
Seguito da: Vita e opinioni di un polpo chiamato Arturo
Collana JUNIOR D EasyReading
Audiolibro gratis: File MP3 della lettura integrale del testo scaricabile dal sito del Centro Internazionale del Libro Parlato “A. Sernagiotto” ONLUS www.libroparlato.org Voce Narrante: Mariangela Bacchi
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http://www.10righedailibri.it/prime-pagine/ubaldo-galletto-che-amava-musica-ravel-vita-e-opinioni-un-polpo-chiamato-arturo
Età: da 8 anni e oltre
Illustrazioni Leonardo Ríos
Il galletto e il polpo sono i buffi protagonisti di due racconti spiritosi, per un bestiario bizzarro che Laura Mancinelli si diverte a creare.
Nel primo l’ironia e l’amore per la musica costruiscono la storia spassosa e surreale di un musicista che acquista alla fiera di Cantarana un galletto. O una gallina?
Vita e opinioni di un polpo chiamato Arturo capovolge la visione umana del mondo terracqueo attraverso le riflessioni di un cefalopode che ha trascorso la sua infanzia nell’acquario di un ristorante. Al tempo stesso, rappresenta anche una piccola enciclopedia sulla vita nel mare, in cui il problema è mangiare o essere mangiati...
Quando si sedette al suo pianoforte a coda per gli esercizi quotidiani, il galletto saltò sul piano lucido dello strumento.
– Ah no! – gridò il maestro. – Potresti avere le zampe sporche o graffiarmelo con le unghie. - Ma il galletto lo guardò con una espressione così triste, ma così triste, che il pianista si commosse. – Va bene, per oggi resta pure lì, ma domani stai per terra, sul tappeto...
E per concludere gli esercizi mattutini, suonò un pezzo di Liszt. Il galletto si entusiasmò, gonfiò le piume, starnazzò ed emise infine un sonoro chicchirichì, che era il suo modo di applaudire. (da “Il galletto che amava la musica di Ravel”)
A questo punto devo fare una precisazione: mentre noi abbiamo otto piedi e tutti forniti di ventose, loro ne hanno solo quattro e per giunta lisci. Sono chiaramente una razza inferiore, anche se i loro tentacoli sono divisi in cinque parti che chiamano dita, e li distinguono in bracci, quelli anteriori, e gambe quelli posteriori. Continuo a non capire, per quanto ci rifletta, a che cosa servano quei tentacoli privi di ventose, e quindi senza possibilità di attaccarsi agli scogli quando vogliono emergere dall’acqua, né assaggiare se si avvolgono attorno a qualcosa di morbido per sentirne il sapore. (da “Vita e opinioni di un polpo chiamato Arturo”)
LA PRESENTE OPERA È STATA REALIZZATA ANCHE MEDIANTE IL CONTRIBUTO FINANZIARIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
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