
Illustrazione di copertina di Luigi Russo
Il viaggio ripetitivo e obbligato è il tempo in cui si fanno e si
disfano i percorsi della memoria, Come uno specchio convesso il ricordo
amplifica e deforma, attirando in uno spazio illusivo la realtà che sta
fuori del finestrino.
Da piccoli dettagli, Giannoni rivive suggestioni e ricrea un mondo sognato.
Un romanzo minimalista che è al tempo stesso onirico bildungsroman e
storia d’amore, narrata senza pudori né sentimentalismi, ma con lieve
ironia e freschezza. Su tutto aleggia una strana inquietudine:
l’impermanenza tanto della disperazione quanto della felicità...
«Devo ringraziare i treni che mi hanno protetto, almeno qualche ora al giorno, dall’incalzare della vita. In viaggio sono costretto ad aspettare. Ho una scusa per partecipare poco alla bagarre umana. Questo per me è piacevole perché posso fantasticare e costruirmi storie dove il ricordo e il desiderio divengono intimi.
La linea di ferro che arma la costa ligure a levante è stata la scuola dove ho imparato a nascondermi nella memoria. Ogni tanto una sosta in stazioni amichevoli, proponendomi qualche frammento di aggressiva bellezza marina, mi ha consentito di mescolare presente e passato. Il futuro, per fortuna, mi è ancora ignoto».
Da Lavagna a Genova, passando per Chiavari, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Camogli, Recco, Pieve Ligure, Bogliasco, Nervi, Quinto, Terralba...
LA PRESENTE OPERA È STATA REALIZZATA ANCHE MEDIANTE IL CONTRIBUTO FINANZIARIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
