Quella che leggerete non è solo storia di individui e di famiglie, o storia di lavoro e di cultura del lavoro. È anche storia di una comunità, storia di tutti, dove ognuno può rispecchiarsi e ritrovare qualcosa del suo passato…
Questo viaggio parte dagli inizi dell’Ottocento e scava nella comunità del Favaro, nella valle dell’Oropa, nella montagna che, a prezzo delle fatiche degli scalpellini, i Picapere, regalava pietra: da estrarre, da lavorare, da vendere.
Scrivere delle famiglie Romano e Ramella Pollone, leggere la ricostruzione di tanti giorni passati in famiglia, al lavoro, nella vita sociale, ci spinge a comprendere chi siamo. È un processo di riconoscimento delle origini, delle peculiarità di un mestiere che era tradizione esportata ai quattro angoli della Terra da una stessa zona alpina.
In collaborazione con famosi architetti e artisti, la ditta Romano e Ramella Pollone ha dato vita tra Ottocento e Novecento a opere che superano indenni le barriere del tempo.
Possiamo ancor oggi ammirare monumenti di grande impatto emozionale, nati dall’interazione tra il sapere legato alla conoscenza della pietra e le doti tecnico-artistiche di validi nomi rimasti nella storia delle costruzioni civili e religiose.
Biscarra, Rigotti, Musso, Grupallo, i Mosso, Cordero, Bistolfi, Rubino, Audagna, Piccioni, Masoero, hanno per anni collaborato con i Romano e i Ramella Pollone alla realizzazione di opere eccellenti, a simboleggiare la significativa bellezza della pietra che rimane a testimoniare il nostro migliore passato. Tra esse il monumento a Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, in Piazza Castello a Torino, la colonna monumentale eretta sulla piazza della Consolata e il materiale per gli scalini e il basamento del monumento a Carlo Alberto, a Torino.
A cura di Mariella Debernardi. Illustrato

