Sciarada madrilena
Quando il romanzo si scrive da solo
Miguel, a Madrid per una borsa di studio, e la moglie Carla vengono in possesso di vecchie lettere appartenute a una famiglia argentina, che racchiudono un mistero.
In uno scambio di e-mail con l’amico Cesare Graves, docente di diplomatica all’Università di Torino ed esperto in antichi materiali cartacei, le lettere del passato formano una intricata sciarada alla cui soluzione il lettore è invitato a partecipare con il suo intuito e la sua sensibilità.
Possono le attuali e-mail sostituire i classici romanzi epistolari? Vale la pena di fare quello che stiamo facendo? La prima risposta è la conferma dell’idea che stiamo giocando. Giocando a un gioco che ci diverte non solo perché è un po’ come riordinare gli elementi di un puzzle e vedere se saremo capaci di completarlo, ma soprattutto perché dovrebbe dimostrare come sia possibile da alcune lettere dissociate nel tempo e dislocate nello spazio, nonché scritte da più mani, ricavare una storia coerente…
«Mettiamola così: quanto ci piace violare un lunghissimo silenzio? Quanto ci piace profanare un sepolcro di parole, chiuso in un cofanetto di cartone come in una tomba? Siamo degli archeologi o degli spregevoli guardoni?»
Possono le attuali e-mail sostituire i classici romanzi epistolari? Vale la pena di fare quello che stiamo facendo? La prima risposta è la conferma dell’idea che stiamo giocando. Giocando a un gioco che ci diverte non solo perché è un po’ come riordinare gli elementi di un puzzle e vedere se saremo capaci di completarlo, ma soprattutto perché dovrebbe dimostrare come sia possibile da alcune lettere dissociate nel tempo e dislocate nello spazio, nonché scritte da più mani, ricavare una storia coerente…
«Mettiamola così: quanto ci piace violare un lunghissimo silenzio? Quanto ci piace profanare un sepolcro di parole, chiuso in un cofanetto di cartone come in una tomba? Siamo degli archeologi o degli spregevoli guardoni?»
30-04-2007 -
pp. 128 -
cm 14x22 -
ISBN 978-88-88838-97-7
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