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Un  gesto all'improvviso.
Un gesto all'improvviso.
Romanzo in dieci scene e un intermezzo.
«Così i personaggi di Valobra non si meravigliano, perché le loro epifanie trascendono la sorpresa… Non danno nulla per scontato... Nessun eroismo, nessun balzo epico, nessuna tortura speculativa, nessun dogmatismo a priori, ma anche nessuna scelta gratuita o di comodo. Posso dire che tutto questo li rende, oltre che godibili, divertenti? Che il lettore sarà costretto a entrare nel gioco e, a sua volta, a riscoprirsi? Un trionfo, per dirla alla Eco, dell’opera aperta, ma anche di un senso impareggiabile, appunto, del gioco, mai fine a se stesso. Mettetevi comodi, e forse vi renderete conto che vi trovate davanti a uno specchio. Sospetto che, dopo avere letto, vi accorgerete piacevolmente che non siete più gli stessi». (Claudio Gorlier)

Libri che si mangiano tra loro e mefistofeliche presenze, cruciverba e melodramma, i racconti di Valobra sono il grumo di polvere nell’ingranaggio dell’esistenza: nulla è come pare, eppure nessuno sembra accorgersene sino alla fine. Il senso antico della gaiezza rivive qui con feroce e svagata allegria, che sorprende sempre senza spegnersi mai. In una narrazione surreale alla maniera di Franco Valobra, un filo rosso unisce personaggi, momenti e luoghi in una piacevole antimetafisica dell'assurdo.

«…All’improvviso fece due o tre passi vorticosi per la camera, non proprio di danza, ma di gioiosa contentezza e infine infilò il libretto in uno scaffale della sterminata libreria. Si volse verso il professore con espressione di divertito trionfo, poi fece una cosa buffa, inusuale. Gli appoggiò una mano sulla spalla e la strinse con forza. - Ci penseranno gli altri libri a divorarlo, – disse. – Sarà un semplice caso di cannibalismo…»
11-02-2004 - ISBN NO ISBN
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