Scherzo parigino
di Diego
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Ambientata in una Parigi quasi surreale nell’arco di sette giorni, la vicenda, ironica e poetica, si apre con un sogno e si chiude con un incubo.
Un protagonista squattrinato e allo sbando che si spaccia per scrittore, un’impiegata d’albergo frequentatrice di uno strampalato mercato delle pulci, una fisioterapista con il pallino della psicanalisi, una professoressa universitaria di origine senegalese dai gusti un po’ particolari, uno scrittore vero con la mania di mettere nero su bianco le proprie avventure sentimentali...
A metà strada tra lessico famigliare e poliziesco, l’Autore gioca con la letteratura, ma non rinuncia all’ambizione di far riflettere, pur senza proporre una morale.
«Altro disco, altro ballo. - E la pagina più bella sarà l’ultima. Quando sarà come vivere la morte in diretta. Sarà come prendere per mano il lettore e dirgli: “Guardi, si metta un paio di guanti di pelle marrone come i miei”. Hai visto che guanti eleganti mi son messo stasera? - Sì, appunto. E mi chiedevo, appunto, per quale motivo te li fossi messi. - “E mi aiuti! Faccia qualcosa anche lei! La tenga ferma che non si muova più. Le fasci i polsi, le leghi le gambe al letto. Ecco, bravo… Le dia un paio di schiaffi che non gridi più. Le chiuda la bocca. Le strappi i vestiti. E se vuole continuare… Se no, chiuda il libro. Lo riponga in un cassetto e si addormenti tranquillo”. - Ti rendi conto di che cosa mi stai raccontando? - Scusa. - E quante pagine ne avresti già scritte di questo romanzo? - Un centinaio… Non lo so di preciso. Me ne mancano poche alla fine».
«Altro disco, altro ballo. - E la pagina più bella sarà l’ultima. Quando sarà come vivere la morte in diretta. Sarà come prendere per mano il lettore e dirgli: “Guardi, si metta un paio di guanti di pelle marrone come i miei”. Hai visto che guanti eleganti mi son messo stasera? - Sì, appunto. E mi chiedevo, appunto, per quale motivo te li fossi messi. - “E mi aiuti! Faccia qualcosa anche lei! La tenga ferma che non si muova più. Le fasci i polsi, le leghi le gambe al letto. Ecco, bravo… Le dia un paio di schiaffi che non gridi più. Le chiuda la bocca. Le strappi i vestiti. E se vuole continuare… Se no, chiuda il libro. Lo riponga in un cassetto e si addormenti tranquillo”. - Ti rendi conto di che cosa mi stai raccontando? - Scusa. - E quante pagine ne avresti già scritte di questo romanzo? - Un centinaio… Non lo so di preciso. Me ne mancano poche alla fine».
14-09-2006 -
pp. 120 -
cm 11,5 x 19,5 -
ISBN 88-88838-49-X

