Titoli
VOLUME A GRANDI CARATTERI
See you
Estoy negado últimamente.
Necesito una pequeña conmoción.
Como verte.
Devo fare qualcosa per la mia scrittura.
Sono negato ultimamente.
Mi serve una piccola emozione.
QUALEGIUSTIZIA?
AgeMDa 2010 (gennaio-dicembre)
A cura di MAGISTRATURA DEMOCRATICA
Flash a pie’ di pagina
Vignette di Altan, Chiappori, ElleKappa, Staino
Coordinamento editoriale di Livio Pepino
Gli utili conseguenti alla diffusione di AgeMDa saranno devoluti “Ristretti Orizzonti”, agenzia di informazione dal e sul carcere
12 racconti di magistrati e avvocati che sono anche scrittori... o viceversa:
Giuseppe Battarino, Carla Bianco, Gianrico Carofiglio, Francesco Cascini,
Giancarlo De Cataldo, Giberto Ganassi, Vincenzo Giglio, Salvatore Mannuzzu, Nicola Quatrano, Gianfranco Viglietta, Christine von Borries.
QUALEGIUSTIZIA? da gennaio ad aprile
Presentazione di Livio Pepino
Quale giustizia per l’anno che viene? di Rita Sanlorenzo
Un singolare contributo alla letteratura contemporanea, di Andrea Camilleri
Il giudice Pott , di Ottorino Pesce
DOSSIER, da maggio ad agosto
GIUSTIZIA: I LUOGHI, LE PERSONE, I NUMERI, di Luigi Marini
LA «PENNA» ALLA DIFESA, da settembre a dicembre
ANCHE GLI AVVOCATI RACCONTANO
Ricorso per separazione coniugale, di Diego De Silva
Un avvocato pentito, di Gianni Paris
Drammi del nostro tempo taciuti per pudore, per ignoranza, per indifferenza, oppure esposti al ludibrio pubblico, mai considerati per se stessi e per coloro, protagonisti muti e soli, che li vivono.
Gli Autori danno voce e significato ai personaggi, come in uno psicodramma. Nei racconti di Carla Gariglio, fiabe per adulti, recitano le nostre parti negate, nascoste. Ne Il condominio allo specchio: lettura e riflessioni di uno psicoterapeuta, Michele Cerato decifra le storie con l’occhio dell’analista, con i "ferri" del suo "mestiere", strumenti per aiutare anche altri a pensare.
I notturni delle periferie urbane, la luminosità degli irreali laghi svizzeri, le tracce di un canzoniere amoroso: tre itinerari tematici e stilistici in cui, come osserva R. Rossi Precerutti, affiora l’ « impercettibile distacco metafisico tra il mero accadere e il suo puro ascendere a segno, a senso altro ».
Una poesia che rinuncia alla tentazione della ‘parola incantata’ e, con lo sguardo rivolto anche alla tradizione, si apre senza gergalismi alla sfida del comunicare e dell’interpretare allegoricamente la realtà contemporanea.
I colori del mare, del cielo, della sofferenza. Schegge o meglio sfumature di esistenza e di sentimenti ricambiati o inappagati, violenza e amore, stupore infantile e vita vissuta dolorosamente. Queste le immagini evocate dai versi liberi e tenaci di Anna Isabel, donna saggia, prorompente e silenziosa al contempo, che rimane dietro le quinte ma che, al momento giusto, irrompe sulla scena e trascina in un vortice di impressioni appassionate, carezzevoli, dolci e malinconiche: come i colori dell’autunno che descrive lei, con la sua forza e la sua anima sensibile e delicata. (Paola Pianta)
Apoteca: come dice la parola, sito non irrimediabilmente chiuso, "diaframma" tra interno ed esterno.
Leggere queste poesie, scrive Giuseppe Conte, è come camminare sotto una pioggia di scintille ed esserne insieme ustionati e illuminati.
Catalogo della mostra "Archeologia dell'assenza", presentata in tutto il mondo da Assemblea Teatro. Fotografie (49 foto in bicromia)di Lucila Quieto , figlia di uno dei 30.000 argentini desaparecidos nel periodo della feroce dittatura militare. Presentazione di Luis Sepúlveda. Testi di Enrico Calamai, Massimo Carlotto, Diego Genoud, Luisella d’Alessandro, Gabriele Romagnoli e Renzo Sicco. Il volume vuole essere l’atto di persone che credono nel valore della memoria ma anche in quello dell’a-zione. Il ricavato della pubblicazione è stato finalizzato a sostenere (come già avvenuto con lo spettacolo di Assemblea Teatro “Più di mille giovedì”) la casa degli Hijos che è stata aperta in Calle Venezuela 821 a Buenos Aires il 23 novembre 2000 con un grande concerto-festa regalato da Manu Chao e dai suoi musicisti.
Testo inglese, francese, spagnolo, tedesco
"Poetare è mettersi in cammino
e scrollare un albero di pesco
facendo sciorinare pioggia di petali
e profumo di calicanto".
Calvetti continua a entusiasmarsi per il mondo dell’infanzia e a impegnarsi per realizzare il «sogno» di liberazione dell’uomo dalla miseria, dalle malattie, dagli odi e dalle guerre.
«...Franco Calvetti è un “viandante” – nel senso più alto della
letteratura ottocentesca – che va alla ricerca del verso, è un
instancabile cercatore di sogni e memorie nel dedalo di una foresta
ricca di presenze, passate, lontane, rivissute nell’oggi. Egli ha un
taccuino fedele, dove si stampano le figure care e si fondono i
pensieri più acuti. Alle sue spalle ci sono le solide letture dei
poeti francesi, accanto si stagliano i paesaggi dell’infanzia e
quelli, dolcemente meridionali, dei giorni che vive in compagnia di
alcune fate benefiche, la melanconia, l’affetto, la riconoscenza, la
musa dell’arte. Le parole si allineano, essenziali nel numero e nella
sostanza, ed ecco uscire dalla pagina, di volta in volta, un essere
allegro o triste, che si fa compagno di strada in un pellegrinaggio
laico eppure attratto da visioni mistiche. Il mare, davanti al poeta,
suggerisce immagini caravaggesche, il lettore sa che ci sono
appuntamenti che non si ripeteranno più. Nelle poesie di Calvetti
scorre il vento di un mondo sfumato, mobile, senza tempo, dove i
vecchi scomparsi tornano a fianco di bambini non sempre protetti dal
destino e dove le «figure», i «paesaggi», passano dal vero al
desiderato, scomponendosi e ricomponendosi in una «zona» intrisa di
dolcezze.
Un motto, una voce. «Poetare è mettersi in cammino», Pinerolo,
gennaio 2004. Tanto si legge nel cuore di Franco Calvetti, e nel
libro delle Assonanze» (Mario Pasi, «Il Corriere della Sera»)
“Da stasera voglio convincermi che a partire da maggio i nostri uomini potranno andare alle fiere e ai mercati come una volta, senza morire per la strada. La gioventù potrà ballare all’aperto, le donne giovani resteranno incinte volentieri e noi vecchie potremo uscire sulla nostra aia senza la paura di trovarci un forestiero armato. E a maggio, le sere belle, potremo uscire fuori e per tutto divertimento guardarci e goderci l’illuminazione dei paesi”. Beppe Fenoglio, Una questione privata
