
Romania, anni Ottanta.
In un mondo ostile e immerso nei pregiudizi, un’adolescente che vuole
essere l’artefice del proprio destino ma si ritrova straniera nella sua
terra.
Presagi, tragedie e miracoli: la protagonista affronta la vita tra
disperazione e coraggio, fra la violenza del regime e quella degli
uomini, realizzando con tenacia le sue più profonde aspirazioni.
Un'opera con tutti gli elementi autobiografici di una generazione. Il
secondo romanzo d’una scrittrice con due anime, rumena e italiana.
Sembrava che una malattia accomunasse tutti quelli
del posto, “l’indifferenza”, una mancanza di voglia di fare e di
mettere in ordine la propria vita. Nella virtù dell’inerzia lavoravano,
tanto per avere dove tornare stanchi la sera.
È molto complessa la realizzazione di un romanzo scritto nel nostro idioma, bellissimo, ma dalla difficile grammatica per uno straniero.
La Mocanaşu ci riesce perfettamente. Racconta una storia a tratti drammatica, cruda, con un linguaggio privo di sentimentalismi, uno stile “naturale”, vivido, ricco e una freschezza che non ha nulla di naïf se non l’effetto pittorico finale.
LA PRESENTE OPERA È STATA REALIZZATA ANCHE MEDIANTE IL CONTRIBUTO FINANZIARIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
Articoli Correlati:

