
L'allodola e il cinghiale
di Nico
Orengo
Un racconto struggente, di lunghi silenzi, di brevi parole. Un rapporto difficile fra padre e figlio.
Quasi un romanzo d'iniziazione, alla vigilia di Natale, nel bosco innevato, seguendo le tracce del cinghiale.
«Uscirono, padre e figlio, in un’aria di cartavetro. Il padre si tirò su il bavero e il figlio si chiuse i bottoni. Era notte, era un buio spesso di blu. Cominciarono a salire verso Ciabauda, il padre portava lo zaino in spalla e teneva il fucile sotto l’ascella. Marco gli camminava dietro, cercando di allontanare il torpore che ancora l’avvolgeva e trattenere il tepore del letto intorno allo stomaco, dove gli si era fermata, come un grumo, la scodella di latte. L’alba sul mare tardava. Era inverno, mancava poco a Natale».
«Uscirono, padre e figlio, in un’aria di cartavetro. Il padre si tirò su il bavero e il figlio si chiuse i bottoni. Era notte, era un buio spesso di blu. Cominciarono a salire verso Ciabauda, il padre portava lo zaino in spalla e teneva il fucile sotto l’ascella. Marco gli camminava dietro, cercando di allontanare il torpore che ancora l’avvolgeva e trattenere il tepore del letto intorno allo stomaco, dove gli si era fermata, come un grumo, la scodella di latte. L’alba sul mare tardava. Era inverno, mancava poco a Natale».
16-12-2003 -
pp. 80 -
cm. 17x24 -
ISBN 88-88838-16-3
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