La Pianta Stradale della Terra Promessa
Cronaca di otto anni di vita a Project One, la prima comune urbana nata a San Francisco negli anni Settanta
La Terra Promessa racconta la creazione a San Francisco, negli anni Settanta, della prima, storica comune urbana, di cui l’autrice è stata uno dei fondatori: PROJECT ONE. Questa comunità, situata in una ex fabbrica di caramelle, nel centro storico della città, nell'arco degli 11 anni della sua esistenza è servita da alloggio e da luogo di lavoro per qualche migliaio di persone.
Lo scopo del saggio (anzi, della collezione di saggi) è indagare sull’arte della sopravvivenza, sui mezzi che i vari individui scelgono per sopravvivere, o per autodistruggersi. Scritto negli anni Ottanta e tradotto in italiano negli anni Novanta, il libro alterna allo stile analitico del saggio quello più drammatico di un romanzo.
«La San Francisco dei miei ricordi non esiste più. Così pure non esistono più né la sua gente di allora né i suoi valori. Non rimpiango quella che ero, ma rimpiango i valori che esistevano all’epoca. Quei valori vengono conservati nella memoria di alcune migliaia di persone e in pochi manoscritti. Perciò mi sembra che, con il passare degli anni, quell’esperienza abbia acquisito un valore storico, in quanto raccoglie i semi di idee che si sono diffuse e che hanno fatto il giro del mondo parecchie volte, più o meno deformate secondo le esigenze dell'utente... come il vino genuino, questa controcultura era delicata e non tollerava bene i viaggi, perciò, arrivata a destinazione, non era più la stessa. Mi auguro che sulla pagina scritta essa patisca meno il trasporto».
«La San Francisco dei miei ricordi non esiste più. Così pure non esistono più né la sua gente di allora né i suoi valori. Non rimpiango quella che ero, ma rimpiango i valori che esistevano all’epoca. Quei valori vengono conservati nella memoria di alcune migliaia di persone e in pochi manoscritti. Perciò mi sembra che, con il passare degli anni, quell’esperienza abbia acquisito un valore storico, in quanto raccoglie i semi di idee che si sono diffuse e che hanno fatto il giro del mondo parecchie volte, più o meno deformate secondo le esigenze dell'utente... come il vino genuino, questa controcultura era delicata e non tollerava bene i viaggi, perciò, arrivata a destinazione, non era più la stessa. Mi auguro che sulla pagina scritta essa patisca meno il trasporto».
04-07-2006 -
pp. 228 -
cm 11,5x19,5 -
ISBN 88-88838-72-4
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