
NOIR A GRANDI CARATTERI
Primo classificato al Premio Letterario
Arché Anguillara Sabazia 2010
DAL CORRIERE DELLA SERA, 9 ottobre 2008: Due misteriosi omicidi scuotono Massaua. Siamo nel 1935, le tensioni internazionali crescono e l'Italia di Mussolini si prepara alla guerra contro l'Abissinia. Un noto imprenditore e un impiegato di banca vengono trovati entrambi decapitati a pochi giorni di distanza. I sospetti si concentrano sugli agenti del Negus etiopico Hailé Selassié, coinvolti qualche settimana prima in sanguinosi scontri alla frontiera. A indagare è il maggiore dei carabinieri Aldo Morosini, che non si fa convincere da facili soluzioni e batte piste alternative. Il maggiore e i suoi fedeli collaboratori, il sottufficiale Barbagallo e lo scium-basci indigeno Tesfaghì, accompagnano il lettore in un avvincente viaggio noir in cui i protagonisti rincorrono gli indizi per tutta le regione: dalla Dancalia, affollata di temibili predoni, si spingono nell'infuocata Assab, fino a sorvolare l'Etiopia con un aereo militare. Morire è un attimo, primo romanzo del giornalista torinese Giorgio Ballario, non è solo un thriller avventuroso, è un tuffo indietro in un'epoca che i romanzieri italiani non hanno mai frequentato molto volentieri, a differenza dei loro colleghi francesi o britannici. L'autore ricostruisce con sorprendente meticolosità l'Eritrea italiana, ne descrive con passione la geografia dei luoghi, ripercorrendo la vivacità delle strade, che si chiamavano «via Palermo » e «corso Venezia». Tanto che sembra di viverci in quella Massaua.... (Cristina Marrone)
Prefazione di Domenico Quirico
«Quel 10 marzo 1935 la Città Vecchia appariva più animata del solito. Negli ultimi tempi l’arrivo di navi dalla madrepatria - soprattutto convogli militari - si era intensificato, ma l’imminente attracco del “Genova” era considerato il vero avvenimento della settimana. Tutto merito della famosa compagnia di varietà di Pippo Lanzafame, che aveva scelto Massaua come prima tappa della sua tournée nelle colonie. Il capocomico, gli attori e le ballerine erano attesi con impazienza dalla buona società italiana in Eritrea, che in verità non aveva molte occasioni di assistere a spettacoli mondani. Dopo un paio d’esibizioni a Massaua, Lanzafame e i suoi avrebbero preso le valigie per poi proseguire fino a L’Asmara, dove il varietà sarebbe rimasto in cartellone per un’intera settimana...»
LA PRESENTE OPERA È STATA REALIZZATA ANCHE MEDIANTE IL CONTRIBUTO FINANZIARIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
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