
VOLUME A GRANDI CARATTERI
La guerra combattuta, consapevolmente, su fronti opposti ha separato due amici.
Un sentimento malinteso separa due ragazzi.
La forza della verità alla fine li riunisce, idealmente, realmente.
Perché nulla è peggio dell’ignorare.
«Volevo che i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi. I giovani devono conoscere la società in cui vivono. Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell'ignoranza... Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza la libertà non si vive, si vegeta» (dal discorso di Nuto Revelli in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Scienze dell’educazione, Università di Torino 1999).
“Allora, vecchio mio, come stai?” mi chiese.
“Bene, tu?”
“In guerra,” rispose laconico. “Tu, invece?”
“Dall’altra parte”.
“Lo immaginavo, sai. Sapevo che non te ne saresti stato con le mani in mano e sapevo pure che avresti scelto di stare con quelli che ci hanno ucciso i genitori,” disse entrando subito in polemica. Era il suo stile: diretto.
“Chi ha buttato quelle bombe non ha più colpe di quel signore con l’elmetto,” risposi indicando il ritratto di Mussolini.
“Cosa fai qui, adesso?”
“Sono venuto a parlarti”.
Fra Torino, il Piemonte e Roma, una narrazione a quattro voci: Luisa, Marco, Maria, Vittorio. Uno sguardo, a volte lieve, gettato sulla Storia e una ferita che non si rimargina da oltre mezzo secolo.
Storie di amore e di amicizia, guerra e Resistenza, parole non dette e scelte dolorose.
LA PRESENTE OPERA È STATA REALIZZATA ANCHE MEDIANTE IL CONTRIBUTO FINANZIARIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
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