(a cura di) Bibl. Nazionale, EAM, F. Colonnetti
"GRAZIE GUTENBERG, MA..." La stampa a grandi caratteri.
La stampa a grandi caratteri
Descrizione:
L’esposizione si propone di illustrare la storia della tipografia a grandi caratteri, quale ambito editoriale specifico, volto ad agevolare al massimo la comprensione da parte del lettore. Così scrive Nico Orengo nella prefazione al suo testo (L'allodola e il cinghiale) pubblicato nella collana CORPO 16 GRANDI CARATTERI della Edizioni Angolo Manzoni: Ho antipatia per tutto ciò che è scritto "in piccolo": ricette mediche, clausole bancarie e assicurative, libri in reprint, necrologi sui giornali. Sarà perché sono miope, sarà perché da sempre strizzo gli occhi sui caratteri che racchiudono storie. Ma anche i caratteri troppo grandi non mi convincono perché portano con sé qualcosa di infantile e di soccorso esibito, un avvertimento continuo alla difficoltà del lettore. La Edizioni Angolo Manzoni ha trovato un equilibrio, una architettura della pagina, tra formato e segno grafico che dà morbidezza di lettura e non costringe l'occhio a spremersi nella fatica. E L'allodola e il cinghiale, che è la storia di un rapporto difficile fra padre e figlio, mi sembra il luogo ideale dove una storia possa collocarsi: uno spazio visivo che fa da anello fra sguardo adulto-bambino, necessità che i segni che racchiudono suoni, colori, emozioni vengano ampliati per arrivare alla memoria, alla coscienza (Nico Orengo).
Dove:
Biblioteca Nazionale Universitaria, Piazza Carlo Alberto 3,Torino
Quando:
16 maggio - 30 luglio 2005
Spazi:
Sale della Biblioteca Nazionale. Nell’Auditorium della Biblioteca Nazionale, Venerdì 20 maggio, dalle ore 16.00 alle 18.00, il Professor Bruno Fabbiani, del Politecnico di Torino, ha parlato dei segreti di Gutenberg (Gutenberg fu davvero l’inventore dei caratteri mobili? o questi sono stati introdotti a Subiaco, quasi venti anni più tardi, nel 1465? Secondo Fabbiani, la grande invenzione di Gutenberg fu il torchio tipografico, che Johannes Gutenberg adottò per stampare la sua Bibbia, utilizzando una matrice in un unico blocco, ricavata con la tecnica della punzonatura su lastra). Un giallo storico che dura da oltre 500 anni... Dopo la conferenza, il Professor Fabbiani ha illustrato una parte della sua collezione privata: dalle opere esposte, si rileva come dal 1450 al al 1920 i caratteri tipografici si riducano, con eccezioni nel campo liturgico, come in un Salterio Spalogno novecentesco, il cui carattere arriva al 40!
Contenuto:
Presentazioni a cura delle attuali editrici torinesi che stampano a caratteri grandi o tattili (Edizioni Angolo Manzoni, Marco Valerio, Zamorani). Ne emerge una realtà torinese impegnata nella chiara mediazione con il lettore: essa appare molto viva e, anzi, il Piemonte risulta capofila in una realtà che vedrà Torino, da 18 anni sede del Salone o della Fiera Internazionale del Libro, Capitale Mondiale del Libro.
Materiali:
Ogni collaboratore ha preparato pannelli e allestito le proprie bacheche, oltre a offrire il materiale per gli angoli di lettura. Accanto ai volumi, inoltre, trovano posto oggetti legati alla lettura – e alle sue difficoltà –, offerti da ottici "storici", insieme a materiale fornito dalla Tipografia dell’Istituto Valdocco e della Nebiolo, che rende viva la mostra, rafforzandone la filosofia.
Affitto:
info@angolo-manzoni.it
Percorso:
Il percorso della mostra muove dalle origini del testo scritto, fino a giungere ai volumi attualmente editi in corpo 16 e 18. Sono messe in risalto affinità e differenze. Per quanto riguarda la parte storica, si intende esporre alcuni rari messali, ancora manoscritti, a grandi caratteri. Ci si sofferma, poi, sul passaggio dal codex al libro a stampa (o incunabolo) e sui i trattati di calligrafia nei secoli. I primordi della stampa in Italia sono presenti attraverso opere di due pionieri di quest’arte, Arnoldo Pannartz e Corrado Sweinheim. Per quel che riguarda il Cinquecento, debito spazio è riservato al principe della tipografia italiana Aldo Manunzio e al suo abilissimo incisore di caratteri Francesco Grifo. Si prosegue con una carrellata di libri illustrati con tavole che raffigurano lettere e alfabeti, ideati e disegnati da autori come Luca Pacioli (De divina proportione), o fra Vespasiano Amphiareo (Opera nella quale si insegna a scrivere varie sorti di lettera). Il Seicento ha momenti di spicco con tipografi di area piemontese e sabauda, e con i loro frontespizi incisi, testimonianza di un’epoca in cui trionfa l’immagine, piuttosto che la parola. Per il Settecento, s’illustra brevemente l’attività di stampatori quali Comino di Padova, e Remondini, di Bassano. Per il secolo XIX, si punta l’attenzione sulle nuove possibilità e sulle nuove esigenze di stampare in modo più chiaro e leggibile. Attraverso grafici e brevi note, si mettono in evidenza crescita dell’alfabetismo e differenti modalità di partecipazione sociale, che portano nuove fasce di pubblico meno colto ad affacciarsi alla lettura, mentre tavole e riproduzioni illustrano il progresso tecnico, rappresentato dai torchi meccanici Pomba, o dai macchinari per stereotipia e litografia Paravia. Le migliorie tecniche permettono diffusione e differenziazione degli stampati; ne sono significativi esempi i giornali politico popolari, i manifesti affissi in pubblico, i libri di scuola o di lettura per l’infanzia, ma pure i caratteri chiari e belli di Bodoni o le forme testuali in cui il tipo di stampato identifica l’uso (pubblicità, sciarade, ecc.…) Per il secolo XX si vorrebbero ricordare, tra i tanti, Guglielmo Morris che contribuì a ridare nuovo impulso e dignità alla tipografia inglese, influendo largamente anche su quella europea. I suoi principi estetici applicati all’arte della stampa, vale a dire armonia generale del carattere, dell’inchiostro e della carta; le due pagine del libro aperto considerate quale unità inscindibile su cui fondare la presentazione grafica e, infine, quello di ottenere un effetto unitario della pagina limitandosi ad un solo carattere e pochissimi corpi, sono stati considerati criteri-base per la scelta del materiale Pur tuttavia , quasi a contrasto di tali principi, è illustrata la ricchezza concettuale e artistica della stampa italiana (Liberty; Frassinelli, tendenza eroico-dannunziana; Edoardo Persico e Casabella, il movimento "Campo grafico" ecc.) Sono inoltre considerate le ricerche grafiche di Raffaello Bertieri (Risorgimento Grafico e Archivio Tipografico), Alberto Tallone, Leo Longanesi, Valentino Bompiani, Giovanni Mardesteig. Un pannello è dedicato esclusivamente alla Nebiolo.
Informazioni:
Promotori dell’iniziativa sono, insieme alla Biblioteca, la Fondazione Colonnetti e la Edizioni Angolo Manzoni. Hanno aderito con entusiasmo anche l’editore-stampatore Enrico Tallone, la Tactile onlus presieduta dal prof. Fabio Levi, l’editore Zamorani, l’editore torinese Marco Valerio (collana LIBERI), l’editore sardo Punto di fuga, l’Istituto Valdocco, la ditta Drovetti, l’Antiquario "Memorie del passato", il Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia, la Tipografia Accademia, i Seniores del Comune di Torino e numerosi studiosi.
Immagini:
-
Logo Mostra
