Un successo di critica e di pubblico.

«Il commissario Garzullo aveva molte indagini da seguire contemporaneamente, troppe per poter fare un buon lavoro. Al termine di una lunga e come sempre affannosa giornata, mettendo ordine sulla scrivania, prese in mano la pratica relativa alla sorveglianza del clan Peluso e si ricordò della professoressa Ferrero. Strano che non si fosse ancora fatta viva, dopo il messaggio che le aveva lasciato. Andando con una pattuglia verso l'abitazione della donna in lungodora Napoli, era inquieto e si pentiva di non aver lasciato un paio di agenti a piantonare l'alloggio».





Poesie nate dagli affetti (per la madre, la fidanzata, la sposa), o da momenti di grazia (la salita in un bosco d'autunno, i bambini in gioco).




1921 Classe della vittoria
Vincere! E vinceremo!

«...un libro di ricerca, mai di certezze banali o precostituite. Anche per questo motivo, oltre che per il dono naturale, mai studiato, di raccontare, l’ho letto con raro interesse e sicura partecipazione... La storia personale si salda alla Storia, con l’iniziale maiuscola, senza alcuna ostentazione. Sono convinto che il lettore saprà apprezzarlo. Dentro queste pagine così dirette e così controllate un uomo ci affida con singolare efficacia il ritratto tormentoso e insieme risoluto, cosciente, di un periodo cruciale di un paese, il nostro». (Claudio Gorlier)

Uno spaccato di storia narrato in prima persona, con grande forza espressiva, ma senza retorica: il fascismo, la seconda guerra mondiale (tra il Piemonte e la Dalmazia, il Nord e il Sud d’Italia), l’armistizio, la Resistenza, la fine della guerra... Le avventurose circostanze e i tragici accadimenti, nei quali domina non di rado l’assurdo, sono rivissuti attraverso la presa di coscienza progressiva dell’autore in quei frangenti. “Opera aperta”, secondo la definizione di Umberto Eco, il libro finisce con un “quasi”, proprio per evitare il rischio di forzare o travisare la realtà.

«A Spalato, il Comandante la Divisione Bergamo, perso ogni contatto con i superiori, tutti in fuga con il Re, riunì gli alti ufficiali presenti in Città in una specie di consiglio di guerra. Secondo il proclama del Capo del governo, doveva cessare ogni atto di ostilità contro le forze armate anglo-americane, ma si doveva reagire ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza. Si pose il problema di interpretare il proclama: era chiaro che per anglo-americani dovessero intendersi anche i loro alleati polacchi, australiani, francesi, indiani e così via; ma i partigiani comunisti, dipendenti dalla Russia, potevano considerarsi alleati? Bizantinismo puro di chi non sa decidere».




A vele spiegate
Segreti confessabili di un pittore imprenditore

“Dal periodo difficile ma comunque formativo della Seconda Guerra Mondiale sino al lavoro nel campo delle spedizioni internazionali, passando attraverso aneddoti di gioventù, unitamente alla passione per il disegno scoperta in età scolare e coltivata negli anni con segreta costanza e dedizione.

A corredo del racconto si trovano numerose fotografie proposte con l’intenzione di ripercorrere, scatto dopo scatto, la vita di Franco Frassoni. Molte di queste immagini possono essere definite veri e propri reperti storici, testimonianze di epoche e di momenti irripetibili ormai consegnati ai libri di storia.

Anche quello che tenete tra le mani è, per molti versi, un libro di storia, la storia di un uomo-personaggio che, spinto da una sana ambizione e dalla voglia di dire, ha trovato la forza di scavare nella memoria, mettendo per iscritto frammenti della propria vita e schegge di ricordi…

Ho aiutato mio padre a stilare i ricordi della sua vita e ciò mi ha permesso di conoscerne meglio la segreta forza, e la passione che ha permeato ogni sua realizzazione... Buona lettura !  (Ermanno Frassoni, dalla Prefazione)

          «Sono Franco, primo figlio di Frassoni Antonio e Giusti Gemma, venuto al mondo a Zena nel dicembre di un anno ormai lontano… Quella che voglio raccontare non è una grande storia ma semplicemente frammenti della personalissima strada che ho percorso. Non ho enormi segreti e quelli che ritrovo nella memoria sono tutti confessabili, come recita il sottotitolo di questo libro.

          Ho scritto queste cose con l’ottimismo che mi ha accompagnato in tutta la vita e ringrazio sin d’ora se leggerete queste righe fino all’ultima pagina. Non so se sarà di qualche interesse ma è bene si sappia che, almeno nelle intenzioni, il racconto non ha presunzione né alcuna enfasi di memorabilità. È stata questa la mia vita, così la ricordo e così la offro alla vostra lettura. Non col piglio dello scrittore ma con l'atteggiamento di chi parla agli amici con un bicchiere di vino in mano e con licenza di saltar di palo in frasca per poi tornare al palo o rinverdir la frasca…» 

ILLUSTRATO

In copertina:  Franco Frassoni, A vele spiegate, olio su tela dell'Autore

Prefazione di Ermanno Frassoni





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