
GIALLO A GRANDI CARATTERI
Bello, fulminante l’inizio: “Ho l’impressione di aver visto uccidere una persona”.
La fine di un temporale, una macchina in panne, l’istantanea di un delitto (per citare Agatha Christie). Così inizia la diciottesima, felicissima, una delle più intricate ed avvincenti indagini del commissario Martini, creato da Gianna Baltaro. Con tenacia, con spirito di osservazione, con grande concretezza Martini commenta, indaga, scopre, tra appostamenti, interrogatori e confidenze, secondo i suoi metodi, lineari e privi di ogni violenza. Anche la scrittura di questa autrice accompagna il lettore con un infinito piacere attraverso una vicenda che ti leggi in un soffio, per esserne parte, per divertirti. (Elio Rabbione)
Fra le verdi strade della Val Pellice, la collina di Baldissero e la Torino dei salotti buoni soffia un vento esotico, un’aria di avventura. Uno scrittore viaggiatore e suo fratello disperso in Africa, nell’ombra il mistero della regina di Saba.
Al commissario Martini, come sempre, il compito di far trionfare la sua idea di giustizia.
Uscendo dal locale dopo la cena, si trovarono immersi in una leggera nebbia che saliva dal Po. Camminarono lentamente, in quella leggera coltre ovattata, forata solo ogni tanto dai punti di brace delle sigarette.
– Non sei riuscito ad apprendere nulla di quella Linda con la quale Colier aveva appuntamento? – domandò a un certo punto il capo della Mobile. – Sarei curioso di saperne qualcosa.
Evidentemente l’aspetto sentimentale della questione lo aveva colpito e fu quasi con dispiacere che Martini gli svelò il mistero di Linda.
LA PRESENTE OPERA È STATA REALIZZATA ANCHE MEDIANTE IL CONTRIBUTO FINANZIARIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
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