CERCA

La contessa di Verrua e il segreto della Maja Vestida
Prezzo listino:
14,00 €
Spese di spedizione:
- ITALIA: inclusa nel prezzo;
- ESTERO: compralo su Casalini Libri.
La contessa di Verrua e il segreto della Maja Vestida
«Nacqui il 18 gennaio 1670, nel castello di Luynes, ero l’ultima di quattro figli, due maschi e le altre due femmine. Mi fu imposto il nome di Giovanna Battista, che con gli attributi del mio casato diventò d’Albert di Luynes. Mio padre era il conte Luigi Carlo d’Albert, duca di Luynes, pari di Francia mia madre era Anna Maria di Rohan – Montbazon, principessa di Soubise, io fui tenuta a battesimo da Giovanni Battista Colbert, ministro di Stato, al quale devo il mio nome. I primi anni della mia infanzia trascorsero come quelli di tutti i bambini: un po’ di studio, giochi e l’educazione che doveva prepararmi al futuro al quale ero destinata: consorte di qualche nobile principe…»

Che relazione può intercorrere tra Verrua Savoia, il pittore Francisco Goya e le sue famosissime Maja, la Vestida e la Desnuda, conservate al Prado di Madrid? A un “mercatino delle pulci “, che si tiene nel cortile del castello di Verrua, un manager spagnolo compra una tela raffigurante la Maja Vestida. Ma forse la “crosta” non è tale. E una scritta sul quadro rimanda al diario perduto di Giovanna Scaglia contessa di Verrua. La ricerca dello scrigno contente il diario suscita una ridda di intrighi e di misteri, risveglia segreti politici del glorioso passato e del vivace presente della località piemontese. Tanto più che la narrazione inizia ai nostri giorni, ci porta alla fine del Settecento, per tornare infine all’epoca attuale, alternando italiano, piemontese, francese e latino maccheronici.

«Alle sei di mattina la salita che portava al castello era completamente intasata. Una lunga fila di furgoni e macchine riempite all'inverosimile era nell’attesa per entrare e sistemare la merce più svariata. Tutti si aspettavano una cittadina con i portici, il caffè e la brioche calda, fiduciosi delle assicurazioni che il consigliere Lungone aveva loro fornito. Erano mesi che frequentava i mercatini e telefonava per invitare gli espositori al neonato Merca’ d’n castel, in quel di Verrua. Tanto che qualcuno gli aveva anche detto: “È un posto che non conosciamo, è un mercato nuovo, è tutto un rischio, ma, solo per la costanza con la quale si è dedicato, ci veniamo”. La mattinata era fredda, come lo sono certe giornate estive; un velo di nebbia saliva dai valloncelli. Erano le condizioni ottime per le battute di caccia dei moscerini che, evidentemente, considerarono il loro pasto forte la prima colazione del mattino e la fecero a scapito di chi capitava loro a tiro, nel caso in specie: i trovarobe, i brocanté, gli antiquari e qualche visitatore mattiniero…»
06-08-2007 - pp. 208 - cm 14x22 - ISBN 978-88-6204-008-2

Articoli Correlati: