Titoli
In un libro che è già diventato un classico, Gaarder ci racconta con straordinaria semplicità la nascita della vita, la concezione del tempo e dello spazio, la ricchezza della diversità, il valore dell'amicizia.
La Campagna di Russia, vista non dalla linea del fronte ma dalle retrovie, dove operavano i soldati del genio di cui faceva parte. L'autore racconta la sua personale esperienza in un'arma di supporto rievocando con amarezza e stupore l'inutilità degli ordini, l'estenuante attesa di qualcosa che non accadrà mai, e l'incomprensibile, inutile vagare nelle terre di Russia.
Questo lungo viaggio durato mesi attraverso l'Europa in su e in giù, senza che se ne capisca lo scopo, fa pensare a "La tregua" di Primo Levi.
Ma la bravura nel narrare dell'autore, ironico e scanzonato, capace di cogliere il lato comico di una situazione, delle persone, dei discorsi, fa del libro un capolavoro di umorismo.
Il ritrovarsi della prima onda con l’ultima
Alla varcata soglia dei quarant’anni il protagonista ripercorre la sua vita affollata e solitaria, e si accorge che, pur avendo a lungo navigato, non è mai uscito in mare aperto. Giacomo getta sassi nel suo stagno risvegliando cerchi concentrici. Perché finché c'è acqua c’è vita. Ma il prezzo della libertà sale, quando si paga per i propri errori, e cresce insieme alla consapevolezza del suo valore. Almeno così vorremmo credere nel nostro elogio del disimpegno, mistica di (in)sostenibile leggerezza.
Racconti di libertà e amicizia
Leggi un racconto SOLO TESTO su http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/ciuffi-al-vento-racconti-libert%C3%A0-e-amicizia
Racconti di fantasia, per un’accettazione di sé e degli altri, scritti
con uno stile poetico e divertente, che accompagnano i lettori nella
loro presa di coscienza e autocoscienza.
Storie molto differenti fra loro, ambientate e vissute in luoghi e
tempi diversi, ma accomunate dal ciuffo dei giovani protagonisti,
sempre uguali in tutti gli ambienti e le epoche. Un ciuffo che, come “i
capelli verdi" del film di Joseph Losey, rappresenta la ribellione
della diversità e al tempo stesso un messaggio di pace.
Un grave incidente d’auto, in cui un ragazzo riporta un trauma cranico… Poi il risveglio dal coma, la lenta ripresa di coscienza, il sofferto ritorno alla normalità… Tuttavia, sin dall’inizio, i vuoti di memoria vengono riempiti da ricordi che somigliano a sogni, o da sogni che paiono ricordi. Sono immagini che costellano le notti, e progressivamente anche i giorni del protagonista, come visioni ad occhi aperti.
Simili a tasselli sparsi di un mosaico il cui disegno appare ancora indefinito, questi ricordi emergono a comporre una storia parallela, che lentamente si affianca a quella reale; due vite, una attuale e l’altra antica, cominciano a dipanarsi lacerando l’identità del protagonista.
E chi è, il protagonista? Un ragazzo viziato dell’alta società inglese degli anni Ottanta, o un personaggio maledetto emerso come un fantasma dalle brume di un medioevo brutale, nella lontana Ungheria?
Dal passato affiorano odi e rancori, amori intransigenti e passioni. Come un balletto. Ma, quando la posta è l’annientamento, ci si batte come in guerra. La disperata guerra di difesa contro i turchi delle armate cristiane nei Balcani, il conflitto tra il protagonista e il padre, la lotta contro le, assopite, insidie della memoria…
Questa ricerca storico-sindacale riguarda il gruppo dei Cotonifici Valle Susa, che hanno costituito una concentrazione di opifici tessili soprattutto nelle vallate torinesi dalla fine dell’Ottocento fino al fallimento negli anni ’60 e agli smembramenti succedutesi negli anni ’70. Il gruppo industriale CVS ha avuto nel secolo scorso un’importanza fondamentale per l’economia piemontese, essendo diventato la più grande azienda manifatturiera non meccanica della provincia di Torino. La ricerca offre un contributo specifico alla comprensione della storia di quelle realtà e di quel periodo.
Queste poesie sono la casuale cronaca di due diverse coordinate della mente: il tempo e l’amore - quest’ultimo riferito in particolare, ma non esclusivamente, al rapporto fra due esseri umani.
Il tempo è il luogo di ciò che è accaduto e accade, luogo di ricordi e speranze, illusioni e delusioni; ma anche album dei volti e dei nomi, degli amori vissuti e di quelli sognati.
A questo punto tempo e amore si intrecciano. È difficile separare davvero una storia d’amore dal contesto temporale in cui si è svolta, così come il viso di una persona è diversamente segnato dall’età che lo ritrae. Le rughe del tempo sono anche le rughe dell’amore, non sempre entrambe ancora affascinanti.
D’altra parte è illusorio negare che si ama soprattutto perché si ha il bisogno di amare e quindi spesso, ma non sempre, importa poco che qualcuno corrisponda ai canoni delle nostre inclinazioni. Conta innanzitutto soddisfare le proprie carenze. Ma abbiamo bisogno di fingere, perché ci ripugna il pensiero che l’amore - in fondo - è solo il frutto occasionale di un’assenza.
Nell’anno di grazia milletrecentoquindici
«Mi ha catturato il tono ironico, dissacrante fino al grottesco, la libertà creativa di situazioni inverosimili: ciò che conta è il divertimento e non manca mai. Ma soprattutto sono stata conquistata dal risvolto serio del romanzo di Burzio, in cui ho creduto di leggere la condanna dell’assurdità di certe guerre fatte solo per dimostrare la propria potenza bellica, senza nessun rispetto della giustizia e dei danni che ogni guerra produce... Ho letto in questo romanzo anche il modello augurale del nostro tempo». Laura Mancinelli
L’amore e la guerra sono il mestiere di tutti, in questo colorato Medioevo, quando il pomposo Filippo, re di Murcia, pone l’assedio alla rocca di Videmar, per ricondurre a ragione un suddito ribelle. Mentre assediati e assedianti si sfidano e si scambiano addirittura i campi, Burzio ne scrive la cronaca, precisa fin nel linguaggio.
Una piccola parte della nostra breve o lunga vita trascorre in uno stato di incoscienza sogniamo, subiamo degli attimi dove i desideri e le nostre paure diventano una realtà iperealistica. ... E se esistesse un metodo per la creazione ed elaborazione dei sogni?
Se fosse possibile programmare i momenti onirici?
Perosino con Dario dei sogni, forse utopisticamente, vi rende partecipi del suo esperimento.
Anni Trenta. Andrea Martini, imbarcatosi sulla lussuosa nave da crociera “Augustus” per rintracciare un falsario, si trova a dover indagare sull’omicidio di un tenore, scritturato per un concerto… L’affascinante commissario si muove perfettamente a proprio agio in quell’ambiente mondano, che pure non sempre apprezza. E, dopo un altro delitto e svariati colpi di scena, non tarderà a giungere alla soluzione.
«L’antiquario estrasse la pipa e cominciò a riempirla con il tabacco.
– Quando sono arrivato sul ponte, – riprese, – mi sono fermato un attimo ad ammirare l’oceano. Era una serata strana, con qualche nuvoletta che ogni tanto oscurava la luce delle stelle. L’ideale per gli innamorati.
– Neanche lì c’era nessuno? - domandò Martini.
– Beh… un po’ oltre la piscina, verso poppa, ho intravisto una coppia appoggiata al parapetto, ma per discrezione mi sono avviato dalla parte opposta».
